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par John Wijngaards
Pubblicazione originale Inglese: Did Christ Rule Out Women
Priests?, par John Wijngaards, McCrimmons, Great Wakering 1977 (altera
editione 1986), 104 pgs; editione Indiana, ATC, Bangalore 1978; editione
ollandese, KBS, Brugge 1979; traduzione italiana par E. L. Lanzarini, 1981.
Questo è capitolo 2 del libro.
L'atteggiamenton di chiusura assunto dal Vaticano
contro il sacerdozio femminile è stato molto pubblizicato e, temo,
ampiamente criticato. Eppure non si ha ancora un qudro chiaro di ciò che
Roma ha detto effettivamente. Vengono citate alcune frasi qua e là, ma
non si riesce a farsi un'idea precisa delle argomentazioni sviluppate nel
documento.
Che il Papa si rifiuti di ammettere le donne al
sacerdozio è evidente. Ma per quali motivi assume questo atteggiamento?
È vero che egli dice che solo un maschio può rappresentare
Gesù? Una simile asserzione ha un fondamento nelle Sacra
Scrittura?
La mia
analisi della posizione ufficiale del Vaticano si baserà su due
documenti, la cosidetta Dichiarazione sulla questione dellammisione
delle donne al sacerdozio ministeriale [= Inter Insigniores],
pubblicata dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede 1l 27 gennaio
1977, e il commento ufficiale al testo, pubblicata dalla medesima Congregazione
nella stessa data (20). Per spiegare il contenuto del documento nel modo
più semplice possibile, lo riformelerò con mie parole, citandon
passi chiave dal documento ogniqualvolta sarà possibile.
Ecco dunque una traccia di ciò che contiene il documento.
In
tutto il mondo le donne stanno gradualmente assumendo nella società il
posto che loro compete di diritto. Anche nella Chiesa le donne stanno
assumendó un ruolo piu attivo nelle varie forrne di apostolato. E la
Chiesa si rallegra di cio; nei docu.menti vaticani si insiste molto sulla
necessità di eliminare ogni discriminazione contro la donna.
Assieme a questi sviluppi positivi, pere, emerge una tendenza preoccupante, ed
è laspettativa condivisa da molti - che un giorno anche le donne
verranno ammesse al sacerdozio. Lordinazione di donne nelle chiese
protestanti e specialmente in quelle appartenenti alla Comunione Anglicana ha
contribuito a rafforzare tali speranze negli ambienti cattolici. Prima che le
cose vadano troppo in là, è opportuno chiarire che dottrinalmente
non ce posto per lä donna sacerdote nella Chiesa cattolica.
Ciò però non deve essere interpretato come una forma di
discriminazione: è semplicemente una de cisione di fatto, nel; piano
della salvezza, che i sacerdoti debbano essere scelti tra gli uomini e non tra
le donne.
E bensì vero che la Sa cra Scrittura non insegna esplicitamente
che il sacerdozio e -risérvato al sesso maschile. Ma allora qual cuno
potrà domandarsi da che cosá si può dedurre
lesclusione delle donne dal ministero sacerdotale? La si può
dedurre, con certezza pratica, dalla convergenza dei seguenti fatti:
1.
Gesù Cristo ha scelto soltanto maschi come apostoli. E:
ovvio che lha fatto con unintenzione ben precisa, e in tal modo ha
stabilito una norma.
2.
La Chiesa ha sempre seguito lesempio di Cristo; sia nei tempi apostolici
che nelle epoche successive sono state ordinate al sacerdozio soltanto persone
di sesso maschile.
3.
I1 sacerdote e il segno sacramentale della presenza di Cristo nella
celebrazione dellEucaristia. Un maschio pue meglio rappresentare Cristo,
perche anche Cristo era maschio.
Tra
coloro che seguivano Gesù cerano molte donne, perciò non
sì può dire che Cristo condividesse i pregiudizi sociali dei suoi
contemporanei; se avesse voluto avrebbe potuto facilmente introdurre donne tra
i Dodici. Se ha scelto soltanto uomini, deve averlo fatto di proposito.
Gli
apostoli hanno continuato questa tradizione: per sostituire Giuda non fu
chiamata Maria, ma Mattia. Benchè molte donne avessero avuto un
ruolo di primo piano nella fondazione di nuòve comunità
cristiane, nessuna donna fu mai posta a capo di una comunità come
sacerdotessa. Paolo inoltre dice che le donne non devono parlare nelle
assemblee (1 Cor 14, 34-35; 1 Tim 2, 12). Questi passi non si riferiscono ad un
costurne culturale transitorio, come quello che comanda alla donna di velarsi
il capo (Cor 11, 2-16), ma sembrano riferirsi ad un ruolo specifico che nella
Chiesa e riservato agli uomini per sempre.
Se
dunque è stato desiderio di Cristo che solo i maschi possano ricevere
il sacrarnento dellordine, la Chiesa non puo farci nulla; essa non
può cambiare la sostanza di un segno sacramentale. Gesù avrebbe
potuto scegliere varie sostanze per i sacrarmenti: di fatto, però, ha.
scelto lacqua per il battesimo, il pane e il vino per leucaristia.
La scelta di di maschi per il sacerdozio devessere vista come una scelta
altrettanto specifica di un segno sacrarnentale. La Chiesa non puo allontanarsi
dalle norme imposte da Cristo.
I1
Verbo, incarnandosi, ha preso necessariamente una forma specifica; teoricamente
evrebbe potuto incarnarsi e vivere in mezzo a noi come donna, e allora la
situazione sarebbe stata completamente diversa, ma siccome di fatto Cristo si
è incarnato come maschio, è più naturale che nella
comunità eucaristica egli sia rappresentato da un maschio. Cio è
anche conforme a quel generale simbolismo biblico, se condo il quale Cristo e
lo sposo e la comunità e la sposa.
Non si deve mai trascurare questo fatto che Cristo è un uomo...
nelle azioni che esigono il carattere dellOrdinazione ed in cui è
rappresentato il Cristo stesso, autore dellAlleanza, sposo e capo della
Chiesa, nellesercizio del suo ministero di salvezza - e cio si verifica
nella forma più alta nel caso dellLucaristia - il suo ruolo devec
es sere sostenuto da un uomo: il che a questi non deriva da alcuna
superiorità personale nell,ordine dei valori, ma soltanto da una
diversità di fatto sul piano delle funzioni e del servizio.
Le cose che Roma non dice
Ovviamente il documento vaticano si ispira alle argomentazioni dei teologi
della scuola tradizionale però non ripete tutti gli argomenti
tradizionali: evidentemente ce stato un processo di selezione. Può
essere interessante fare una breve menzione dei due principali argomenti che il
documento non ha ritenuto opportuno riprendere.
Il
primo argomento riguarda losservazione che nella Bibbia Dio Padre e
sempre descritto con termini maschili (Gen 18, 1-2; Is 6, 1-3; Dan 7, 9). I1
maschio, si diceva in passato, e una migliore immagine della divinità
proprio per il suo sesso maschile; percio è natura le che tocchi agli
uomini, e non alle donne,parlare ed agire in nome di Dio.
Luomo, si diceva, è superiore alla donna ed è il capo della
famiglia (Sir 25, 13-24; Ef 5, 21-23; Col 3, 18). E stato Dio stesso che
ha sottomesso la donna alluomo nella creazione (Gen 3, 16; Cor 11, 3; Ef
5, 23). Se la donna è subordinata alluano nella vita familiare di
tutti i giorni e negli affari secolari, a maggior ragione deve essergli
sottomessa nelle questioni religiose.
E certarnente significativo che un argomento del genere sia stato omesso.
Anzi il documento arriva a riconoscere che la teologia del passato nutriva
pregiudizi contro la donna. E pur vero che nei loro scritti si
può rintracciare linnegabile influsso di pregiudizi siaforevoli
alla donna ... I maestri della Scolastica, nel tentativo di chiarire con la
ragione i dati della fede presentano sovente su questo punto argomentazioni che
il pensiero moderno difficilmente potrebbe ammettere, o che addirittura
rifiuterebbe a buon diritto.
Oggi
molti studiosi sano persuasi che la scelta di uomini per il sacerdozio,
compiuta da Christo, dagli apostoli e dalla Chiesa in passato, non ha alcun
significato dottrinale ma riflette unicamente la diversa posizione sociale di
cui godevano gli uoimini allorz. I1 documento, pere, nega ripetutamente la
validità di questo argomento. Gesu Cristo non ha chiamato alcuna
donna a far parte dei Dodici. Se ha fatto così, non é stato per
conformarsi alle usanze del suo tempo. E dice ancora: Nessuno ha
mai provato - ed e, senza dubbio, impossibile provarlo - che questo
atteggiamento (di Cristo) si ispiri solamente a motovi socio-culturali.
E infine: Questo condizionamento socio-culturale non avrebbe
trattenuto gli Apostoli nellambiente greco, dove queste discriminazioni
non esistevano".
Ed
è qui che entriamo nel punto cruciale del dibattito. Se vogliamo
prendere sul serio il documento romano (e non ce motivo di non farlo),
dobbiamo armmetere che lesclusione delle donne dal sacerdozio si fonda
non su un pregiudizio sessista, ma su un fatto storico (Cristo non ha scelto
donne) spiegato come una norma universale (le donne non possono essere
sacerdoti). La domanda scottante e proprio questa: è esatta tale
interpretazione? La preferenza di Cristo per gli uomini fu una scelta
pratica, suggerita dalle aspettative della società del suo tempo, oppure
rappresentò proprio una preferenza dottrinale, che stabiliva un
principio valido per sempre? I1 sesso maschile dei ministri della Chiesa
primitiva fu un aspetto accidentale, derivante dallorganizzazione sociale
di allora, oppure fu un elemento preciso del segno sacramentale? Roma ci dice
che la scelta di sacerdoti maschi fu fatta intenzionalmente, e che ha un
carattere dottrinale, sacramentale e normativo per tutti i secoli.
NOTA
20. Dichiarazione sulla questione dellammisione
delle donne al sacerdozio ministeriale, Acta Apostolicae Sedis 55
(1963) pagg. 267-268; Briefing 7 (1977) no. 5 and 6.
Molto links all'interno delle pagine sono in via di
traduzione. Possono essere lette nella versione originale in inglese o
in francese.
Abbiamo una collezione dei documenti interessanti
sul tema dellordinazione delle donne diacono.
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Nè Eva,
nemmeno Maria
Lordinazione
sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica
Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G.
Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN:
88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.