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i generi letterari

I generi letterari

Regole per una interpretazione corretta della Sacra Scrittura
Il 'senso letterale'
La portata limitata
I generi letterari
Razionalizzazioni

Regola n° 2 : Per numerosi testi, noi dobbiamo valutare il valore della dottrina che essi contengono tenendo conto del genere letterario di cui l'autore si è servito .

“Frequentemente , il senso letterale delle parole e degli scritti degli autori orientali antichi , non è così evidente come nel caso degli autori contemporanei . Poichè ciò che vogliono dire attraverso i loro scritti non dipende soltanto dalle regole grammaticali e dalla filologia nè semplicemente dal contesto. E' assolutamente necessario per l'interprete di risalire allo spirito dell'Oriente dei secoli passati e fare un uso giudizioso dell'aiuto che gli danno la storia, l'archeologia , l'etnologia , col fine di scoprire quali generi letterari gli autori hanno voluto utilizzare e quelli che essi , de facto, hanno utilizzato. .”

Pio XII, Divino Afflante Spiritu, Denz 2294 (3829-3830).

“Per scoprire l'intenzione degli agiografi, bisogna tra le altre cose essere attenti ai generi letterali . In effetti la verità è proposta ed espressa in maniera diversa nei testi storici a diverso titolo, nei testi profetici, i testi poetici o gli altri tipi di linguaggio . Bisogna dunque che l'interprete ricerchi il senso che in certe determinate circostanze , l'agiografo, date le condizioni della sua epoca e della sua cultura, ha voluto esprimere e ha di fatto espresso per mezzo dei generi letterari impiegati in quell'epoca.”

La Rivelazione Divina , n°11-12 ;
Concilio Vaticano II, ed. Fides, 1967, Parigi Montréal, p. 110.

Quali sono " i generi letterari " ?

Potreste aprire un giornale e trovare in prima pagina questo titolo :" il principe di Galles si è fatto estrarre un dente" . All'interno del giornale un articolo dal titolo: " la lotta contro il mal di denti". In basso della pagina , una ragazza sorridente che mostra una splendida dentatura che dice: "Dentibianchi, il dentifricio che vi garantisce salute e bellezza! " . Un fumetto vi fa vedere Tarzan legato con delle corde delle quali si libera tagliandole senza sforzo con i denti.

Riflettiamo un minuto sull'idea che ci siamo fatti di questi messaggi. Senza dubbio abbiamo compreso che le cure dentarie del principe di Galles costituiscono un fatto. L'articolo sul mal di denti ci fornisce materia di riflessione sebbene potremmo non essere d'accordo con alcune opinioni espresse dall'autore dell'articolo. Nemmeno per un attimo abbiamo creduto alle pretese del dentifricio Dentibianchi , e non ci siamo dati troppo pensiero per la dentatura di Tarzan . Riflettiamo ancora un attimo: come mai abbiamo valutato così rapidamente ciascuno di questi messaggi ? . La risposta è semplice: noi abbiamo classificato ciascun messaggio sotto differenti categorie: una informazione, un articolo di fondo, una pubblicità ed un fumetto. Ed avendoli così identificati , abbiamo saputo valutare quale valore attribuire a ciascuno di essi.

I generi letterari sono le categorie mediante le quali parliamo e scriviamo. Contrariamente a quanto a prima vista si potrebbe pensare , il senso delle parole non è determinato unicamente dal dizionario. Consideriamo la frase : " l'espresso per Napoli è partito da Roma alle 20 e 30". Un dizionario ed una enciclopedia ci permettono di trovare il senso di ciascuna parola. Ma noi non potremmo giudicare il vero senso della frase se non sappiamo a quale categoria , a quale 'genere letterario ' essa appartiene. Se questa frase è tratta da un rapporto ufficiale delle ferrovie, capiamo che essa è esatta. Se è tratta da una lettera personale, possiamo pensare che il mittente si sia potuto sbagliare di qualche minuto. Se la frase si trova in un romanzo poliziesco , non la consideriamo una finzione.

Se visitiamo una libreria, troviamo libri di una notevole varietà di generi letterari. Così, senza alcuno sforzo , distinguiamo i libri di preghiera, le grammatiche, i manuali tecnici, le antologie poetiche, i trattati filosofici, i libri scolastici, i saggi e le numerose opere di lettura facile. In virtù di quale principio li distinguiamo tanto facilmente? Se riflettiamo ancora un poco, scopriamo che li classifichiamo generalmente secondo tre caratteristiche:

a. in funzione del contenuto

Un manuale di cucina, una guida ferroviaria, un libro di poesie non lasciano alcun dubbio sulla categoria alla quale appartengono! Uno sguardo al contenuto e troviamo il loro genere !

b. in funzione dello stile

Se confrontiamo un libro di preghiere ed un romanzo poliziesco, constatiamo- a parte il contenuto- una considerevole differenza di stile. Troviamo istintivamente a quale genere letterario appartengono grazie alle parole ed allo stile.

c. in funzione della 'situazione di vita'

Ciascun genere letterario corrisponde ad una situazione di vita particolare. Poichè conosciamo bene il sistema scolastico , un un manuale scolastico ci appare immediatamente familiare. E se abbiamo l'abitudine di cantare in chiesa, un libro di canti è facile da riconoscere.

In breve, possiamo definire il genere come una categoria di linguaggio parlato o scritto rispondente ad una particolare situazione di vita (c) che ha un contenuto caratteristico ( a) e che impiega un vocabolario distintivo ed uno stile tipico.(b)

I "generi letterari " nell' Antico Testamento"

Siamo da così lungo tempo a confronto con i generi letterari che ci sono familiari, che non abbiamo alcun bisogno di analisi dettagliate. Scopriamo ed identifichiamo i differenti generi letterari senza farvi nessuna attenzione, alla stessa maniera con cui non prestiamo attenzione al meccanismo complicato della nostra respirazione. Il respirare non ci pone alcun problema fino a quando disponiamo di molta aria. Ma nel caso dei sottomarini e dei mezzi spaziali fuori dell'atmosfera, fornire ai polmoni sufficiente ossigeno diventa un grosso problema che richiede numerose ricerche ed esige una costante attenzione. Si può dire la stessa cosa di un uomo che si trovi fuori dal suo universo abituale, in un mondo intellettuale sconosciuto. Improvvisamente,i generi letterari assumono una grande importanza. Se Platone venisse a vivere nel nostro paese, egli avrebbe necessità di adattarsi ai nostri generi letterari. Egli potrebbe avere bisogno di un tutore per leggere un quotidiano: " Non prendere sul serio questa pubblicità! " ."Questa informazione è là per divertire il lettore!."; " Queste lettere al direttore esprimono soltanto una opinione personale"; ecc. . Dopo qualche tempo Platone sarebbe in grado di distinguere i nostri diversi generi letterari studiando il contenuto, il vocabolario, lo stile di ciò che è scritto o detto e la situazione di vita nella quale essi sono utilizzati.

Quando ci chiniamo sulla Sacra Scrittura , dobbiamo ricordarci che entriamo in un mondo molto lontano dal nostro. Prendiamo ad esempio i Salmi. Ai nostri occhi , essi sembrano appartenere ad una sola categoria. Un Giudeo vi riconoscerà immediatamente una dozzina di generi letterari differenti : inni di lode, canti di pellegrini , suppliche individuali e collettive, ballate destinate all'istruzione del lettore, preghiere di ringraziamento ecc .Immediatamente, il nostro Giudeo li riconoscerà senza errore, come noi riconosciamo i canti religiosi, le canzoni da taverna, le marce militari o la musica da ballo ! A causa della nostra ignoranza della vita e della mentalità giudaica , dobbiamo imparare a capire questi salmi molto vari.

I libri profetici contengono un numero incalcolabile di esempi di generi letterari con i quali dobbiamo familiarizzare. Il sermone paranetico destinato a ricordare le verità fondamentali riguardanti la lealtà verso Dio. Le minacce dinnanzi all'Alleanza ,le promesse profetiche, le canzoni satiriche, le lamentazioni costituiscono diverse categorie di testi redatti in un linguaggio altamente tecnico, e che potrebbe sfuggirci . Gli oracoli , in effetti , esigono una conoscenza approfondita delle situazioni di vita reali che prevalevano in Israele come l'applicazione della giurisprudenza, le cerimonie di corte, il mercato, le feste, i ricevimenti, l'alleanza, i rituali funebri e i contratti d'affari. Solo possedendo questo genere di conoscenze potremo comprendere in profondità i generi letterari e, attraverso di essi, conoscere il vero messaggio trasmesso dai profeti.

Non bisogna credere che i passi storici dell'Antico Testamento siano meno complicati sotto questo aspetto. Si deve anzi affermare il contrario. Nell'Antico Testamento la Storia è raccontata ricorrendo a numerosi generi letterari diversi. Le nostre difficoltà attuali in rapporto alla storicità di questi testi deriva precisamente dalla nostra incapacità di riconoscerli . Immancabilmente, noi siamo tentati di classificare questi passi secondo le categorie che ci sono familiari: rapporti di testimoni oculari, trattati storici, biografie ecc.. Ciò costituisce un grave errore che ci porta in un vicolo cieco! Bisogna comprendere, di conseguenza, che i generi letterari dei passi della Scrittura ci sono estranei e che abbiamo ancora molto da apprendere a tale proposito.

In questa breve esposizione, è impossibile fornire una lista completa di questi generi letterari, ma possiamo fare qualche esempio. Gli autori giudaici spiegano spesso come un luogo o una persona abbia avuto il suo nome.In tali racconti ciò che conta non è la precisione dei fatti ma la spiegazione del nome.Come gli altri popoli , i giudei conoscevano le saghe degli eroi, cosa naturale per i popoli giunti ad un certo stadio di sviluppo sociologico.Leggende profetiche di questo tipo sono state ricamate intorno a personaggi come Mosè, Elia, Eliseo, esaltando i loro miracoli al fine di mostrare con maggiore forza l'azione diretta di Dio attraverso la loro persona. Annali con rapporti precisi non mancano nel Libro dei Re.Un passo teologizzato consiste nel proiettare una costruzione teorica su una narrazione: vedete i sei giorni della creazione in Genesi 1. Dopo l'esilio , i predicatori giudaici fecero ricorso a storie del tutto inventate chiamate misdrash, col fine di illustrare un punto di dottrina ispirato dall'alto. Ciò ha determinato la nascita di libri come Giona, Tobia, Ester ed alcune parti del libro di Daniele. Ciascuno di questi generi letterari devono essere studiati ed interpretati secondo le loro caratteristiche.

I "generi letterari" nel Nuovo Testamento

Prendiamo un esempio tratto dai vangeli che è spesso utilizzato per giustificare l'oppressione degli schiavi.

“Chi di voi, avendo un servo per arare o per condurre al pascolo l'armento, gli dice, quando ritorna dai campi: - Vien qua presto e mettiti a tavola -? Non gli dirà invece: - Preparami da cena e mettiti a servirmi, finchè io abbia mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu pure -? Si terrà egli forse obbligato a quel servo, perchè ha fatto le cose che gli sono state comandate? Io non lo penso. Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è comandato, dite: - Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.

Luca 17, 7-10 ; vedi anche Matteo 10, 24-25 ; 13, 27-28 ; 18, 25 ; etc.

Questo testo è stato utilizzato dalle autorità ecclesiastiche e dai teologi per dimostrare che la schiavitù corrisponde alla volontà di Dio. Lo stesso Gesù ,dissero, ha accettato la schiavitù , e ciò prova che egli accettò la subordinazione degli schiavi. Inoltre, Gesù ammirava il servizio degli schiavi sottomessi ed umili. Dunque, cosa formidabile, la schiavitù non è per nulla contraria alla volontà del Signore !

I teologi non hanno cessato di ripetere questo genere di argomenti fino alla fine del diciannovesimo secolo Questo ha permesso loro di arrivare ad una conclusione inattaccabile: " E' con certezza una questione di fede che la schiavitù per la quale un uomo serve un padrone come schiavo è del tutto legittima. Ciò può essere provato partendo dalle Sacre Scritture"

Tratto da un'opera classica: Leander, Questiones Morales Theologicae, Lione 1692 ; Tomo 8, De Quarto Decalogi Precepto, Tract. IV, Disp. I, Q. 3.

Anche a Roma il Sant 'Uffizio, che aveva l'incarico di salvaguardare la purezza della dottrina cattolica , dichiarava il 20 giugno 1866: "La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato .

J. F. Maxwell, “” Development of Catholic Doctrine Concerning Slavery” (Sviluppi della dottrina cattolica sulla schiavitù"), World Jurist 11, (1969-70) pp. 147-192 e 291-324.

Dov'è l'errore in tale argomentazione tratta dal Vangelo ?

L'errore deriva dal supporre che, quando Gesù fa degli esempi ricavati dalla vita reale, egli approva quello che descrive. Sicuramente, noi possiamo apprendere qualcosa dall'esempio dato, e là c'è un messaggio. Ma l'esempio in se stesso viene preso da Gesù come un fatto che riguarda la società, un fatto che si può osservare.

Gesù dice che il Figlio dell'uomo verrà nella notte come un ladro (Matteo 24, 42-44).

Vuol dire che egli raccomanda il ladroneggio ?

Gesù loda l'amministratore disonesto (Luca 16, 1-13).

Vuol dire che egli giustifica la ruberia negli affari ?

Gesù paragona Dio ad un giudice corrotto che è duro con i poveri (Luca 18, 1-8).

Vuol dire che insegna che Dio è corrotto ?

Gesù descrive un re che punisce un invitato malvestito (Matteo 22, 11-14).

E' questo un esempio di comportamento saggio ?

Il Buon Samaritano versa dell' olio e del vino sulle piaghe della ferita (Luca 10, 34)

I medici devono usare questo metodo ?

Testo dopo testo, vediamo Gesù fare numerose descrizioni , spesso dettagliate e spesso tratte dalla vita reale. Non bisogna essere particolarmente intelligenti per capire che non si tratta d'altro che di esempi. E lo stesso accade quando Gesù racconta storie che hanno degli schiavi per protagonisti .

In questo caso, l'atteggiamento di Gesù è chiaro, lo sappiamo per ciò che ha detto in altri testi. Poichè , quando egli descrive il padrone come qualcuno che si attende d'essere servito dal suo schiavo, egli non desidera affatto che il cristiano imiti questo esempio

Ecco ciò che Gesù dice a proposito di quello che dobbiamo essere :

“Ma non è così tra voi; anzi chi tra voi vorrà essere maggiore, sia il vostro servo,
e chi tra voi vorrà essere il primo sia vostro servo; appunto come il Figliuol dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire a dare la sua vita per la redenzione di molti»..”

Matteo 20, 26-28

“e dunque io, Signore e Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri.
Vi ho dato l'esempio affinchè anche voi facciate come io ho fatto a voi.
In verità, in verità vi dico che il servo non è da più del padrone, nè l'apostolo da più di colui che l'ha mandato. Se voi sapete queste cose, sarete beati se le metterete in pratica!”

Giovanni 13, 14-16. Lavare i piedi del padrone era un segno legale col quale uno schiavo manifestava la sua subordinazione J. D. M. DERRETT, “Domine, tu mihi lavas pedes?”, Bibbia e Oriente 21 (1979), pp. 13-42. Vedi anche Luca 3, 16.

Si, possiamo imparare a stimare il valore del servizio di un umile schiavo che lavora duramente. Questa è l'intenzione di Gesù che possiamo trarre dall'esempio utilizzato prendendo in considerazione il suo genere letterario. Tuttavia è chiaro che Gesù non giustifica il modo di trattare che alcuni padroni usano con i loro schiavi, nè tanto meno raccomanda la schiavitù come una pratica accettabile per un cristiano.Tenendo conto delle idee dell'epoca, egli considera semplicemente la schiavitù come un dato di fatto.

Il genere letterario che troviamo qui è quello della 'parabola' e della 'metafora' . Allorchè Gesù ricorre a delle parabole e a delle metafore, dobbiamo distinguere la storia in se stessa , con le sue immagini ed i suoi esempi, dall'idea che è dietro la storia, vale a dire ciò che Gesù vuole insegnare. Quando studiamo i passi della creazione , facciamo una distinzione tra la forma e la sostanza della rappresentazione, vale a dire tra la presentazione e l'insegnamento trasmesso attraverso di essa. Ed ancora, possiamo formulare tutto ciò come un principio generale.

Il senso di ogni citazione biblica non può essere determinato che prendendo in considerazione il suo genere letterario. Questioni del tipo : " Ciò è veramente successo ?" o " Che ha voluto dire? " non possono trovare risposta con una affermazione generale del genere : " La Bibbia non può mentire " oppure " Esaminate nel dizionario il significato delle parole ". Dio ha parlato attraverso degli uomini. Egli parla il loro linguaggio . Ha conformato il suo messaggio alla loro mentalità . Non ha voluto dire niente di più di quello che i suoi strumenti umani hanno voluto dire. Ed il senso di ciò che ha voluto esprimere non può essere determinato con certezza che dopo uno studio serio dei generi letterari impiegati.

La regola del "genere letterario" è strettamente legata ad altre regole :


Versione italiana di www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.


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