DONNE SACERDOTE? SI!
header

Responsive image
INIZIO SETTE RAGIONI CONTRO IL PAPA? DISPUTA MENU
Nederlands/Vlaams Deutsch Francais English language Spanish language Portuguese language Catalan Chinese Czech Malayalam Finnish Igbo
Japanese Korean Romanian Malay language Norwegian Swedish Polish Swahili Chichewa Tagalog Urdu
------------------------------------------------------------------------------------
Anne Brown

Anne Brown

La mia vocazione di ministro e profeta

C'est mon devoir de parler!

Era il 22 luglio, festa di Maria di Magdala. Siamo nel 1987 a Taizè, in Francia, là dove si trova la comunità ecumenica che attira ogni anno migliaia di pellegrini, soprattutto giovani. Ero nella cripta della chiesa alla fine di un funzione eucaristica cattolica. Mentre guardavo la dozzina di sacerdoti di diverse nazionalità intorno all'altare, ho avuto l'intuizione che, se essi erano tutti uomini, delle donne li avrebbero raggiunti in avvenire, e che io ero una di queste donne. In quel preciso momento, Dio ha cambiato radicalmente la mia vita. Questa fu una svolta importante ( se guardo al passato come al futuro) a partire dalla quale ho potuto vedere la mia vita e ( finalmente) me stessa sotto una nuova prospettiva.

C'era molta gente in quel momento a Taizè cosa che, assieme ad altre considerazioni, ivi compreso il fatto che un amico avrebbe potuto aspettarmi fuori, spiega il perchè non potevo continuare così a meditare all'infinito, in contemplazione silenziosa nella quiete della cripta; c'erano dei messaggi discutibili che potevano essere trasmessi durante una concelebrazione eucaristica; dei giovani cattolici tedeschi che, quando all'indomani li feci partecipi della mia esperienza, mi hanno chiesto di invitarli alla mia ordinazione; il sacerdote della nostra parrocchia, il celebrante principale, che avrebbe sopportato il peso della mia agonia e che sarebbe stato di ritorno a Taizè l'anno successivo per celebrare la sua ultima eucaristia come sacerdote, prima di lasciare il ministero per sposarsi.

Pensando al mio percorso successivo, voglio sottolineare l'eccellente compagnia spirituale che mi ha aiutato a percepire l'opera di Dio nella mia vita, in particolare quando essa si è trasformata in un paradosso assoluto. Ho scoperto che era possibile, anche se penoso, continuare a rimanere membro della mia Chiesa. La questione è che questa chiamata mi è giunta in un certo contesto. Ho avuto questa visione in una prospettiva ecumenica ma io facevo parte di una parrocchia cattolica . Per sua natura, il fatto di appartenere ad una parrocchia mi faceva anche membro di una Chiesa storica ed universale. Vi sono dei momenti in cui un sentimento di solidarietà con i Cristiani delle altri parti del mondo sembra la ragione migliore per restare cattolica romana e altri momenti in cui certe dichiarazioni del Vaticano , destinate alla Chiesa universale, rendono la mia scelta di restare cattolica la cosa più ridicola del mondo ! Studiando il significato della chiamata a quello che viene detto 'ministero ordinato' , ho scoperto come sia importante che le donne si impegnino a profitto della Chiesa intera. Io considero anche che l'accesso all'ordinazione per noi, le donne, è una questione di giustizia. Sebbene alcuni cristiani credano che l'Eucaristia non debba essere necessariamente celebrata da una persona specificatamente ordinata per questo ministero, io penso che la prosecuzione della tradizione e l'esercizio di ministeri particolari non dovrebbero essere respinti sotto il pretesto della eguaglianza di tutti davanti a Dio. Io sogno una Chiesa in cui gli uomini e le donne , celibi e sposati, possano essere ordinati ( anche per periodo limitati) affinchè possano celebrare l'atto centrale della vita e dell'amore: Gesù, spezzato, condiviso, Dio che si è fatto uno di noi. .Io vedo anche, in maniera imprecisa come attraverso una lente, che delle strade ecumeniche si apriranno e ci permetteranno di andare avanti. Io condivido la pena di numerosi cristiani che si chiedono come un Corpo di Cristo diviso possa predicare il Vangelo. Esploriamo delle strade nuove lungo le quali camminare assieme.

Dopo alcuni anni, seppi che la diocesi anglicana dove vivo offriva un corso di preparazione all'ordinazione a tempo parziale e che accoglieva anche dei Metodisti ed alcuni membri delle Chiese Riformate. Così decisi di informarmi della possibilità di seguire questo corso. Sono stata bene accolta dalla direttrice , ma le chiesi che mettesse su un processo di discernimento per verificare l'autenticità della mia vocazione in modo che anche gli altri comprendessero se io fossi veramente chiamata ad un ministero ordinato. Attualmente, seguo il secondo dei tre anni, dibattendomi per riuscire a fare le letture imposte, redigere i lavori, seguire i corsi speciali, partecipare alle sessioni domenicali ed estive, compiere uno 'stage pastorale' in una parrocchia anglicana vicina...adoro queste cose. Sono stata accettata ed accolta da tutti, compresi gli altri studenti, degli Anglicani di origine diversa. Ho avuto degli ostacoli da superare e molta sofferenza, specialmente nel cercare come poter essere inclusa nella liturgia eucaristica di un'altra Chiesa dato che io voglio rimanere fedele alla mia identità di cattolica romana.

Nel titolo di questo articolo ho messo la parola 'profeta'. Io penso che, come cristiani, noi siamo tutti chiamati ad essere profeti, a prendere posizione in maniere diverse. Negli anni '80 mi sono impegnata ( con molti altri) nel movimento pacifista e per quanto duro ciò possa essere stato, avrei preferito che il mio ministero profetico primario fosse quello di continuare a combattere le gravi ingiustizie che regnano nel mondo. Ma sono stata spinta a capire , contro il mio volere( credo che i profeti sono normalmente reticenti ad esercitare la loro missione) , che la chiamata ad un ministero ordinato che Dio mi ha fatto è un appello ad essere profeta. Nella mia attuale situazione, io vivo inevitabilmente questo appello, mostrando ad esempio che i cattolici possono seguire una formazione che li prepari ad un ministero, che una tale formazione può essere ecumenica e che esistono delle alternative ai modelli classici del seminario o del collegio teologico, alternative meglio integrate alla vita ( che comprende la famiglia, la parrocchia, il lavoro, ecc.) e che sono più adatte ad assicurare una formazione che prepari a giocare un ruolo pastorale. Fedeli di tutte le Chiese e persone che non appartengono a nessuna, mi chiedono di quello che faccio, mi spingono ad essere insieme sincera e crativa rispondendo ad ognuno in modo appropriato. Suscito una gamma varia di reazioni, compresi gli sguardi di disapprovazione. Io devo comunqie affrontare il rifiuto , cosa che non mi impedisce di essere riconoscente per il sostegno e gli incoraggiamenti che mi danno molte persone, alcuni persino a dispetto di se stessi. Prego perchè lo Spirito mi dia il dono della speranza affinche io sappia come comportarmi quando gli altri saranno ordinati, perchè abbia il coraggio di continuare a rispondere a questa chiamata ad essere profeta.

Se altre donne nella stessa situazione desiderano incontrarmi per un aiuto reciproco, sono pronta ad organizzare un gruppo nella mia regione, la diocesi di Lancaster. Contattatemi : 14 Belmont, Kendal, Cumbria LA9 4JP, Regno Unito

3 dicembre1995 ---- Anne Brown

Indice di ‘vocazione’

Segni di una vocazione

Viaggio nella vocazione

Tappe

Rispondere alle critiche

Scrivere la vostra testimonianza


This website is maintained by the Wijngaards Institute for Catholic Research.

John Wijngaards Catholic Research

since 11 Jan 2014 . . .

John Wijngaards Catholic Research

Versione italiana di www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.