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Je suis française, née à Paris en 1950

Suor Michèle Jeunet

Sono francese, nata a Parigi nel 1950. I miei genitori non erano credenti, non sono stata battezzata nè ho frequentato il catechismo. Mi sono convertita grazie ad una amica cristiana ed ho ricevuto il battesimo all'età di 18 anni.

Da quando ho creduto ed ho conosciuto l'amore di Dio per me, ho avuto il desiderio di diventare sacerdote. Da quel momento ,questa vocazione voleva dire per me una vita consacrata a parlare a Dio e poter dare la vita di Dio per mezzo dei sacramenti. Per un certo tempo ho esitato tra la Chiesa cattolica romana ed una altra Chiesa della riforma protestante. L'esitazione dipendeva dalla questione dei ministeri, sapendo che un ministero sarebbe stato possibile in queste chiese. Ho scelto lo stesso la Chiesa cattolica,sperando che la situazione sarebbe cambiata e col presagio che avrei trovato in essa la pienezza della fede cristiana.

In attesa che le cose maturassero, bisognava trovare il modo per iniziare: ho fatto da laica un corso di teologia all'Istituto Cattolico di Parigi. A 30 anni sono entrata in una Congregazione religiosa la cui missione è vicina a quella del sacerdote: per servire il Cristo e la Chiesa mi è stato affidato un ministero di direzione spirituale, di predicazione nei ritiri , di preparazione ai sacramenti, di insegnamento della fede. Durante gli ultimi 9 anni sono stata cappellano universitario. Là, mi è stata affidata la cura pastorale di una comunità, piccola di numero ma ben reale.

Sono molto riconoscente alla mia Congregazione della sua esistenza , essa ha permesso anche a delle donne di mettere al servizio della Chiesa i doni ricevuti da Dio; e a me, dopo 20 anni, di vivere una parte della chiamata che continuo a sentire. La mia convinzione è che Dio chiama alcune donne al ministero ordinato ma che attualmente, c'è stata una chiusura allo Spirito Santo da parte della gerarchia maschile della Chiesa cattolica romana. Potrebbe sembrare presuntuoso dire queste cose, tuttavia sappiamo che non è la prima volta che avvengono queste chiusure : Chiesa di peccatori che malvolentieri si lasciano trasformare dalla novità del Vangelo.

Io credo fermamente che l'ordinazione delle donne sarebbe una potente forma di rinnovamento , essa arricchirebbe il ministero della concezione femminile del vivere. La differenza uomo/donna non è da concepire come avere differenti funzioni (questa è la posizione vaticana) ma nella maniera differente di viverla. Vorrei dare solo un esempio. Non molto tempo fa,una donna che presiede un ritiro spirituale o che tiene un'omelia, era inimmaginabile. Oggi, è possibile ( benchè purtroppo sia raro! ) . Spesso la gente mi dice dopo un'omelia o una predicazione :" E' una parola diversa da quella di un uomo". E non è da rimpiangere !

Il rifiuto di ordinare le donne è un problema enorme per la Chiesa, una perdita di forze .

Sr Michèle Jeunet

michele.jeunet@caramail.com

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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.

Versione italiana di www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.