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Da più di 35 anni, io
sono impegnato nella formazione dei futuri sacerdoti e nella loro guida
spirituale. Io quindi so, non soltanto a partire dalla mia esperienza personale
ma anche grazie a quella di molti altri, che non è sempre facile
stabilire se qualcuni ha oppure no la vocazione sacerdotale.
Vorrei ricordare brevemente
alcuni segnali che indicano una autentica vocazione :
- Primo segno:" la chiamata interiore"
- Secondo segno " il senso del servizio
"
- Terzo segno: l'attitudine al ministero pastorale
- Quarto segno : la conferma degli altri
Ma devo fare innanzitutto
una osservazione preliminare.
Distinguere la
scintilla iniziale della vocazione autentica
La chiamata di Dio non ci
viene durante la notte in visioni misteriose; non ci viene sussurrata agli
orecchi. Come in molti altri campi della fede o della vita, Dio opera per mezzo
di cause seconde. La sua chiamata è suscitata in noi dall'esempio di
altri sacerdoti , dalla lettura di un libro o dalla domanda di un professore o
di un amico intimo : " hai mai pensato di diventare sacerdote ? ". Un
avvenimento fortuito può essere la scintilla che accende la nostra
immaginazione.
E' importante ora non
confondere queste scintille iniziali con un'autentica chiamata di Dio. Ho
conosciuto un certo numero di persone che sono state attirate inizialmente dal
sacerdozio a causa di dettagli assolutamente secondari. Una di esse era stata
colpita dalle vesti sacerdotali che il sacerdote indossa durante la messa ( che
Dio ci aiuti !) . Un altro confessò di essere entrato in seminario per
sfuggire alla rivalità con suo cugino. Queste sono evidentemente cattive
ragioni per diventare sacerdote e che, più tardi, possono mettere in
difficoltà chi cerca realmente di verificare l'autenticità della
sua vocazione.
Ma Dio si serve di vie
misteriose.Messi sulla strada del sacerdozio da qualche ragione folle, potremmo
bene essere indotti a continuare grazie a delle buone ragioni. Pensiamo alla
Samaritana che 'incontra Gesù' per caso e gli parla accanto al pozzo e
che diviene la prima apostola del suo villaggio.
Quali sono dunque i segni di
una vocazione autentica ?
Primo
segno: "la chiamata interiore"
C'è una evoluzione
che ci fa passare dall'idea e dall'impressione di essere chiamati(e) alla
convinzione che piaceremo a Dio se accettiamo la strada difficile del
sacerdozio. E' una lotta che si deve condurre nella preghiera e che ci porta ed
essere pronti(e) a prendere finalmente una decisione.
Può accadere di
renderci conto in certi momenti che qualcosa in noi stessi ( nel nostro cuore
per così dire) ci attira verso Dio e ci spinge ad avere delle relazioni
con lui , anche a dispetto di noi stessi.
Sentite il desiderio di
vivere come un sacerdote ? Avete voglia di diventarlo ? Vi sentite attirato(a)
da questo genere di vita? Provate un certo piacere a pensarci, sentite a
riguardo dell'entusiasmo o della gioia o anche una sensazione positiva a
dispetto dei vostri timori naturali o istintivi ?
State arrivando ad uno
stadio in cui sentite, durante la preghiera e la meditazione, che Dio vi lancia
un invito personale, che Dio vi chiede di impegnarvi, che vi chiedere di
scegliere ?
Queste cose sono
evidentemente difficili da descrivere con delle parole ma colui (colei) che le
ha vissute saprà riconoscerle.
Vedi anche: La vocazione viene da Dio ?
Secondo
segno: il senso del servizio
Dobbiamo ora esaminare
alcuni motivi non validi che possono attirarvi verso il sacerdozio :
- Meritare la stima della vostra
famiglia e suscitare i suoi complimenti ;
- Ottenere uno status in seno alla
vostra comunità ed essere oggetto del rispetto che ne deriva
;
- Sfuggire alle responsabilità
del matrimonio o ad altre relazioni familiari ( finchè la Chiesa non
rende più obbligatorio il celibato); etc., etc.
Se questi motivi ed altri
non validi esistono, essi devono essere smascherati. Questi sono segnali
negativi rivelatori dell'assenza di una vera vocazione sacerdotale.
Il solo motivo sufficiente
per ottenere il sacerdozio è il desiderio di servire gli altri.
Un sacerdote è ordinato (a) per gli altri, non per lui(lei). La
bontà dell'essere sacerdote si misura dal bene che diamo agli altri.
Essere sacerdote non
significa abbracciare una carriera nel senso abituale del termine. Non si
tratta di conquistare prestigio, ottenere uno status e acquisire certi
vantaggi. Si tratta di amare Dio ed il suo popolo e di scoprire la maniera
migliore di rispondere all'amore di Dio servendo gli altri s (P.
Etzel).
In
uno studio realizzato da Eugene Kennedy dal titolo : The Catholic Priest
: Psychological Investigations [Il sacerdote cattolico: inchiesta
psicologica] (1972), egli aveva chiesto ai sacerdoti le ragioni che
avevano motivato la loro decisione di intraprendere il ministero attivo. Tra
queste ragioni ci sono :
- Partecipo attivamente alla missione
della Chiesa.
- Trovo grande soddisfazione in
ciò che faccio per la gente .
- Esercito una influenza molto specifica
sulla vita della gente. Penso che la gente veda in me un segno particolare
della presenza di Dio nel mondo.
Terzo
segno: l'attitudine al ministero pastorale
Avere le attitudini
necessarie, è avere i doni ed i carismi richiesti per esercitare un
ministero presbiteriale. In termini concreti, ciò significa essere
capaci di venire al termine degli studi teologici e di saper incoraggiare e
guidare gli altri. Il sacerdozio è una professione che porta ad
occuparsi degli altri ed il sacerdote sarà utile nella misura in cui ,
per temperamento o grazie alle attitudini acquisite esso (essa) è "
buono(a) con la gente" .
Avere l'attitudine al
ministero pastorale richiede di poter vivere generosamente una vita sacerdotale
con disinvoltura e ottimismo, senza perdere lo spirito , senza stanchezza delle
nostre risorse o delle nostre energie interiori ed anche senza continue
tensioni.. In un modo o in un'altro , questa vita deve attirarvi e voi dovete
esservi predisposto(a); non dovete pagare un prezzo eccessivamente elevato.
Dovete, in un modo o in un altro, avere gli stessi interessi, attitudini e
competenze dei vostri colleghi già impegnati nella vita sacerdotale.
Quarto
segno: la conferma degli altri
Non è sempre facile
giudicare le proprie capacità e motivazioni. Ma noi non siamo soli(e) .
Molte persone ci conoscono : amici, relazioni, membri della nostra
comunità parrocchiali, compagni di studi, colleghi di lavoro...Essi ci
aiutano a giudicare l'autenticità della chiamata che sentiamo. Se molti
di loro scoprono in noi un sacerdote potenziale , questa è una conferma
importante che viene dal seno della stessa Chiesa.
Qui, un consigliere
spirituale può rivelarsi utile. Un direttore spirituale è
qualcuno in cui voi avete fiducia e che può essere obiettivo nei vostri
confronti. Esso(essa) non sarà 'un buon amico(una buona amica)'
nè prenderà una decisione al vostro posto. Vi aiuterà a
riflettere su ciò che progettate di fare e sulla maniera con cui Dio
dirige la vostra evoluzione. Un tale consigliere spirituale vi
accompagnerà sulla strada del discernimento.
Quando, durante
l'ordinazione, un candidato viene presentato al vescovo, esso si informa (
anche nell'attuale rituale) se la comunità crede che egli abbia le
qualità necessarie. La risposta è di solito data dal rettore del
seminario in cui il candidato si è formato, ma il rettore risponde nella
qualità di rappresentante di tutto il popolo. I fedeli sanno chi
sarà un buon sacerdote e chi non lo sarà.
La conferma da parte degli
altri che voi avete la vocazione costituisce per voi un segno prezioso che
indica che voi l'avete effettivamente.
John Wijngaards


Nè Eva,
nemmeno Maria
Lordinazione
sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica
Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G.
Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN:
88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.
Versione italiana di
www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.