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Il Mito della Creazione e della Caduta

Il Mito della Creazione e della Caduta

Genesi 2,21-23 e 3,1-24; secondo la Versione di Re Giacomo

Il Signore Dio fece scendere su Adamo un sonno profondo, ed egli dormì: allora Dio prese una delle sue costole, e richiuse la carne al suo posto; e con la costola che il Signore Dio aveva preso dall’uomo, plasmò una donna e la condusse all’uomo.

E Adamo disse: “Questa è adesso ossa delle mie ossa e carne della mia carne: sarà chiamata Donna, perché dall’Uomo è stata tolta (Gen. Z:2I-3).

Ora, il serpente era la più subdola tra tutte le bestie selvatiche create dal Signore. E disse alla donna: “E’ vero che Dio ha detto che non dovete mangiare da nessun albero del giardino?” E la donna disse al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: ‘Non dovete mangiarlo, né toccarlo, altrimenti morirete’”.

E il serpente disse alla donna: ”Non morirete affatto: Dio sa che il giorno in cui ne mangerete i vostri occhi si apriranno, e sarete come dei, conoscerete il bene e il male”.

E, quando la donna vide che l’albero era buono da mangiare, piacevole a vedersi e desiderabile per acquistare saggezza, ne colse il frutto e lo mangiò, lo diede anche al marito che era con lei, e anche lui ne mangiò. Allora, gli occhi di entrambi si aprirono, e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Udirono la voce del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla frescura del giorno, e si nascosero dalla Sua presenza in mezzo agli alberi del giardino.

Il Signore chiamò Adamo e gli disse: “Dove sei?”, ed egli rispose: “Ho sentito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo; così mi sono nascosto”.

Allora il Signore disse, “Chi ti ha detto che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero da cui ti ho comandato di non mangiare?

E l’uomo disse: “La donna che tu mi hai posta accanto, lei mi ha dato dall’albero e io ne ho mangiato. Allora il Signore disse alla donna: “Che hai fatto?”, e la donna rispose: “Il serpente mi ha ingannata, e io ho mangiato”.

E il Signore disse al serpente: “Perché hai fatto questo? Sii maledetto più di tutto il bestiame e di tutte le bestie selvatiche; camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua stirpe e la sua; essa ti schiaccerà la testa, e tu le insidierai il calcagno”.

Alla donna disse: “Moltiplicherò grandemente le tue pene e il tuo concepimento; nel dolore partorirai figli; il tuo desiderio sarà verso tuo marito, ed egli governerà su di te”. E ad Adamo disse: “ Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie, e hai mangiato dell’albero da cui ti avevo comandato di non mangiare, maledetto sia il suolo a causa tua; con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita; spine e cardi produrrà per te, e mangerai l’erba del campo; col sudore della tua fronte mangerai il pane, finché non tornerai alla terra; perché da essa sei stato tratto: polvere sei, e polvere tornerai”.

E Adamo chiamò la moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi. Il Signore fece ad Adamo e a sua moglie tuniche di pelle, e li vestì. E disse: “Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male: ed ora, che non allunghi più la mano per prendere anche dell’albero della vita, per mangiarne e vivere per sempre”.

Quindi, il Signore Dio lo cacciò dal giardino dell’Eden, a lavorare il suolo da cui era stato tratto.

Così scacciò l’uomo, e pose ad oriente del giardino dell’Eden i cherubini e una spada fiammeggiante a difesa di ogni via d’accesso all’albero della vita (Gen. 3::1-24).

Traduzione di Serenella Bischi

Rassegna della sezione Corpo, Sesso & Genere
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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.