LIstituto Caterina
da Siena promuove lequa posizione delle donne nella società e
nella Chiesa. 
Lo facciamo:
- diffondendo corretta informazione
- smascherando le razionalizzazioni e le
legittimazioni religiose che giustificano il pregiudizio
- comunicando empaticamente con le
persone, allinterno dei loro contesti di riferimento intellettuale ed
esperienziale
- sostenendo individui e gruppi che
combattono contro gli effetti della discriminazione
- promovendo la ricerca accademica sulle
donne e la Chiesa
Smantellare il ciclo dei
pregiudizi
Per più di 1500
anni i capi della Chiesa hanno legittimato la schiavitù come istituzione
di fatto voluta da Dio. Ancora nel 1866, il Santo Uffizio, precursore
dellattuale Congregazione per la Dottrina della Fede, stabiliva, in un
decreto firmato da Papa Pio IX, che "gli schiavi possono essere venduti,
comprati, dati o presi in cambio, per legge divina". Venivano addotti
motivi dalle Scritture, dalla tradizione e dal magistero! I vescovi, i teologi
e gli abolizionisti cattolici che protestavano, venivano bollati come
dissidenti o addirittura eretici. Ora la Chiesa ammette, nelle parole del
Concilio Vaticano Secondo, che "ogni forma di schiavitù è
contraria al volere di Dio".
Lesclusione delle
donne dallordinazione sacerdotale è un analogo annoso pregiudizio,
legittimato dallautorità della Chiesa e razionalizzato nella
teologia medievale. Dobbiamo rompere questo circolo vizioso, mettendo in luce
le radici del pregiudizio e le idee errate dei capi della Chiesa.
Princìpi
La rete di Santa Caterina da
Siena si impegna in particolare per promuovere lequa posizione delle
donne nel contesto delle religioni, delle istituzioni religiose e delle Chiese.
1. Il nostro scopo è adempiere la visione del
Concilio Vaticano Secondo (1963-1965), che segnò una nuova direzione per
la Chiesa Cattolica Romana. Il Concilio riconosceva che le donne dei nostri
tempi chiedono piena uguaglianza de jure e de facto, e approvava questa
richiesta. (Gaudium et Spes § 9 & 26).
2. Il pregiudizio e la discriminazione contro le
donne hanno lasciato cicatrici anche in altre chiese cristiane. Noi intendiamo
sostenere ogni sforzo volto a sradicare questa discriminazione e ad assicurare
che le donne possano prendere il loro posto di diritto in tutti gli incarichi
di responsabilità, uffici e ministeri, secondo la piena portata della
loro vocazione e della loro dignità cristiana.
3. Ci proponiamo di raggiungere i nostri obbiettivi
attraverso un uso efficace dei moderni mezzi di comunicazione: scrivendo,
pubblicando, producendo e preparando - o supervisionando - testi,
pubblicazioni, produzioni o preparazioni di opere letterarie, audiovisive e per
i media in generale, che possano promuovere il riconoscimento dei diritti delle
donne.
. In particolare, sosterremo progetti che arrivino ad un vasto raggio
di persone attraverso Internet.
4. Fornendo informazione, ci auspichiamo di
esercitare uninfluenza positiva su tutti coloro che hanno potere
decisionale nelle Chiese cristiane, e in particolare nella Chiesa Cattolica
Romana, come i vescovi, i preti, i membri di ordini ed istituti religiosi, i
capi laici nelle parrocchie e nelle istituzioni.
5. Le informazioni che forniamo a favore dei diritti
delle donne saranno indirizzate in maniera particolare a tutti gli individui e
istituzioni che svolgono un ruolo chiave nella formazione dellopinione
pubblica: giornalisti, editori, presentatori radio e TV, personale di ricerca
nelle compagnie di produzione, scrittori e produttori.
6. Intendiamo rendere disponibili testi importanti,
in forma gratuita, sia al corpo insegnante che agli studenti degli istituti di
educazione superiore, inclusi college, scuole superiori, istituti di formazione
per adulti, seminari, noviziati e università on-line.
La nostra
visione
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Noi
crediamo in Dio per
il quale lamore è davvero la priorità assoluta, il
quale si aspetta dalla Chiesa che essa sia una comunità di affetto e di
reciproca cura, di fratelli e sorelle in mezzo ai quali i capi sono servitori e
per i quali potere
significa conforto e sostegno spirituale.
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Noi
crediamo in Dio, che
non esige da noi sacrifici crudeli, ma atti eroici damore, come
Gesù ci ha mostrato, atti di generosità, un Dio che ci chiede di
rispettare e di amare noi stessi, nel dare e condividere il meglio di noi per
amore degli altri.
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Noi siamo convinti che Dio ha rivelato la Buona Novella,
unispirazione liberatoria che dà senso alla nostra vita, un ideale
sul quale misuriamo noi stessi e la nostra comunità di fede, una fonte
di speranza che ci rende felici e orgogliosi di essere seguaci di
Cristo. |