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par John Wijngaards
Pubblicazione originale Inglese: Did Christ Rule Out Women
Priests?, par John Wijngaards, McCrimmons, Great Wakering 1977 (altera
editione 1986), 104 pgs; editione Indiana, ATC, Bangalore 1978; editione
ollandese, KBS, Brugge 1979; traduzione italiana par E. L. Lanzarini, 1981.
Questo è capitolo 1 del libro.
E stato sottolineato che Gesù si adattò allidea
ebraica di quello chè era il ruolo delle donne nella società; e
capisco che è importante chiarire questo fatto, per dimostrare che egli
non le escluse di proposito dal ministero sacerdotale. Eppure ciò non mi
soddisfa del tutto. Come mai Gesù non denunciò le ingiustizie
compiute contro la donna nel suo tempo? Forse non provava un senso di
comprensione per 1e loro difficoltà, e per il loro compito specifico
nella vita? Era così occupato a rivolgersi agli uomini, da non avere un
messaggio speciale per le donne?
Mi
rendo conto che non è giusto introdurre nel vangelo le nostre
problematiche moderne, però sarebbe incoraggiante saperè che la
mia ricerca di quello che e il posto della donna nella società e nella
Chiesa e radicata nel vangelo. Mi sarebbe di grande aiuto morale il sapere che
Gesù si preoccupava delle donne, e che le sue parole e le sue azioni
possono giustificare lemancipazione femminile. Vorrei sapere se nelle
parole o azioni di Cristo non ci sia stato nulla che potesse indicare,
ancorchè remotamente, la possibilità di un futuro ministero
esercitato da donne? Che cosa può dirci il vangelo su questo punto?
Il
vangelo ha molto da dire, che puo essere dincoraggiamento per . le donne;
quello di Luca, in particolare, si interessa certamente del loro ruolo
specifico. Sebbene Cristo si sia rifiutato di intraprendere riforme sociali in
questo campo, come daltronde anche negli altri, molte delle sue. parole e
azioni dimostrano che la partecipazione delle donne al ministero non sarebbe
contraria alle sue intenzioni.
Finora ho fondato 1e mie argomentazioni tratte dalla Sacra Scrittura su
uninterpretazione piuttosto stretta del testo, e ciò è
inevitabilè, dato che stiamo trattando un argomento teologico, che deve
poter resistere ad un rigoroso esáme critico. Unargomentazione
devessere fondata su prove, e queste devono basarsi su fatti
irrefutabili. In questo tipo di discussioni si è limitati la premesse
accettate da entrambe le parti, da una logica che possa convincere gli
avversari, e da un modo di pensare analitico e restrittivo.
In
questo capitolo, però, vorrei spingermi oltre e guardare al vangelo con
occhio più riflessivo, penetrarne lintimo significato, ascoltare
attentamnte ciò? che dice non solo esplicitamente ma anche
implicitamente, ed afferrare intuitivamente il senso più profondo del
messaggio ispirato.
Maria di Magdala
Volgiamoci al vangelo di Luca. e studiamo la storia di Maria di Magdala, che
dopo avere condotto una vita deplorevole era stata convertita da Gesù.
Maria, conosciuta come Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette
demoni" (Lc 8, 2). Di lei Luca dice che era tra le donne che accompagnavano
Gesù nei viaggi apostolici (Lc 8, 1-3); che con altri discepoli essa fu
presente alla crocifissione e diede il suo aiuto per la sepoltura (Lc 23, 49.
55-56); che fu tra le prime ad avere lannuncio della risurrezione la
mattina di Pasqua (Lc 24, 1-11).
Negli
Atti degli Apostoli, Luca ricorda quel i che, nelle parole di Pietro, erano i
requisiti che doveva avere una persona per entrare a far parte del collegio
apostolico: Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per
tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi... uno
divenga, insieme a noi, testimone.della sua risurrezione (At 1, 21-22).
Maria di Magdala aveva questi requisiti, come molte altre persone che non
facevano parte del gruppo originario dei Dodici. Maria era stata testimone del
ministero pubblico di Gesù, della sua passione e risurrezione. Si
può obiettare che essa non era presente allUltima Cena, ma non
consta che fosse presente neppure Mattia, che fu poi chiamato a prendere il
posto di Giuda.
Maria
di Magdala non avrebbe potuto prendere il posto di Giuda per le ragioni sociali
che abbiamo visto prima, ma non certamente perchè non possedesse i
requisiti richiesti dal vangelo. Io credo che specialmente nel vangelo di Luca
abbiamo lintuizione di possibilità future che vanno molto al di
là delle limitazioni sociali di quel tempo. Ricordiamo lepisodio
della peccatrice che piange ai piedi di Gesù mentre egli si trova in
casa del fariseo (Lc 7, 36-50). Può darsi che si sia trattato proprio di
Maria Maddalena; secondo Luca, si tratta comunque dello stesso tipo di persona
(v. il collegamento con Lc 8, 1-3). Ecco ciò che Gesù dice di
lei:
Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa, e tu non m i hai dato
lacqua per i piedi; lei invece rni ha bagnato i piedi con le lacrime, e
li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da
quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso
il capo dì olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profurno i piedi."
Ecome se Gesù parlasse a noi oggi, attraverso i secoli.
"Perchè discutete tra voi sul ministero delle donne?" potrebbe dirci.
Che cosa vi fa pensare che io le allontanerei dal santuario o dal mio
altare ? Non ho forse sempre insegnato che ciò che conta è la
sostanza, e non gli accidenti? Quando ero nella casa di Simone il fariseo, non
ho forse lodato la peccatrice per avere esercitato il ministero di lavarmi i
piedi? Ciò che contava ai miei occhi non era la sua condizione sociale o
giuridica, e neanche i peccati che aveva commessi in passato, ma il suo amore.
Dandomi il benvenuto con un bacio, lavandomi i piedi, ungendo meli col profumo,
in quel momento fu lei a rendermi servizio più di tutti gli uomini che
avevo intorno. Pensate che io respingerei una donna che potrebbe servire nel
ministero sacerdotale il mio Corpo Mistico, la Chiesa, allo stesso modo:
spezzando il pane, versando lacqua battesimale, ungendo gli ammalati? Non
credete che io sia ben lieto che sia finalmente riconosciuto alla donna quel
posto nella societa che le appartiene di diritto? Pensate che non vorrei
riconoscere il reale contributo che una donna sacerdote potrebbe dare in questo
nuovo mondo in cui vivete oggi ?
A
questo punto puo darsi che io abbia perduto ogni credibilità presso i
miei lettori, i quali possono chiedersi se sia corretto leggere la Sacra
Scrittura in tal modo, se i passi su Maria di Magdala intendano proprio dare
una visione di nuovi ministeri, oppure se la mia interpretazione non sia altro
che unillusione. Per dare una risposta adeguata a ciò,
dovrò dílungarmi un po sulla teologia di Luca. Vorrei
dimostrare i seguenti punti:
- Luca è preoccupato delle esagerate aspettative dei suoi
contemporanei riguardo allUltimo Giorno. Egli insegna che prima della
venuta di Cristo ci sarà il periodo della Chiesa.
- Luc fa osservare che durante questo periodo della Chiesa possiamo
aspettarci nuovi sviluppi che, benchè non contenuti esplicitamente nel
rnessaggio di Gesù, hanno tuttavia unorigine divina, in quanto
derivanti dallazione dello Spirito Santo nella Chiesa.
- Luca è convinto che molti di questi nuovi sviluppi siano
implicitamente contenuti in ciò che Gesù ha detto o ha fatto.
Nello scrivere il suo vangelo, Luca vede nelle parole e nelle azioni di
Gesù una visione di cose future.
- Luca tiene a sottolineare che era cosa naturale che nella Chiesa
antica si sviluppassero nuovi ministeri. La notevole attenzione prestata alle
donne nel vangelo di Luca fa pensare alla possibilità di una loro futura
partecipazione nel ministero.
Questa sembra una strada un po lunga da percorrere, ma ne vale la pena.
Se Luca insegna - come mostrerò - che noi dobbiamo
aspettarci nuovi sviluppi nella Chiesa anche per ciò riguarda il
ministero; e se Luca stesso, in questo, accenna al ruola delle
donne, possiaïno noi ignorarne il messaggio? Sembrerebbe che Luca,
ispirato, parli appunto della questione che si presenta a noi oggi. Può
esservi nella Chiesa una nuova partecipazione delle donne nel ministero, non
esplicitamente prevista nel vangelo ? La risposta di Luca sarebbe
categoricamente affermativa.
Non vi è spazio per la Chiesa?
Dopo
la risurrezione di Gesù occorse qualche ternpo perchè la
comunità apostolica capisse che era iniziata una nuova era, lera
della Chiesa.
Molti
dei cristiani primitivi erano convinti che fosse imminente la seconda venuta di
Gesu. Lespressione oscura di Gesù in verità vi dico:
vi sono alcuni ,qui presenti che non morranno senza aver visto il regno di Dio
venire con potenza (Mc 9,1) veniva interpretata come unindicazione
che la fine del mondo sarebbe avvenuta entro pochi anni. Da ciò che
Paolo scrisse ai Tessalonicesi nellanno 51 d. C. sappiamo che egli si
aspettava di essere in vita lui stesso, con la maggior parte dei suoi
cristiani, quando Cristo sarebbe tornato (1 Tess 4,15), e identica è
limplicazione nella sua Lettera ai (Corinti dellanno 57 d. C. (1
Cor 15, 51). I cristiani di allora erano così consci di quella salvezza
finale che Cristo avrebbe portato nella sua seconda venuta, che san Paolo
poteva scrivere ai Romani la nostra salvezza è più vicina
ora, di quando diventammo credenti (Rom 13, 11).
Non
è difficile comprendere come la tensione di questa attesa del ritorno di
Cristo avesse conseguenze negative sulla vita di parecchi cristiani, Alcuni
convertiti di Tessalonica avevano addirittura smesso di lavorare, e attendevano
in ozio lultimo giorno. Paolo li disapprovò (2 Tess 2, 6) e mise
in guardia contro quegli oracoli esagerati che predicevano limminenza del
giorno del Signore (2 Tess 2, 2). Alcuni si sentirono ingannati e delusi quando
Cristo non apparve presto, come essi si aspettavano: Dovè la
promessa della sua venuta? E san Pietro dovette dare una lunga risposta a
tale domanda (2 Pt 3, 3-10).
I
cristiani la cui vita è dominata dalla convinzione che ogni giorno
potrebbe portar con sè la fine del mondo, non provano più
interesse a costruire questo nostro mondo, Sono gente che passa il tempo
guardando il cielo, e dimenticando di avere un compito da svolgere qui, sulla
terra. Luca si preoccupò di correggere questo atteggiamento sbagliato;
descrivendo la scena dellAscensione, riferisce losservazione
Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo? Questo
Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo,
tornerà un giorno allo stesso modo in cui lavete visto andare in
cielo (At 1, 11). In altre parole: Gesù verrà la sè,
per potenza propria, nel tempo che gli parrà conveniente; non perdete
tempo a domandarvi quando e come verrà. Fate piuttosto le opere che
Cristo si aspetta da voi.
Nel
suo vangelo, Luca spesso scredita un po le preoccupazioni esagerate a
proposito della seconda venuta di Cristo. Ogniqualvolta si parla
dellepocqa di questa venuta, Luca ricorda le cose che prima devono-essere
compiute. E lui che racconta come, allingresso di Gesù in
Gerusalemme, alcuni pensassero che il regno dei cieli sarebbe venuto subito (Lc
19, ll.). A tale aspettativa Gesù oppose la parabola dei talenti: la
fine non verrà subito, mentre si dovranno invece assumere subito le
resonsabilità affidateci (Lc l9, 12-27). Anche le persecuzioni e le
sommosse, e perfin o la distruzione di Gerusalemme, non significano che la fine
verrà presto (Lc 12, 7) Quando gli apostoli domandano quando avverranno
gli ultimi eventi, Gesù dà loro una risposta severa, affermando
chie non .toccava a loro conoscere le date e i tempi; e che essi dovevano
invece dedicare le loro energie a render gli testimonianza sino agli ultimi
confini della terra (At l, 6-8). La frase enigmatica di Gesù riguardante
la venuta del regno gia durante la prima generazione viene interpretata da Luca
alla luce di unaltra frase di Gesù: Il regno di Dio non
viene in modo da attirare lattenzione, e nessuno dirà: eccolo qui,
o eccolo là. Perchè il regno di Dio è in mezzo a
voi! (Lc 17, 20-21).
La Chiesa e lo Spirito
Cristo ha voluto che, prima della fine dei tempi, vi fosse unera della
Chiesa (69); e Luca la ritenne così importante che dedicò ad essa
tutto un libro, gli Atti degli Apostoli. Per Luca era un grave errore
identificare la storia cristiana con la vita di Gesù, perchè dopo
lazione redentrice di Gesù. Dio continuava ad agire attraverso lo
Spirito. Giustamente gli Atti degli Apostoli sono stati chiaimati il Vangelo
dello Spirito Santo, perchè a cominciare dalla promessa dello Spirito
Santo fatta da Gesù e descritta nel primo capitolo, e continuando nel
secondo con la narrazione della Pentecoste, per tutti gli Atti Luca ci mostra
come lo Spirito Santo abbia fatto dei seguaci di Gesù una Chiesa diffusa
in tutto il mondo.
Riconoscendo il ruolo indipendente della Chiesa, Luca attirò
lattenzione su un fatto teologico di enorme importanza, e cioè sul
fatto che Gesù non aveva preso decisioni su ogni cosa da farsi nella sua
Chiesa. Tra i seguaci di Gesù vi sarebbero stati svìluppi nuovi
ed inaspettati, che però hanno pure unorigine divina,
perchè sono compiuti dallo Spirito Santo entro la Chiesa. Questi
sviluppi devono essere accettati con altrettanta prontezza, come le
disposizioni date esplicitamente da Gesù stesso. E ovvio che non
vi può essere una contraddizione tra ciò che ha detto o fatto
Cristo, e le nuove direttive dello Spirito. Nello scrivere il suo vangelo, Luca
mostra che le parole e le azioni di Gesù avevano una dimensione
più profonda, un dinamismo interiore che avrebbe potuto trovare in
seguito espressione in decisioni di vasta portata prese dalla Chiesa del
futuro.
Vorrei fare un esempio. Negli Atti degli Apostoli Luca ci racconta come la
Chiesa antica sia pervenuta ad accettare nel proprio seno i non ebrei. In.
relazione a ciò, il battesimo di Cornelio rappresentò davvero un
nuovo inizio. In precedenza i non ebrei venivano ammessi solo a condizione che
prima si convertissero allebraismo ed accettassero la circoncisione;
Cornelio e i suoi familiari furono i primi romani che poterono diventare
cristiani senza farsi prima ebrei dimitazione mediante la
circoncisione. E Luca sottolinea che ciò fu opera di Dio stesso. Infatti
Cornelio era stato esortato -a un angelo a mandar a chiamare :Pietro (At
10,1-8), e Pietro era stato ammonito in visione di non considerare impuro
ciò che è puro agli occhi di Dio (A.t 10, 1-16). Infine, quando
Pietro annuncio il vangelo di Gesù, Pietro e la sua famiglia furono
pieni di Spirito Santo (At 10, 17-44). Fu soprattutto questa chiara
manifestazione dello Spirito Santo a convincere Pietro che i pagani potevano
diventare cristiani senza passare per lo stadio intermedio dio della
circoncisione ebraica (At 10, 45-48). Luca ci dice come Pietro abbia dovuto
giustificarsi per tale decisione davanti alla Chiesa di Gerusalemme (At
11,1-18), e come ciò abbia portato alla :convocazione del primo Concilio
ecclesiastico, che dichiarò formalmente che i non ebrei potevano
essére ammessi nella Chiesa senza dover sottostare alla circoncisione o
allosservanza della legge mosaica (At 15, 1-12).
Lammissione dei non ebrei senza richiedere da loro la circoncisione fu
una decisione di grande portata, che non fu presa da Gesù, bensi dalla
Chiesa, e che andò ben. a1 di là di ciò che Gesù
aveva detto. In un certo qual modo, era un discostarsi da ciò che che
Gesù stesso aveva fatto. E tutto ciò appare chiaro dal dibattito
nella Chiesa apostolica, dove la questione venne decisa non riferendosi a norme
date da Gesù, da riconoscendo la volontà dello Spirito. Dai
vangeli sappiamo che Gesù limitò esplicitamente il suo ministero
agli ebrei: Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei
samaritani; rivolgetevi piuittosto alle pecore perdute della casa
dIsraele (Mt 10, 5). Non sono stato inviatc che alle pecore
perdute della casa dIsraele (Mt 15, 24).
Possiamo star certi che nelle discussioni sulla possibilita di ammettere i non
ebrei nella comunità cristiana così comerano (cioè
non circoncisi: cf At 15, 1), non saranno mancati i cristiani di originè
ebraica che avranno citato queste parole di Gesù; la loro
interpretazione restrittiva delle parole di Gesù avrà certo
sottolineato la necessità della conversione allebraisino come
condizione previa per poter beneficiare della redenzione di Cristo. Fu
perciò necessario che i cristiani di allora si staccassero da
uninterpretazione troppo letterale delle parole di Gesù, ed
imparassero che per comprendere le intenzioni di Cristo non dovremmo limitarci
alle sue parole e alle sue azioni, na dovremmo cogliere soprattutto la
dimensione profetica nella vita di Gesù, cheva ben al di là deIla
sua prassi immediata.
Se
leggiamo il vangelo di Luca in questa luce, vediamo come egli tratti questo
valore di visione interiore e dimensione profetica,.Luca riflette
sullatteggiamento di Gesù verso i samaritani, che gli ebrei
consideravano un popolo di eretici e di paria, dal punto di vista religioso.
Gesù si rifiutò di maledire il villaggio samaritano che non lo
accolse (Lc 10, 29-37); del centurione di Cafarnao disse Io vi dico che
neanche in Israele ho trovato una fede così grande (Lc 7, 9). In
questi episodi Luca giustamente intravvede in Gesù un atteggiamento
verso i non ebrei che supera la legge mosaica e che abbraccia .una visione di
Chiesa in cui samaritani e romani si sentano a casa propria, così come
gli ebrei.
Il ministero e 1o Spirito
Un
altro scopo esplicito di Luca è quello di dare risalto a nuove forme di
ministero. Molte cose fanno pensare che la questione della successione
apostolica non sia stata risolta così facilmente nella
Chiesa primitiva. I dodici apostoli, che erano stati scelti da Cristo stesso e
da lui personalmenter istruiti, godevano di un tale prestigio e di una tale
autorità che sembrava che nessuno potesse sostituirli; eppure ciò
era essenziale perchè la Chiesa potesse continuare ad esistere e a
diffondersi nel mondo. Per privilegiato che fosse il posto dei dodici nella
Chiesa, la loro missione doveva essere continuata da persone non scelte
direttamente da Gesù, da convertiti che potevano anche provenire da un
ambiente non ebraico.
Nello
scrivere gli Atti degli Apostoli, Luca affronta questo problema di petto.
Proprio nel primo capitolo racconta come Mattia fosse stato chiamato a
sostituire Giuda: Mattia fu associato agli undici apostoli (A.t 1,
26). Le lagnanze dei cristiani di lingua greca di Gerusalemme, che si sentivano
trascurati, portò alla designazione di sette diaconi (At 6, l- 6).
Sebbene lo scopo originario di questo diaconato fosse un servizio materiale, da
ciò che viene detto di due di questi diaconi, Stefano e Filippo, appare
chiaro che essi svolgevano la stessa attività degli apostoli nella
predicazione del vangelo; non potevano però trasmettere lo Spirito Santo
con limposizione delle mani. Ad Antiochia si ebbe uno sviluppo molto
importante, quando 1assemblea cristiana, guidata dallo Spirito, impose le
mani su Paolo e Barnaba e li inviò in un viaggio missionario (At 14,1-
3), Lo status ufficiale di Paolo e Barnaba venne poi confermato nel Concilio di
Gerusalemme (At 15, 12), e ciò aprì la strada a molti altri, che
vennero chiamati al mini stero, come Timoteo di Listra, Tito di Galazia, Apollo
di Alessandria, Epafra di Colossi e molti altri.
In
conformità con il suo metodo di leggere una visione di cose future nelle
azioni di Gesù, Luca cercò nella vita di Gesù qualcosa che
confermasse questi sviluppi nella Chiesa, e lo trovò nel fatto che
Gesù aveva inviato altri discepoli, oltre si dodici. Nel suo vangelo,
Luca dà grande risalto, a. questo fatto; e dopo aver riferito, in un
passo piuttosto breve, come Gesù avesse inviato i dodici (Lc 9,1-6),
narra molto piu ampiamente come Gesù avesse inviato anche altri
settantadue, ai quali vengono date le stesse istruzioni impartite agli
apostoli (Lc 10, 1-24). E da notare che, secondo il simbolismo ebraico
del tempo, mentre il numero dodici rappresenta le dodici tribù di
Israele, il numero settantadue indica tutte le nazioni della terra; ed è
propria ai settantadue discepoli che Gesù dice Chi ascolta voi
ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. (Lc 10, 16). E molto
probabile che linvio di questi altri discepoli abbia
rappresentato un episodio di relativamente modesta importanza nella vita di
Gesù, forse quasi dimenticato e certamente messo in ombra dalla speciale
attenzione che Gesù dedicò ai dodici; ma per Luca questo piccolo
episodio aveva un valore profetico, in quanto indicava ciò che sarebbe
avvenuto neila Chiesa futura. Non era perciò contro lintenzione di
Gesù che all'opera dei dodici subentrasse quella dei settantadue di
tutte le nazioni.
Lattenzione alle donne nel vangelo di Luca
Tutti
e quattro i vangeli affermano che che donne svolsero un ruolo speciale nella
vita di Gesù, e ciò è particolarmente vero nel caso del
vangelo di Luca, il quale registra episodi non ricordati negli altri vangeli.
E Luca che parla di Elisabetta (Lc 1, 5-45), della profetessa Anna (Lc 2,
36-38), della vedova di Naim (Lc 7, 11-17), delle donne curva assistevano
(!ies~ con~ i loro beni (Lc 8,1-3), della donna curva (Lc 13, 38-42), e delle
donne piangenti di Gerusalemme (Lc 23, 27-31). E Luca che ci ha
tramandato due parabole in cui compaiono corne protagoniste le donne: la
massaia che aveva perduto una dramrma (Lc 15, 8-10) e la vedova insistente (Lc
18, 1-8). Le figure femminili menzionate anche negli altri vangeli hanno in
Luca un risalto speciale: Maria di Magdala (Lc 7, 36-50), Maria e Marta (Lc 10,
38-42), e la vedova povera che offrì le due rnonete nel Tempio (Lc 21,
1-4). I rapporti di Gesù con le donne costituiscono un tema rnolto
esplicito di questo vangelo.
Come
mai Luca prestò tanta attenzione al ruolo svolto dalle donne nella vita
di Gesù ? Evidentemente, come in altri casi, egli volle rispondere ad
un'esigenza clella Chiesa primitiva. In molte comunità le donne avevano
una posizione di rilievo; la conversione di Apollo ad Efeso fu dovuta tanto a
Priscilla quanto al di lei marito Aquila (At 18, 18-26), mentre a Corinto fu
Cloe zd inviare messaggeri a Paolo per informarlo dei problemi di quella chiesa
(1 Cor 1, 11). La comunità di Cencre aveva una diaconessa, Febe,
nostra sorella (Rom 16, 1-2), ed a Filippi, dove Luca passò molto
tempo nellattività di apostolato, troviamo tre donne di rilievo:
Lidia, una ricca commerciante di porpora nella cui casa si radunava la locale
comunità (At 16, 14-15); Evodia e Sintiche, delle quali Paolo scrisse
che avevano combattuto con lui per il vangelo (Fil 4, 2-3). E ovvio che
queste donne, e tutte quelle i cui nomi non ci sono stati tramandati, erano
molto interessate al loro posto specifico nella comunità cristiana.
Nel
registrare gli episodi della vita di Gesù in cui compaiono anche donne,
Luca ha un messaggio molto ricco da darci. Secondo lui, le donne ricevono la
grazia di Gesù così come gli uomini; come gli uomini
anchesse devono convertirsi (iMaria Maddalena), ascoltare la parola di
Gesù (Maria e Marta), pregare con perseveranza (la vedova insistente), e
prender parte alia sua sofferenza e alla croce (Lc 23, 49). Il compito materno
della donna, con tutte le gioie e i dolori che lo accompagnano, si riflette in
figure come la vedova di Naim, Elisabetta e la Madonna.
Per
le sue parabole, Gesù trae argomento dalle faccende quotidiane delle
donne: prender lacqua dal pozzo, rnacinare il grano, spazzare la
çasa, impastare la farina col lievito e preparare il cibo per gli
ospltl. Gesù osservò queste attività e le caricò di
un profondo significato simbolico. In molti modi i passi di Luca riguardanti le
donne ci hanno preservato una ricca messe di spunti di riflessione.
Fu
Luca conscio di un ministero delle donne ? Nel presentarci queste parole e
azioni di Gesù, intese fare una riflessione sullimpegno delle
donne nellapostolato? Il suo vangelo contiene una visione di
come alle donne possa essere affidata una funzione di maggior
responsabilità nella comunità cristiana?
Un futuro ministero delle donne
E'
alla luce di tali domande che alcuni altri passi del vangelo di Luca ci
appaiono carichi di un profondo signifìcato. Luca narra come anche le
donne abbiano accompagnato Gesù nella sua missione apostolica.
In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi,
predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. Cerano con
lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da
infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni,
Giovanna rnoglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre che li
assistevano con i loro beni" (Lc 8) :1-8).
Luca
capiva bene che, data la condizione sociale della donna a quellepoca, era
impossibile per Gesù chiamar donne a far parte del gruppo degli
apostolï. Nella Chiesa primitiva, così come esisteva al tempo di
Luca, una collaborazione veramente paritaria nel ministero da parte delle donne
era esclusa, per ragioni sociologiche. Ma è certo che Luca, il solo
evangelista a tramandarci questo aspetto del ministero di Gesù, riporta
questo èpisodio perchè ne vedeva il valore profetico. Il fatto
che le donne fossero state così vicine a Gesùinei suoi viaggi
apostolici, per Luca implicava certamente la possibilità di una
partecipazione feminile molto maggiore nellera della Chiesa. E se mai la
Chiesa chiamasse una donna ad assumere il ministero di un Barnaba o di un
Paolo, non sarebbe Luca a meravigliarsene; nel piccolo gruppo di donne che
condividevano ciò che possedevano con Gesù e con gli apostoli,
egli vedrebbe lanticipazione di questo sviluppo futuro.
E che
dire di Anna, la profetessa? Anche qui, Luca è il solo evangelista a
parlarne. A quanto egli ci dice, Anna era una donna molto avanzata
detà che era vissuta sola, nello stato vedovile, fino agli
ottantaquattro anni. Attraverso questo numero, sette volte dodici, essa
rappresenta la completezza della fede, letà adulta del cristiana.
Essa è una persona completamente consacrata a Dio. Non lasciava
mai il Tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Incontrato Gesù, essa gli rende testimonianza: parlava del bambino
a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme (Lc 2, 36-38).
Perchè Luca ci presenta la figura di Anna, questa donna anziana,
totalmente consacrata a Dio, che ha predicato Gesù ? Anche qui, non
è forse perchè ha visto in lei un simbolo di cose future? Nella
testimonianza di questa donna, Luca vide un compito apostolico da affidarsi
alle donne, ma che ancora non poteva realizzarsi nel suo tempo. Ma non è
appunto questo il significato dellispirazione ? Non era appunto questa la
costante preoccupazione di Luca, cioè il far vedere che non tutte le
decisioni possibili erano state prese durante la vita terrena rena di
Gesù, e che potevano esserci sviluppi nuovi, sotto la guida dello
Spirito Santo ?
E
questo ci porta a considerare la parte avuta dalla Madonna nel vangelo di Luca.
Non appena Maria udì di essere stata scelta per diventare la madre del
Figlio di Dio, ebbe subito una missione. Informata dallangelo
Gabriele che Elisabetta aveva concepito (Lc 1, 35-36), Maria partì in
missione. Entrando nella casa di Zaccaria salutò Elisabetta, e
appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le
sussultò nel grembo, ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo (Lc,
41).
Il
portare lo Spirito Santo era senza dubbio una prerogative apostolica. Quando il
diacono Filippo predicava a Samaria poteva battezzare, ma non conferire lo
Spirito; e Pietro e Giovanni dovettero recarsi colà da Gerusalemme per
impartire lo Spirito Santo con limposizione delle mani (At 8, 14-17). I
convertiti di Efeso non ricevettero lo Spirito Santo finchè Paolo non
impose su di loro le mani (At 19, 6). Talvolta bastava che un apostolo entrasse
in una case e annunciasse la parola del Signore, come quando Pietro
entrò in case di Cornelio e predicò Gesù. Pietro
stave ancora dicendo gueste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti
coloro che ascoltavano il discorso. (At 10,44). Era questo il battesimo
dello Spirito Santo di cui erano così consci i cristiani primitivi.
Gesù stesso, nellascensione, aveva detto: Attendete che si
adempia la promessa del Padre, quella che avete udita da me: Giovanni ha
battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo (At
1,4-5). Era questo il segno distintivo dello stesso ministero di Gesù.
Nelle parole di Giovanni Battista: Io vi battezzo con acqua... egli vi
battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Lc 3, 16).
Lapostolato della Madonna
Battezzare con lo Spirito Santo era lopera degli apostoli. La Madonna: fu
inviata ad Elisabetta per dare questo battesimo al bambino che doveva nascere
da lei. Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei
orecchi; il bambino ha esultato di gioia nel mio gremmbo (Lc 1, 44). E
così si adempì la profezia fatta a Zaccaria dallangelo:
tua moglie Elisabetta ti darà un figlio. .. egli sarà pieno
di Spirito Santo fin dal seno di sua madre (Lc 1, 15). Anche Maria era
incinta e portava Gesù nel suo grembo, ma fu la sua mediazione, la sua
venuta, la sue voce, la sua persona che portò questa grazia dello
Spirito Santo. La risposta di Elisabetta è un riconoscimento di questa
presenza salvifica di Maria: A che debbo che la madre del mio Signore
venga a me? (Lc 1, 43). E anche Maria riflette sul suo ruolo, quando
dice:
Ha guardato lumiltà della sue serva.
Dora in poi
tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me
lOnnipotente,
e santo è il suo nome" (Lc 1, 48-49).
La
fede cattolica tradizionale si è giustarnente soffermata sulla posizione
altissima che Maria occupa come madre di Dio. Ha messo in risalto il ruolo da
lei svolto nella redenzione, e la parse che essa ha nel dispensare la grazia.
Così facendo, non ha forse riconosciuto in Maria il cuore stesso della
funzione sacerdotale? Dice il Concilio Vaticano II:
La Beata Vergine, col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentario
al Padre nel Tempio, soffrire col Figlio suo morente in croce, cooperò
in modo del tutto singolare allopera del Salvatore, con
lobbedienza, la fede, la speranza e lardente carità, per
restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo fu per noi madre
nellordine della grazia (Gaudium et Spes, 61)
Ci fu
mai un sacerdote così vicino al sacrificio di Cristo come Maria? E per
quanto riguarda il suo ruolo profetico:
La madre di Dio mostrò lieta ai paastori e ai rnagi il Figlio.suo
primogenito. .. alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione indusse con
la sua intercessione Gesù Messia a dar inizio ai miracoli...
(Gaudium et Spes, 57-58)
Infatti, attraverso la sua intercessione carismatica a Cana, Maria fa da
mediatrice nel realizzare un simbolo eucaristico: la trasformazione
dellacqua in vino. . .
So
bene che la Madonna non esercitò le funzioni sacerdotali affidate da
Gesù agli apostoli: non presiedette alla mensa eucaristica per spezzare
il pane, non andò in giro a predicare, battezzare e imporre le mani. Nel
clima sociale di allora, funzioni del genere venivano svolte dagli uomini, non
dalle donne. Sia Gesù che Maria accettarono questa situazione sociale.
Ma proprio per questo, non è ancor più degno di nota che gli
evangèlisti, e specialmente Luca, si siano soffermati sul ruolo
preminente di Maria e labbiano lodata più di ogni uomo ? Luca, con
la sua visione delle cose future nella Chiesa, non attirò di proposito
lattenzione su Maria per incoraggiare le donne ? Quando Maria; canta il
Magnificat, non lo fa anche in quanto donna e a nome di tutte le donne? Quando
parla dei superbi di mente e di cuore, dei potenti sui loro troni, dei ricchi
che saranno mandati via a mani vuote, non potremmo trovare nelle sue parole
anche un riferimento allarroganza, alla supremazia e
allautosufficienza maschile? Quando Maria parla del modo meraviglioso in
cui Dio innalza gli umili e sazia gli affamati, non pensa anche a1 modo in cui
lei, una donna e quindi come tale disprezzata dagli uomini, riceve da Dio una
funzione fondamentale? Non cè qui uneco del canto di Debora,
che predisse a Barak che non lui, ma una donna avrebbe avuto la gloria della
vittoria:
"Sia benedetta fra le donne Giaele, la moglie di Eber il Kenita, benedetta fra
le donne della tenda! Acqua egli chiese, latte essa diede, in una coppa da
principi offrì latte acido. Una mano essa stese al.picchetto, e la
destra a un martello da fabbri, e colpì Sisara, lo percosse alla testa,
ne f.racassò, ne trapassò la tempia" (Gdc 5, 24-26)?
Non
è Maria la donna della quale fu detto:
Io porrò inimicizia tra. te e la donna, tra la tua stirpe e la sua
stirpe (Gen 3, 15) ?
Non
sarebbe giusto fare di Maria una protagonista nella lotta dei nostri giorni per
lemancipazione femminile. Ma sembra teologicamente fondato dire che la
personalità di Maria e il suo ruolo nella redenzione stabilirono una
volta per sempre la completa eguaglianza delle donne davanti a Dio, e di
conseguenza a buon diritto anche nella Chiesa. A mio avviso, ciò
dovrebbe naturalmente includere la capacità di agire in nome di Cristo
alla mensa eucaristica o nel confessionale.
La
partecipazione dallinterno di Maria al sacerdozio di Cristo
in un grado così eminente rappresenta a fortiori un argomento per la
capacità della donna di esercitare funzioni sacerdotali esterne.
Linteresse mostrato da Luca per il ministero delle donne rende la sua
descrizione della petizione della Madonna una fonte biblica di speranza,
riflessione e aspettativa di grandi possibilità future.
Conclusione
Come
ho detto allinizio di questo capitolo, in queste ultime pagine sono
andato al di là dei limiti di una rigorosa argomentazione biblica;
tuttavia ritengo che le mie rifles sioni siano fondate sulla Scrittura, e che
possano aver afferrato qualche aspetto importante che sarebbe forse andato
perduto in un dibattito logico. Talvolta nella Bibbia Dio ci dice di più
mediante suggerimenti e cenni che non con dichiarazioni esplicite. Anche la
Bibbia ha una sua dimensione profetica, che è inevitabilmente vaga
perchè tratta del futuro.
Ho
scritto queste riflessioni per quel che possono valere, ben conscio che esse
potranno venir guardate con sufficienza da coloro che non condividono questa
visione.
Vorrei ribadire ancora una volta che il peso delle mie argomentazioni è
altrove. Alla domanda se Cristo abbia escluso le donne dal sacerdozio, ho dato
una risposta negativa. Il fatto che egli abbia scelto solamente uomini
perchè svolgessero lattività apostolica non fu determinato
da una sua preferenza specifica, ma dalle pressioni sociali del suo tempo. In
quelle circostanze Cristo non avrebbe potuto designare donne per un compito
sacerdotale; ma mai, in nessuna occasione, egli escluse la possibilità
di un ministero sacerdotale svolto da donne. Al contrario, il sacerdozio da lui
istituito è di natura tale da rappresentare una rottura rispetto a tutti
i limiti umani stabiliti in precedenza.
Se e
quando le donne saranno, ammesse agli ordini sacri dipenderà dalla
Chiesa. E per quanto mi riguarda, io confido che la Chiesa, guidata dallo
Spirito Santo, prenderà presto provvedimenti coraggiosi in questa
direzione. La nostra non è unepoca in cui le discussioni
teologiche possano andare a rilento a causa del costo delle pergamene o del
passo lento delle cavalcature: una volta divenuta consapevole del problema, la
Chiesa dei nostri giorni non avrà bisogno di secoli per valutare la
fondatezza del suo atteggiamento e mutare la sua prassi.
Le
donne cristiane che giustamente si sentono offese dai pregiudi della teologia
tradizionale non si scoraggino: lo Spirito soffia, e nessuna forza al mondo lo
può fermare,
NOTA
69. Per un buon studio di base di questo tema di San Luca, vedi H.
CONZELMANN, The Theology of Saint Luke, Faber and Faber 1960 (trad. dal
tedesco 1953).
Molto links all'interno delle pagine sono in via di
traduzione. Possono essere lette nella versione originale in inglese o
in francese.
Abbiamo una collezione dei documenti interessanti
sul tema dellordinazione delle donne diacono.
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Nè Eva,
nemmeno Maria
Lordinazione
sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica
Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G.
Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN:
88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.