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Biologia per teologi

Biologia per teologi

Uno sguardo scientifico all'ordinazione riservata ai soli uomini

della Dr.ssa Roberta Meehan

pubblicato su www.womenpriests.org con il permesso dell'autrice

Il Canone 1024 insiste sul fatto che solo i maschi possono ricevere il Sacramento dell'Ordine. Ma che cos'è "maschio", e perché la "maschilità" è essenziale per l'ordinazione

Questo documento affronta solo gli aspetti biologici della questione.

I. La definizione ecclesiale

A. Situazione attuale

La Chiesa non ha definito il maschile, usando piuttosto il termine "maschio" in una maniera che presuppone una conoscenza comune.

Parrebbe opportuno chiedere alla Chiesa una definizione di "maschio". Ma pare altresì che essa non possa definire teologicamente il "maschile" senza affrontare la questione prima di tutto dal punto di vista biologico.

B. Le basi scientifico - storiche del Canone 1024

1. La legge ecclesiastica (Canone 1024) è stata formulata sulla credenza in una mera dicotomia maschile/femminile, in cui un termine esclude l'altro. Tale supposizione non tiene conto dell'attuale visione di maschile e femminile.

2. La legge ecclesiastica (Canone 1024) è stata formulata anche sulla premessa di Aristotele e di Tommaso d'Aquino che la dicotomia maschio/femmina sia gerarchica in natura.

Nella sua Summa Theologica, Questione 92, risposta all'Obiezione 1, Tommaso d'Aquino afferma: "Riguardo alla natura individuale, la donna è difettosa e mal formata, poiché la forza attiva del seme maschile tende a produrre una perfetta somiglianza a sé nel sesso maschile".

Questa supposizione, ancora una volta, non tiene conto della visione attuale di maschile e femminile. Sebbene il ragionamento teologico di Tommaso fosse impeccabile, era falsa la premessa scientifica. Se una parte qualsiasi di una premessa è falsa, le conclusioni tratte da quella premessa sono necessariamente non valide.

II. Definizione scientifica (Sintesi)

A. Prospettiva storica

La dicotomia sessuale esisteva nell'intero mondo vivente da almeno un bilione di anni quando sopraggiunse la dicotomia sessuale umana. La funzione scientifica della dicotomia sessuale è, ed è sempre stata, la perpetuazione della specie, ovunque la specie si situi nell'albero della vita, dalla protozoica all'umana

B. Genere e Sesso

Sebbene i termini "genere" e "sesso" siano interrelati e circolari nel loro significato, essi non dovrebbero essere usati in maniera intercambiabile per esprimere la sessualità.

1. La sessualità è la conoscenza - cosciente, subconscia e inconscia - tanto del proprio essere fisico quanto della propria nicchia riproduttiva.

2. Il genere è la manifestazione sociale della sessualità, circoscritta sia dai limiti fisici, sia dai costumi culturali. Il genere non può essere definito unilateralmente.

3. Il sesso è la manifestazione fisica interna ed esterna della sessualità, circoscritta in via primaria dall'interno, tanto dalla fisiologia quanto dalla genetica.

C. Maschile / femminile

E' dalla definizione di sesso che sono derivati gli attuali concetti di maschile e femminile. E' sempre dalla definizione di sesso che è derivato il concetto di un continuum multidimensionale maschile/femminile.

III. Maschile/ femminile - Un Continuum multidimensionale

L'identità sessuale - l'espressione fisica del sesso - è un continuum multidimensionale, che copre l'estensione dal maschile al femminile in almeno sei aree differenti: genitali esterni, struttura gonadica interna, identità cromosomica, espressione genetica, risposta del sistema nervoso e risposta ormonale.

Secondo il concetto storico di dicotomia, l'identità sessuale è determinata dall'elementare osservazione dei genitali esterni. La persona è allora dichiarata maschio o femmina. L'attuale conoscenza scientifica, però, rivela che questa osservazione elementare non è sufficiente a determinare l'identità sessuale.

Esistono numerosi casi in cui i genitali esterni sono apparentemente maschili, ma la struttura gonadica interna è decisamente femminile. Esistono altri casi in cui i genitali esterni sono apparentemente femminili ma la struttura gonadica interna è maschile. Queste persone sono maschi o femmine? Dove si collocano tali individui in relazione all'ordinazione riservata ai soli maschi? Dato che questo fenomeno è venuto alla luce solo in anni recenti, è certamente plausibile che siano state ordinate molte persone apparentemente maschi ma con struttura interna femminile. E' ugualmente plausibile che a molte persone apparentemente femmine ma con struttura interna maschile l'ordinazione sia stata negata.

A livello cromosomico, si può dire che la presenza del complemento cromosomico XX indica che la persona è femmina, mentre la presenza del complemento cromosomico XY indica che la persona è maschio. Ma neanche questa prova regge ad un esame scientifico

Alcune persone cromosomicamente XX sono internamente ed esternamente maschi. Alcune persone cromosomicamente XY sono internamente ed esternamente femmine. La ragione per cui certe persone sono, ai fini canonici, fisicamente maschi e certe altre, ai fini canonici sono fisicamente femmine è la presenza di un gene: il gene SRY. SRY sta per "Sex determining Region of the Y chromosome" (Regione del cromosoma Y determinante il sesso), e questo è il gene responsabile dello sviluppo delle caratteristiche maschili. Il gene SRY si trova generalmente sul cromosoma Y (il cromosoma maschile). Qualche volta il gene SRY si attacca ad un differente cromosoma; qualche volta è mancante. Questi maschi XX e femmine XY devono essere classificati come maschi o come femmine?

In aggiunta a questi fattori, la genetica dell'identità sessuale include la problematica relativa a persone con un numero non-standard di cromosomi, persone che sono un mosaico sessuale, persone che sono ermafroditi manifesti o latenti. Come vengono identificate queste persone? Come ci si dovrebbe comportare riguardo a chi è stato ordinato nel passato?

IV. Posizione attuale.

Il requisito fisico per l'ordinazione si riduce ad una minuscola particella di DNA, il gene SRY?

Che criterio si dovrebbe adottare per la determinazione di maschilità o femminilità? Perché dovrebbe adottarsi tale criterio? Perché dovrebbero essere negati altri criteri?

Perché una determinata particella di DNA è essenziale per l'ordinazione? Se è essenziale, tutte le ordinazioni di persone che non avevano questo gene devono essere invalidate?

V. Appello alla Chiesa.

Prima di insistere sulla sua attuale posizione di riservare l'ordinazione ai soli maschi, la Chiesa deve definire il maschile. Deve anche dare giustificazione del criterio che sta usando per definirlo.

Se la Chiesa non definisce il maschile, ignora un principio basilare tanto della logica quanto dell'argomentazione: l'identificazione dei termini usati.

Se la Chiesa definisce il "maschile" ma non tiene conto dell'attuale concezione di sesso e genere in relazione a quella definizione di "maschile," continuerà a perdere credibilità. Ignorando la ricerca scientifica, è facile che essa ripeta gli errori del caso Galileo.

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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.

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