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Gesù ed il predominio maschile

Gesù Cristo ed il predominio maschile

Regole per una interpretazione corretta della Sacra Scrittura
Il 'senso letterale'
La portata limitata
I generi letterari
Razionalizzazioni

La ragione per la quale Gesù non ha scelto delle donne tra i dodici apostoli risiede nel fatto che, in questo campo, egli doveva adeguarsi alle idee sociali del suo tempo. I contemporanei di Gesù infatti subivano l'influsso della predominanza sociale e culturale maschile.

Cosa c'è in gioco?

Il fatto che Gesù non scelse delle donne tra i dodici apostoli è un non-argomento. Di per se stesso non prova nulla. Per altro, i documenti del Vaticano pongono a giusto titolo la questione di sapere se Gesù si è conformato oppure no agli atteggiamenti dei suoi contemporanei nei confronti delle donne.Perchè questa costituisce una questione centrale nel quadro delle argomentazioni del Vaticano. I suoi teologi tentano di servirsene per stabilire come una decisione definitiva e permanente ciò che Gesù non ha fatto.

Vediamo quali sono i fatti:

Noi potremmo presumere che abbia voluto fissare una legge permenente nel fatto che Gesù non ha rispettato i costumi sociali dei suoi tempi che presupponevano il dominio maschile e tuttavia egli ha rifiutato di ammettere delle donne nel gruppo dei suoi apostoli. Se, invece, nello scegliere solo degli uomini per costituire il suo gruppo di apostoli Gesù ha seguito la pratica abituale dei suoi tempi,noi non avremmo assolutamente alcuna ragione per ritenere che, in differenti circostanze sociali, egli non avrebbe scelto anche delle donne.Vedremo che questa seconda interpretazione è la più aderente ai fatti.

Il "mito" della predominanza maschile si ritrova in numerose culture e società.
Sebbene gli uomini e le donne siano geneticamente predisposti ad assumere ruoli particolari, lo sviluppo della predominanza maschile è il risultato di una evoluzione sociale.

Il "mito" della superiorità maschile è alla base della cultura e del pensiero dell'Antico Testamento .

Il nostro modo di procedere

Io desidero dimostrare che il Cristo si è effettivamente adeguato alla norma sociale della predominanza maschile sotto quattro aspetti:

  1. Egli è rimasto legato all'immagine ebraica del 'padre'.
  2. Ha ammesso il ruolo del 'marito' secondo la concezione ebraica
  3. Ha parlato come se le idee ebraiche concernenti il sesso fossero corrette
  4. Egli si è adattato al ruolo secondario giocato dalle donne nella religione

Gesù e l'immagine giudaica del "padre".

Per gli ebrei, l'uomo era il capo indiscusso della famiglia. Era il protagonista di tutte le relazioni. La sua donna e i suoi figli (particolarmente i suoi figli) erano considerati come i suoi beni più preziosi.

La tua donna sarà come una vite fruttifera nel più interno della tua casa; i tuoi figli, delle piante d'ulivo intorno alla tua tavola” (Salmi 128, 3)

Il padre disponeva di una autorità assoluta sui suoi figli e poteva decidere del loro avvenire(Genesi 43, 1-15;...). Era l'uomo e non la donna ad ereditare le proprietà familiari. Le donne potevano ereditare solo in mancanza di eredi maschi (Numeri 27,1-11;36,1-12). Era il padre che, come unico proprietario dei beni familiari, poteva distribuirli ai suoi figli (Deuteronomio 21,15-17) L'autorità del padre e i diversi modi di trattare i suoi figli e le sue figlie sono illustrati di seguito:

“ Hai bestiami? prendine cura,e se ti son utili, restin presso di te.

Hai figliuoli? istruiscili,e piegali [al giogo] sin dalla loro infanzia.
Hai figliuole? custodisci il loro corpo,e non mostrare ad esse [troppo] ridente il tuo volto.
Marita la figliuola, e avrai fatto un grosso affare,ma dàlla a un uomo sensato.(Si 7, 22-25).

Ai tempi del Nuovo Testamento, la posizione giuridica dell'uomo come capo della famiglia non cambiò. Gesù stesso l'ammette e l'accetta come un dato di fatto. Nella parabola del figliol prodigo (Luca 15,11-32), è il padre che distribuisce i suoi beni ai figli. Ed è sempre il padre che affida il lavoro sia al figlio che accetta di andare alla vigna sia a quello che non accetta.(Matteo 21,28-31).Che Gesù accetti l'autorità del padre secondo la tradizione giudaica appare chiaramente quando pronuncia la frase:" Voi siete del padre vostro....e desiderate fare i desideri del padre vostro"(Giovanni 8,44).

E' interessante considerare in questo contesto la relazione di Gesù con la casa di Davide.Come è possibile che Gesù possa essere chiamato 'figlio di Davide' dal momento che Giuseppe non è il suo vero padre? Israele era una società a linea genealogica matriarcale.Forse Maria apparteneva alla tribù sacerdotale della quale facevano parte Elisabetta e Zaccaria? (Luca1,36). I Vangeli danno la risposta tipicamente giudaica secondo la quale, benchè Giuseppe non fosse il padre fisico di Gesù, egli ne è il padre legale in quanto sposo di Maria (Matteo 1,13-25). Ciò era sufficiente per convincere gli ebrei che Gesù fosse effettivamente un vero figlio di Davide, ma è evidente che è in rapporto con una concezione della discendenza che non è più valida ai nostri giorni.

In tutte le parabole, Gesù si conforma alla concezione giudaica secondo la quale l'uomo è al centro della famiglia.Il 'proprietario della casa' è sempre l'uomo(Luca 22,11). E' l'uomo che costruisce la casa (Matteo 7,24-27).E' l'uomo che difende la sua casa dagli intrusi (Matteo 12,29), che ha autorità sui servitori (Matteo 24,45-51) e che provvede alla famiglia.

I Ruoli del marito e della moglie nelle parabole di Gesù

Secondo il pensiero giudaico,la donna appartiene a suo marito.Egli ha diritto di proprietà su di lei."Una buona moglie è un buon premio"(Siracide 26,3)."Ella vale più del prezzo del corallo"(Proverbi 31,10). Nei dieci comandamenti, la donna è presentata come proprietà del prossimo, che deve essere rispettata:"Non desiderare la moglie del tuo prossimo,nè il suo schiavo, nè la sua schiava,nè il suo bue,nè il suo asino, nè alcuna cosa che appartienga al tuo prossimo" (Esodo 20,17). Non c'è alcun dubbio che un buon marito ami la sua donna e che le relazioni tra di loro siano più umane di quelle che potrebbero esprimersi attraverso delle norme giuridiche. Il Cantico dei Cantici esprime l'aspetto umano di questa relazione.Tuttavia, il diritto di proprietà di un uomo sulla sua donna costituisce il fondamento giuridico del vincolo del matrimonio. Il marito può sciogliere il vincolo del matrimonio praticamente quando vuole (Genesi 16,1-16;Deuteronomio 24,1-4). In casi particolari, egli può dare la sua donna ad un altro, come il levita che, sotto minaccia, dà la sua donna a dei malfattori che abusano di lei.Quando la povera donna muore in seguito al trattamento subito, i malfattori vengono condannati, ma non il levita che ha dato loro la sua donna (Giudici 19,1-30)

Quando parla del matrimonio, Gesù considera come ovvia la concezione giudaica che pone l'uomo al centro. Egli parla di un re che prepara il matrimonio dei suoi figli, senza menzionare la regina(Matteo 22,1-14). Al momento delle nozze, non è la sposa ma lo sposo ad essere festeggiato.Le dieci vergini non aspettano la sposa ma lo sposo. Ed è lui che allonatana le vergini stolte dalla festa.(Matteo 25,1-13). E' del tutto naturale per Gesù dire:" Chi possiede la sposa è lo sposo" (Giovanni 3,29). Gesù parla della moglie di un uomo e dei suoi figli che vengono venduti come schiavi per riparare i suoi debiti (Matteo 18,25) ed include la moglie ed i figli nella lista dei beni che i suoi discepoli devono lasciare per il regno di Dio( Luca 18,28). Tutto ciò non prova abbastanza che Gesù ha accettato le relazioni sociali tra uomo e donna così come esistevano ai suoi tempi ?

Le esortazioni successive degli apostoli confermano tutto ciò. Se infatti Gesù avesse rifiutato il costume sociale della dominazione maschile, perchè gli apostoli avrebbero continuato a rinforzarlo? Essi infatti presupposero che l'uomo, in quanto padre e marito detiene l'autorità suprema nel seno della famiglia.Certo, i mariti devono avere della considerazione e del rispetto per le loro mogli ( Pietro 3,7). Un marito deve amare la sua donna, deve nutrirla occupandosene convenevolmente(Efesini 5,21-33). Ma la sposa viene considerata "la partner più debole". Ella deve obbedire a suo marito, oltre ad essere fedele e fare del bene(Colossesi 3,18; Efesini 5,22). Sebbene in un testo si riconosce l'eguaglianza degli uomini e delle donne davanti a Dio (Galati 3,28), le implicazioni sociali di questa dottrina erano ancora lontane dalla realtà.

Gesù e le nozioni biologiche giudaiche

La concezione giudaica della dominazione maschile si fondava su una idea completamente errata delle funzioni sessuali. Noi sappiamo che il feto si forma nel seno della madre dopo l'entrata dello sperma maschile nell'ovulo femminile. Gli ebrei non lo sapevano e confondevano il feto con lo sperma. Per essi 'seme' e 'discendenza' erano sinonimi(Galati 3,16). Se la madre giocava una funzione utile lo faceva esclusivamente col fornire il 'terreno', per il resto era il padre che generava la vita in quanto portatore della 'discendenza'.E' evidente che Gesù non ha voluto dare alcuna indicazione sulla biologia della procreazione.Cosicchè quando egli fa dei riferimenti ai ruoli dell'uomo e della donna nel matrimonio, le sue dichiarazioni riposano sulle concezioni giudaiche. E non le corregge affatto quando queste idee vengono espresse da altri.

Anche per Gesù, il ruolo dell'uomo è quello di generare fornendo il suo seme.Gli ebrei sostenevano che essi erano delle discendenza di Abramo dato che essi vennero generati direttamente dal suo seme, dato che non sono nati dalla fornicazione.(Giovanni 8,39-41). Gesù ammette il costume secondo il quale un uomo può sposare la vedova di suo fratello per dargli una discendenza,ma nega che tale tipo di pratica possa essere proseguita nel regno dei cieli.(Luca 20,27-36).Gesù descrive il celibato di alcuni uomini come quelli che "si sono resi eunuchi", un modo brutale di dire che un celibe rinuncia volontariamente alla sua capacità di generare(Matteo 19,10-12). Quando descrivono la nascita di Gesù ,gli apostoli rimangono sulla stessa linea. Gesù è veramente il figlio di Dio dato che Maria non ha concepito da un seme umano, ma grazie ad un sostituto divino di questo seme."Colui che è stato generato in lei viene dallo Spirito Santo"(Matteo 1,20).La potenza dell'Altissimo la copre della sua ombra.(Luca 1,35).In modo che la nascita di Gesù è l'esempio perfetto della filiazione divina che Giovanni definisce come quella "di coloro i quali non da sangue, nè da volere di carne,nè da volere di uomo,ma da Dio sono generati".(Giovanni 1,13)

Il ruolo della donna è espresso bene dalla esclamazione di Elisabetta:" Felice colei che ti ha portato e ti ha allattato"(Luca 11,27). Gesù ammette queste idee e le riprende lui stesso quando descrive la futura tragedia che colpirà Gerusalemme:" Felici le donne sterili e quelle che non hanno partorito nè allattato"( Luca 23,29). Una donna che non ha figli è chiamata sterile: il suo seno è come un terreno incolto che non ha ricevuto semente. E' in questo senso che Elisabetta è chiamata sterile (Luca 1,25,36). Quando discute di una nuova nascita spirituale, Nicodemo domanda:" Potrà un uomo entrare una seconda volta nel seno di sua madre ?". Gesù risponde che nel Regno dei Cieli l'uomo "nasce dall 'acqua e dallo Spirito". Per dire crudemente, in questa sorta di matrimonio che è il battesimo, lo Spirito Santo gioca il ruolo del padre che fornisce il seme mentre l'acqua assolve quello del seno materno( Giovanni 3,4-8).Gesù ha in mente questa idea giudaica del concepimento quando descrive la sua passione. La sua morte è come un chicco di grano che cade a terra, che muore e poi rinasce portando molti frutti (Giovanni 12,24). L'ansia e la sofferenza della nascita saranno dimenticate una volta che il nuovo nata sarà venuto al mondo(Giovanni 16,24).Sebbene questi testi non costituiscono affermazioni ufficiali sulle funzioni sessuali( nè si vuole discutere la questione se siano ispirati) , essi però mostrano che su tali argomenti Gesù si è conformato alle concezioni dei suoi contemporanei.

 

Donne e religione

Il mito sociale che mette l'uomo du un piedistallo ha comportato conseguenze enormi per il modo in cui l'ebreo del Vecchio Testamento concepiva la sua religione e la praticava.Gli uomini e le donne non erano affatto eguali in materia di religione nè nell'alleanza con Dio.Alcuni fatti sorprendenti ci aiuteranno a comprendere le implicazioni di questa situazione.

La diseguaglianza cominciava fin dalla nascita.Quando nasceva un bambino,la madre era considerata ritualmente impura per un certo tempo. Se il bambino era un maschio, essa era impura per quaranta giorni; ma nel caso di una femmina per ottanta giorni (Levitico 12,1-8). Ogni primogenito maschio come 'quello che ha aperto il seno materno' doveva essere riscattato con un sacrificio speciale. Una figlia non era tenuta in conto( esodo 13,11-16). Tutti i figli maschi dovevano essere circoncisi dopo otto giorni dalla nascita. Questa era una condizione essenziale per prendere parte all'alleanza, una condizione più o meno simile al battesimo che sugella la nostra appartenenza alla Chiesa. Eppure,non esiste alcun rito di iniziazione equivalente per le donne (Genesi 17,9-14). Tutto ciò era di grande importanza per simboleggiare che Dio aveva concluso la sua alleanza con gli uomini, i 'figli di Israele'. Le donne non partecipavano che indirettamente all'alleanza, attraverso i loro padri ed i loro mariti.

In materia di religione una donna non poteva agire come persona autonoma, in modo indipendente, come un suo diritto. Un voto fatto da una donna non era valido senza l'autorizzazione di suo padre o di suo marito (Numeri 30,2-17). Le donne non potevano offrire sacrifici. Esse non andavano al tempio che per iniziativa personale non essendo sottomesse a quest'obbligo. "Tre volte l'anno , ogni maschio comparirà alla presenza del Signore Dio" (Esodo 23,17). Le disposizioni del tempio di Gerusalemme limitavano lo stesso accesso delle donne al santuario centrale. Mentre gli uomini potevano penetrare nel 'cortile d'Israele' di fronte al recinto dave si trovava l'altare degli olocausti, le donne dovevano restare dietro nel 'cortile delle donne'.

Come l'amministrazione,la guerra,la vita familiare ed il commercio, anche la religione era un dominio riservato agli uomini. Dio stesso era descritto come un uomo. I titoli sotto i quali Dio è invocato, Re, Maestro, Capo degli Eserciti,Giudice,Padre..suggeriscono sempre un'immagine maschile. I profeti potevano parlare di lui come uno sposo che tollerava l'infedeltà della sua sposa ribelle, Israele (Osea 3,1-5). L'idolatria ed il culto reso agli altri dei erano paragonati alla fornicazione ed all'adulterio. E benchè le donne potevano pregare Dio ed esserne perfino portavoce ( vedi la profetessa Debora, Giudici 4,1-9), religione e rivelazione erano essenzialmente un terreno di incontro tra Dio, l'uome e i suoi primogeniti, il maschio israelita.Lo spirito di ciò si ritrova nelle parole indirizzate da Dio a Giobbe:

"Cingiti i fianchi come un prode: io ti interrogherò e tu mi istruirai" (Giobbe 38,3; 40,7)

In questo contesto culturale appare evidente che non si poteva immaginare una donna che diventa sacerdote. La legge mosaica riservava il sacerdozio ad Aronne e ai suoi figli( Levitico 8,1-36). Era di per sè così evidente per gli ebrei che il sacerdote doveva essere un uomo che L'Antico Testamento non contiene alcun passo che esclude le donne dal sacerdozio.Quando vi si parla di sacerdoti, si tratta sempre di uomini. L'immenso abisso che separa i sacerdoti dalle donne è molto chiaramente indicato da alcuni obblighi legali per mezzo dei quali il carattere sacro del sacerdote è protetto da tutte le contaminazioni dovute al contatto con le donne. Un sacerdote doveva sposare una vergine.Non gli era permesso sposare una donna profanata dalla prostituzione o dal divorzio (Levitico 21,7-9). La donna di un sacerdote e le sue figlie potevano mangiare del suo cibo, compreso quello offerto in sacrificio (Levitico 22,13). Ma alcuni sacrifici erano sacri. Solo gli uomini potevano mangiarne (Numeri 18,8-10). Quando Davide e i suoi compagni ,ormai affamati, non altro di cui nutrirsi che 'il pane sacro' , il Gran sacerdote glielo dà con reticenza dopo molti giorni e solamente al patto che ' i giovani si siano astenuti dalle donne' (1 Samuele 21,4-6). In una tale cultura, una donna all'altare era semplicemente impensabile.

Certamente: Gesù Cristo aveva un'altra visione.Egli era diverso. Nel suo ministero, Gesù ha mostrato L'evanglista Luca vede nell'apertura di Gesù i germi di un futuro ministero femminile . Gesù Cristo ha abolito il sacerdozio dell'Antico Testamento fondato sulla razza, la famiglia ed il sesso ed ha istituito il sacerdozio universale dei fedeli . Ma non poteva scegliere una donna tra gli apostoli perchè la società contemporanea non era preparata ad una tale rivoluzione sociale.

 

Conclusioni : Gesù ha dovuto adeguarsi alle concezioni dei suoi tempi

Tutte queste leggi erano sempre in vigore ai tempi di Gesù. Tutti i dirigenti religiosi - fossero sacerdoti, scribi, farisei o rabbini - erano uomini. Se questo era il clima religioso dell'epoca, dovremmo meravigliarci che Gesù non ha chiamato che uomini tra i suoi apostoli ? In altre parole: conferire un ministero ad una donna avrebbe richiesto una rivoluzione sociale considerevole, anche più profonda di una riforma religiosa. Anche se Gesù avesse voluto rivoluzionare le strutture sociali della società nella quale viveva, è dubbio che avrebbe potuto riuscirci in così poco tempo.

Un mito sociale vecchio di numerosi secoli è talmente incrostato nel tessuto sociale e nelle idee comunemente ammesse che non può essere sdradicato, anche da un uomo-Dio, dopo tre soli anni di predicazione.Ma Gesù non ha voluto scatenare tutto in un tratto una rivoluzione sociale

Benchè i suoi insegnamenti e la sua azione redentrice contengano i principi che rendono possibile una vera eguaglianza sociale, Gesù non ha voluto scatenare una rivoluzione. Egli ha rifiutato di essere implicato nella lotta politica in vista dell'indipendenza. Egli ha accettato la discriminazione verso le donne come una realtà sociale della società nella quale viveva. E scegliendo unicamente degli uomini perchè assumessero le funzioni dirigenziali nella Chiesa, il Cristo si è semplicemente adattato ai limiti sociali che gli imponeva la società dei suoi tempi.

Che pensare dunque degli argomenti invocati dal Vaticano per illustrare la ' coraggiosa rottura con i costumi preesistenti' effettuata da Gesù ? Ecco la mia risposta .

Nei fatti Gesù ha introdotto un nuovo principio d'ordine religioso che mette le donne su un piano di parità con gli uomini nel suo Regno.Le donne, attraverso il battesimo, prendono parte al suo sacerdozio. Così ha posto le basi per l' ammissione piena delle donne al sacerdozio ministeriale.


Versione italiana di www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.


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