divieto d'insegnare?

Divieto d' insegnare ?

Estrattida INTER INSIGNIORES(15 ottobre 1976)Jean Paul II

19. Nondimeno,il divieto fatto da Paolo alle donne di « parlare » nell'assemblea (cf1 Cor 14,34-35; 2 Tm 2,12) è di natura differente. E gli esegeti neprecisano il senso così: l'Apostolo non s'oppone per nulla al diritto,che riconosce peraltro alle donne, di profetizzare nell'assemblea (cf1 Cor 11,5); la proibizione riguarda unicamente la funzione ufficiale d'insegnare nell'assemblea cristiana. Una tale prescrizione, per San Paolo, è legata al piano divino della creazione (cf 1 Cor 11,7; Gn2,18-24); difficilmente vi si potrebbe vedere l'espressione di un dato culturale. Non bisogna dimenticare, del resto, che noi dobbiamo a San Paolo uno dei testi più vigorosi del Nuovo Testamento sull'eguaglianza fondamentale dell'uomo e della donna, come figli diDio nel Cristo (cf Gai 3,28). Non c'è ragione, perciò, di accusarlo di pregiudizi ostili alle donne, quando si constata la fiducia che egliloro esprime e la collaborazione che chiede loro nel suo apostolato.

Per il testo completo vedi INTER INSIGNIORES

E stratto dal Commento della Congregazione della dottrina della Fede sulla dichiarazione Inter Insigniores:

61. Anche qui, secondo la storia dell'epoca apostolica, è evidente che laspiegazione manca di fondamento. Però, per gli Apostoli, non si dovrebbe tener conto del modo con cui anche loro condividevanoquesti pregiudizi? È così che si è accusato San Paolo di misoginia eche si trovano nelle Lettere testi sull'inferiorità della donna, che oggi sono oggetto di controversia tra gli esegeti e i teologi.

62. Due dei più celebri testi paolini sulla donna sono autentici, obisogna vedervi una interpolazione, forse anche relativamente tardiva? Anzitutto quello di 1 Cor 14,34-35. «Le donne tacciano nelleassemblee, perché non è loro permesso di parlare: siano sottomesse,invece, come dice anche la legge »: questi due versetti, che mancanoin importanti manoscritti e che non sono citati prima della fine del secondo secolo, presentano peculiarità di stile estranei a Paolo. C'èancora 1 Tim 2,11-14: « Non permetto che la donna insegni, ne chedomini sull'uomo », la cui autenticità paolina è spesso contestata,sebbene gli argomenti siano di minor valore.

63. Comunque, poco importa che questi testi siano o no autentici:essi furono abbondantemente utilizzati dai teologi per spiegare chela donna non può ricevere nè potere di magistero nè potere di giurisdizione. È soprattutto il testo della Prima a Timoteo che fornì aSan Tommaso la prova che la donna è in uno stato di sottomissione o di servizio, poichè (la spiegazione è nel testo) la donna fu creata dopo l'uomo ed essa è la prima responsabile del peccato originale.

64. Ma in Paolo vi sono altri testi,la cui autenticità è indiscutibile e che affermano che il capo della donna è l'uomo ” (1 Co 11, 3 ; cf 11, 8-12 ; Ep 5, 22, 24). Questa antropologia, in continuità con quella dei libri dell' antico Testamento,non è all'origine della convinzione di Paolo e delle Tradizione della Chiesa che le donne non possono ricevere il ministero?

65. Ora qui ricorre un punto di vista che la società moderna rifiuta categoricamente, e che molti teologi dei nostri giorni esiterebbero ad adottare senza sfumature. Notiamo però che Paolo non si pone su un piano filosofico,ma sul piano della storia biblica; e quando egli descrive, a proposito del matrimonio,il simbolismo dell'amore, egli non vede la superiorità dell'uomo come un dominio, ma come un dono che esige il sacrificio, ad immagine di Cristo.

Vedi il commento ufficiale di INTER INSIGNORES (testo in francese).



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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.