DONNE SACERDOTE? SI!
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Ida Raming

Ida Raming

Questa testimonianza è estratta da Zum Priesterin berufen [Essere chiamata ad essere donna sacerdote], pubblicato da Ida Raming, Gertrud Jansen, Iris Müller e Mechtilde Neuendorff, Editrice Thaur (Krumerweg 9, A-6065 Thaur, Austria) 1998,pp. 78 - 89.

• Nata nel 1930 ;
• Studi in teologia cattolica,filosofia, pedagogia e tedesco a Münster e a Freiburg in Breisgau ;
• Abilitazione all'insegnamento al 'Liceo Ginnasio' ;
• 1963 : appello al Vaticano II ( con Iris Muller) perchè le donne siamo ammesse all'ordinazione ; questo documento ne richiama i fondamenti teologici ;
• 1970 : dottorato in teologia ( tesi: "Der Ausschluss der Frau vom priestenlichen Amt - gottgewollte Tradition oder diskriminierung?" ["L’esclusione delle donne dal ministero sacerdotale : tradizione di origine divina o discriminazione ? "], rif. WS 1969/70, pubblicata nel 1973 da Böhlau-Verlag, Colonia e Vienna .
• Assunzione come assistente scientifica alla Facoltà di teologia cattolica dell'Università di Münster poi insegnante nei licei e nella formazione degli adulti ;
• 1986/87 : iniziatrice e co-fondatrice di "Verein Maria von Magdala - Initiative Gleichberechtigung für Frauen in der Kirche " ["Associazione Maria di Magdala - Iniziative per l'uguaglianza delle donne nella Chiesa"];
• Membro della Women’s Ordination Conference (USA) e della rete nazionale tedesca "Diakonat der Frau" ["Diaconato femminile "] ;
• Numerose pubblicazione riguardanti il movimento ecclesiale femminile, la posizione e lo statuto della donna nella storia della Chiesa ed oggi, sulle donne ed il ministero ecclesiale

"Anche il passero trova la casa, e la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli - dove devo andare? presso i tuoi altari, mio re e mio Dio ! Si, poichè sole e scudo è il Signore Dio " ( Salmi 83, 4, 12).

Ho vissuto in una famiglia cattolica di una comunità rurale. Al contrario della maggior parte delle famiglie molto tradizionaliste del paese, la mia famiglia non era di strette vedute,cosa che era, ed è ancora, una caratteristica della gente di campagna molto cattolica. I miei genitori erano certamente religiosi, ma non bigotti. Ma la dottrina della Chiesa, ad esempio sulla predominanza maschile nella famiglia e sulla morale sessuale (divieto della contraccezione) pesava con tutto il suo peso, in particolare su mia madre.

Ero considerata un maschio .Senza dubbio mia madre aveva pregato molto per questo dato che avevo già quattro sorelle. Ma sono nata femmina. Tuttavia, i miei genitori mi considerarono un dono di Dio.

Mi ricordo di aver avuto molto presto un richiamo per il 'mondo' della religione. Quando ero ancora troppo piccola per andare a scuola ed assistere alla messa, mia nonna aveva l'abitudine di pregare con me la domenica mattina. Essa amava le litanie, implorare Dio, Gesù e sua Madre. Il mio ruolo era quello di rispondere ad ogni invocazione :" Abbiate pietà di noi !" oppure "Pregate per noi !" dato che non avevo ancora imparato a leggere. Questa preghiera mi annoiava del tutto; è un fatto importante che mi ha segnato per tutta la giovinezza.

Qualche anno dopo, fui autorizzata ad andare in chiesa con le mie sorelle. Quello che vedevo all'altare e quello che vivevo era poi ripetuto nei boschi con le mie sorelle ed i ragazzi del vicinato. Durante questi giochi infantili, noi costruivamo un altare su un tronco d'albero, utilizzando un bicchiere come calice ed un pò di pane. Io facevo il prete.

Il catechismo, insegnato a scuola ed in chiesa, mi stava a cuore. Ero molto attenta durante i corsi. Ricordo che il mio insegnante nella scuola primaria descriveva le stazioni della Croce in maniera così viva che provavo una compassione profonda che durava a lungo.

La preparazione alla mia prima Comunione mi permise i primi contatti con Gesù.; essi avevano ancora una forma tradizionale ma questo ha influenzato a lungo la mia vita. Abbiamo dovuto ripetere prima questa importante cerimonia nella chiesa. Mi ricordo il sentimento di timore e di rispetto che avevamo, quando a noi bambini ci fu permesso di avvicinarci al coro, vicino all'altare; a quel tempo, le bambine nin erano generalmente ammesse in quel luogo !

Dopo quattro anni alle scuole primarie, sono andata in una scuola secondaria non molto lontana, poi in un liceo privato gestito dalle Suore. Il corso di religione, tenuto da un padre francescano e poi da una religiosa, rivestiva per me una grande importanza, sebbene restasse molto tradizionale ed una riflessione critica non era pensabile. Tuttavia, avevo anche interesse per altre materie ,il tedesco in particolare. Quando leggemmo 'Ifigenia' di Goethe, restai affascinata dal personaggio grandioso della sacerdotessa, specialmente per il suo senso morale ed il suo carattere incorruttibile. Mi sono forgiata una immagine di me stessa su questo modello. Le grandi figure femminili della letteratura mi impressionarono fortemente. Le loro personalità ideali mi sembrarono dei modelli ai quali ero invitata ad identificarmi. Fui invitata ad interpretare il ruolo principale in uno spettacolo messo su dalle ragazze della mia scuola su Elisabetta di Turingia. A causa della suo impegno a favore dei poveri e della sua devozione a Dio , la personalità di Elisabetta era un meraviglioso esempio di abnegazione e di grandezza.

 

La mia vocazione

Dopo aver sostenuto gli esami di maturità, ero convinta che la mia strada sarebbe stata quella di insegnare teologia. Allora questo era piuttosto eccezionale per una donna .

Il mio insegnante di religione, un padre francescano, sembrava aver intuito nella mia determinazione una vocazione per un ordine religioso . Mi chiese se volessi entrare nell'ordine francescano femminile che dirigeva la scuola. Rifiutai la sua proposta poichè avevo una sensazione di angustia nella concezione della donna che gli ordini femminile hanno avuto ed hanno trasmesso ( l'uso del velo ed il modo di intendere la natura ed il ruolo della donna) . Ero molto reticente poichè io dò molto valore alla libertà. Tuttavia, io insistevo nella mia idea di studiare teologia e giustificai ciò al mio insegnante di religione dicendo: " La religione è la cosa più importante nella vita."

Mi sembrò che fosse difficile scegliere un'altra materia; io volevo veramente insegnare teologia. Ma, allora , per una donna non c'era nessuna possibilità di impiego. Al più, avrei ottenuto un diploma in teologia. Tuttavia la teologia è stata sempre il mio oggetto di predilezione. Per la mia relazione di teologia al fine di ottenere un certificato di attitudine pedagogica all'insegnamento nel liceo, scelsi il tema: il concetto di verità nel Vangelo di san Giovanni. Questo lavoro di ricerca mi ha aiutato nella ricerca di un orientamento religioso.

Durante i miei studi ,mi ha molto pesato non poter trovare un orientamento spirituale o professionale : per le ragioni ricordate sopra , non era questione di rispondere ad una appello classico ad entrare in un ordine religioso. D'altra parte , un istituto secolare non mi si confaceva. Ho sofferto molto per non aver trovato una via d'uscita. Prima di Vaticano II, vi erano pochissime teologhe ed i nostri studi non incoraggiavano per nulla un esame critico della condizione delle donne nella Chiesa; al contrario, il ruolo tradizionale della donna era insegnato e difeso. Il mio professore di dogmatica, Herman Volk, diventato più tardi vescovo di Magonza, spiegava che gli uomini potevano scegliere tra matrimonio, sacerdozio e vita religiosa ; le invece donne non potevano scegliere che tra la prima e la terza opzione: il matrimonio e la verginità consacrata. Questo professore lo giustificava con la natura (passiva) della donna. Nuovamente, lo spettro limitato delle vocazioni offerto alle donne mi apparve disperatamente evidente dato che lo consideravo (ancora) immutabile.

Ho assistito alla ordinazione di uno dei miei compagni di studio, cosa che mi ha sconvolto e colpito profondamente. Perchè questa strada mi era interdetta? Ho sofferto della impossibilità di poter scegliere liberamente tra essere sacerdote o insegnare, come facevano i miei compagni maschi . Ero convinta che, come donna, io valevo quanto un uomo. Ma questa mancanza di scelta e l'assenza di una strada sulla quale avviarmi ha continuato ad essere per me un peso insopportabile. Questo dilemma ha finito per farmi ammalare durante i miei studi. Retrospettivamente io penso che si trattasse di una malattia psicosomatica dovuta alla assenza di prospettive professionali. Il mio orientamento personale, tendente ad uno scopo ben preciso, si trovava davanti ad un muro di modo che il mio dinamismo interiore era imbrigliato.

Durante questo periodo di contrasto interno ed esterno, periodo in cui le mie idee si scontravano,ho pregato molto per poter capire la via spirituale da seguire e scoprire il mio ruolo nella vita.

 

Aiuto da una amica

Quando incontrai Iris Müller, che più tardi sarebbe diventata collega ed amica, si sono aperte prospettive nuove, interessanti. Viveva anch'essa nella casa degli studenti nella quale io,ancora mezzo malata, avevo una camera dal 1961. Diplomata in esegesi storico-critica della Bibbia durante i suoi studi di teologia protestante, già terminati, e tenuto conto della esistenza di donne pastore nella Chesa Evangelica, Iris Muller, una teologa protestante convertita, si sentiva perfettamente libera di criticare la condizione attuale della donna nella Chiesa e nella società. Essa considerava la vocazione della donna sacerdote una cosa evidente; l'accettazione della ordinazione delle donne da parte della Chiesa cattolica le sembrava una precondizione indispensabile se essa avesse avuto la pretesa di rispettare la giustizia.

Per me, la sua testimonianza è stata profonda e rivelatrice. A causa della mia storia personale, avevo ammesso che la vocazione di donna sacerdote, oggetto di una lunga maturazione, fosse la mia vocazione.Questa testimonianza era al minimo la risposta alla mia preoccupazione di trovare la mia vocazione spirituale, per la quale avevo pregato così intensamente. Mi ricordo che aver capito questo si tradusse in me in una intensa felicità ed una liberazione interiore. Questo produsse un effetto curativo: a poco a poco guarii dalla mia malattia.

Dopo il mio esame di Stato, decisi di proseguire gli studi teologici ed ho iniziato un dottorato. Ho finito per trovare una motivazione per uno studio sulla posizione della donna nella Chiesa cattolica, analizzando più in particolare la sua esclusione dal sacerdozio. Le mie ricerche mi hanno permesso di studiare in profondità la lunga storia della discriminazione delle donne nella tradizione cristiana. Utilizzando abbondantemente le fonti documentarie degli inizi del cristianesimo e del Medioevo, sono stata in grado di dimostrare che l'esclusione delle donne dal sacerdozio si fondava sull'idea della inferiorità naturale ed etica delle donne e che alcuni passi biblici (ad es. Gen 2 e 3 : creazione della donna dalla costola dell'uomo e sua principale responsabilità nel peccato originale ) e l'accettazione delle conseguenze di questa esclusione nel corso dei secoli hanno costruito la base di questa discriminazione. Nella seconda parte della mia tesi , ho esaminato il punto di vista tradizionale sul ruolo del sacerdote il cui carattere maschile ( apparentemente necessario) impedisce l'accesso delle donne all'ordinazione.In risposta, sono stata in grado di dimostrare che questo concetto di servizio sacerdotale fondato su alcune citazioni bibliche riguardanti la Chiesa ed il ruolo del sacerdote, potrebbe certamente ampliarsi ed accogliere la collaborazione attiva delle donne.

Il dibattito sulla tradizione ecclesiastica riguardante la posizione delle donne mi ha reso via via fiduciosa nelle mie referenze , così sono stata pronta a controbattere tutti gli argomenti che si oppongono alla ordinazione delle donne. Considerate le fonti che avevo ormai a mia disposizione , ero pronta ad affrontare la lotta contro tutti questi atteggiamenti misogeni. Mi resi sempre più conto che la mia vocazione era di lottare per l'ammissione delle donne al sacerdozio.

Questo percorso ha comportato due tappe principali:

1. Nel 1963, durante il Vaticano II, con Iris Müller, abbiamo presentato un documento al Concilio . Esso è stato pubblicato , con i contributi di altre donne, nel libro di Gertrud Heinzelmann (pubblicata in tedesco ed inglese ) :“Wir schweingen nicht langer ! Frauen aussern sich zum II Vatikanischen Konzil” [Non possiamo stare più a lungo in silenzio. Le donne esprimono il loro parere al Concilio Vaticano II],pubblicato a Zurigo nel 1964.

2. Ho stilato la mia tesi, la prima all'Università di Münster ed in Germania,dando prova di un vero senso critico dal punto di vista femminile, tesi che è stata presentata alla Facoltà di teologia nell'inverno 1969/70 e pubblicata nel 1973 con il titolo "Der Ausschluss der Frau vom priesterlicher Amt - gottgewollte Tradition oder Diskrimierung" ["L’esclusione delle donne dal ministero sacerdotale - trdiazione di origine divina o discriminazione ? "], Böhlau-Verlag, Colonia e Vienna.

 

La lotta

Ma queste iniziative hanno avuto serie conseguenze che hanno compromesso la mia carriera professionale : una interdizione totale dal lavoro nell'ambiente della Chiesa , nessuna prospettiva di una carriera accademica in Germania ( avevo qualche possibilità se emigravo, negli Stati Uniti ad esempio) . Sono stata vittima di diffamazione, essa non si esprimeva apertamente ma alle spalle. Tuttavia , io sentivo di dover proseguire la mia strada; nel mio profondo , rifiutavo di cercare dei vantaggi personali , che avrebbero limitato la mia libertà di espressione.

Nella nostra battaglia in favore dell'eguaglianza delle donne nella Chiesa, la mia amica Iris Muller ed io sentimmo la necessità di una associazione di donne che condividessero le nostre idee nella Chiesa e nell'Università. Così, nel 1981, con altre donne , abbiamo tentato ed abbiamo creato un gruppo d' azione di teologhe cattoliche. Ma pensiamo che questo tentativo sia fallito perchè la maggior parte delle teologhe del gruppo non lavoravano per l'apertura alle donne dei posti di responsabilità nella Chiesa , ma desiderava fare soltanto teologia. Così, assieme ad altre donne che avevano lo stesso obiettivo abbiamo lasciato questa associazione che è diventata più tardi "Feminismus und Kirchen" ["Femminismo e Chiesa"]. Nel 1986, Iris Müller ed io, abbiamo fatto un altro tentativo. Al "Katholikentag von unten" [= congresso di base ] di Aix-la-Chapelle, abbiamo dato delle conferenze sulla situazione delle donne nella Chiesa cattolica e nell'università , quindi abbiamo raccolto le firme di donne che erano pronte ad agire per l'uguaglianza in seno alla Chiesa. Le abbiamo invitate ad un primo incontro nel marzo 1987 a Münster. E' così che nacque "Maria von Magdala Initiative Gleichberechtigung für Frauen in der Kirche e V" [Associazione Maria Maddalena- Iniziativa per l'uguaglianza delle donne nella Chiesa - organizzazione riconosciuta ]. In questo caso, almeno, si sono ritrovate delle donne che rispettavano le vocazioni femminili al diaconato ed al presbiterato e volevano operare perchè queste strade venissero aperte . Gli altri scopi di questa associazione, come il superamento delle descrizioni unicamente patriarcali di Dio in altre meglio rispondenti, in modo che il linguaggio e la liturgia tenessero conto delle donne,mirano ad oltrepassare la tradizione misogena della Chiesa. All'interno dell'associazione "Maria von Magdalena" esiste ora un gruppo per le donne sacerdote che offre occasione di scambio ed aiuto e appoggio spirituale alle donne che pensano di avere la vocazione.

Il No 'definitivo' alla ordinazione delle donne mantenuto ostinatamente dal Vaticano mi pesa molto. Qua e là, si comincia a dubitare che la Chiesa cattolica riuscirà mai a riformarsi di modo che essa sia 'vivibile' per le donne. Ma le interdizioni ripetute alla ordinazione delle donne mostrano insieme la debolezza e la paura dei dirigenti ecclesiastici. Solo, a quanto pare, un sollevamento largamente 'internazionale' ed un movimento di protesta dei membri della Chiesa saranno in grado di promuovere le riforme necessarie nella Chiesa. E' per questo che i movimenti di base che sorgono in un numero crescente di paesi mi danno la speranza e mi mostrano che lo Spirito di Dio stimola ancora questa Chiesa e vi desterà una vita nuova.

Detto questo, ho dei desideri, delle attese , delle istanze particolari sulla maniera con cui dovrebbe essere vissuta dalle donne la vocazione al sacerdozio:

• Le donne che desiderano servire come sacerdoti devono aver uno stretto legame con Gesù, nel quale è la pienezza della " Saggezza di Dio" e che le chiama al suo seguito;

• La devozione a Maria e le preghiere alla Madre di Dio sono di fondamentale importanza per la futura donna sacerdote; poichè Maria è una sorta di modello della vocazione al sacerdozio, poichè essa ha permesso l'incarnazione del Messia Gesù ed ha congiunto così il cielo e la terra;

• Grandi Sante come Maria di Magdala, Teresa d'Avila e Teresa di Lisieux, sono guide indispensabili per le future donne sacerdote; venerarle e pregarle può stimolare, aiutare e dare coraggio;

• A causa della loro vocazione fondamentalmente religiosa, le donne sacerdote possono costituire dei modelli per coloro di cui esse sono responsabili ;

• Le donne sacerdote dovranno essere vicine l'une alle altre. E' necessario che creino una associazione, soprattutto perchè dovranno lottare affinchè la loro vocazione sia riconosciuta ed anche perchè per lungo tempo la società le guarderà con sospetto ;

• Esse dovranno esser aperte a tutti i problemi dell'umanità ,senza escluderne nessuno dalle loro attenzioni a causa di alcuni pregiudizi sociali;

• Le persone che vengono loro affidate devono essere le loro compagne ed esse devono aiutarle nel progredire sul cammino verso Dio, non le dominino ma si lascino guidare da Gesù, il servitore ;

• Poichè esse hanno vissuto una lunga storia fatta di oppressione, nella Chiesa, esse devono essere le prime nella lotta per il rinnovamento fondamentale della Chiesa, per la fine del patriarcato e per l'introduzione della democrazia nelle strutture ecclesiali;

• Esse devono dare una attenzione tutta particolare alla pastorale delle donne. Poichè le donne la cui personalità è spesso repressa e frenata nel suo sviluppo hanno un bisogno particolare di ricevere l'esempio che dà coraggio e l'appoggio delle sorelle che esercitano il ministero(ordinato) , in modo che queste donne riscoprano la strada che porta ad una esistenza libera, restituita alla sua dignità e pienamente responsabile.

In questo modo , grazie al loro ministero, una vita nuova e carica di spiritualità potrà fiorire nella Chiesa, di modo che quest'ultima potrà divenire veramente 'il sale della terra' e la 'luce del mondo'.

Ida Raming

Webmaster's note.

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