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Sono francese, nata a Parigi nel 1950. I miei genitori non erano
credenti, non sono stata battezzata nè ho frequentato il catechismo. Mi
sono convertita grazie ad una amica cristiana ed ho ricevuto il battesimo
all'età di 18 anni.
Da quando ho creduto ed ho conosciuto l'amore di Dio per me, ho avuto il
desiderio di diventare sacerdote. Da quel momento ,questa vocazione voleva dire
per me una vita consacrata a parlare a Dio e poter dare la vita di Dio per
mezzo dei sacramenti. Per un certo tempo ho esitato tra la Chiesa cattolica
romana ed una altra Chiesa della riforma protestante. L'esitazione dipendeva
dalla questione dei ministeri, sapendo che un ministero sarebbe stato possibile
in queste chiese. Ho scelto lo stesso la Chiesa cattolica,sperando che la
situazione sarebbe cambiata e col presagio che avrei trovato in essa la
pienezza della fede cristiana.
In attesa che le cose maturassero, bisognava trovare il modo per
iniziare: ho fatto da laica un corso di teologia all'Istituto Cattolico di
Parigi. A 30 anni sono entrata in una Congregazione religiosa la cui missione
è vicina a quella del sacerdote: per servire il Cristo e la Chiesa mi
è stato affidato un ministero di direzione spirituale, di predicazione
nei ritiri , di preparazione ai sacramenti, di insegnamento della fede. Durante
gli ultimi 9 anni sono stata cappellano universitario. Là, mi è
stata affidata la cura pastorale di una comunità, piccola di numero ma
ben reale.
Sono molto riconoscente alla mia Congregazione della sua esistenza ,
essa ha permesso anche a delle donne di mettere al servizio della Chiesa i doni
ricevuti da Dio; e a me, dopo 20 anni, di vivere una parte della chiamata che
continuo a sentire. La mia convinzione è che Dio chiama alcune donne al
ministero ordinato ma che attualmente, c'è stata una chiusura allo
Spirito Santo da parte della gerarchia maschile della Chiesa cattolica romana.
Potrebbe sembrare presuntuoso dire queste cose, tuttavia sappiamo che non
è la prima volta che avvengono queste chiusure : Chiesa di peccatori che
malvolentieri si lasciano trasformare dalla novità del Vangelo.
Io credo fermamente che l'ordinazione delle donne sarebbe una potente
forma di rinnovamento , essa arricchirebbe il ministero della concezione
femminile del vivere. La differenza uomo/donna non è da concepire come
avere differenti funzioni (questa è la posizione vaticana) ma nella
maniera differente di viverla. Vorrei dare solo un esempio. Non molto tempo
fa,una donna che presiede un ritiro spirituale o che tiene un'omelia, era
inimmaginabile. Oggi, è possibile ( benchè purtroppo sia raro! )
. Spesso la gente mi dice dopo un'omelia o una predicazione :" E' una parola
diversa da quella di un uomo". E non è da rimpiangere !
Il rifiuto di ordinare le donne è un problema enorme per la
Chiesa, una perdita di forze .
Sr Michèle Jeunet
michele.jeunet@caramail.com


Nè Eva,
nemmeno Maria
Lordinazione
sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica
Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G.
Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN:
88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.
Versione italiana di
www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.