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L’atteggiamento di San Paolo verso le donne

L’atteggiamento di San Paolo verso le donne
E
stratti da INTER INSIGNIORES (15 ottobre 1976)

Regole per una interpretazione corretta della Sacra Scrittura
Il 'senso letterale'
La portata limitata
I generi letterari
Razionalizzazioni
Jean Paul II

15. Allorché costoro e Paolo uscirono dai confini del mondo giudaico predicazione del Vangelo e la vita cristiana nella civiltà greco-romana li indussero a rompere, talvolta dolorosamente, con le pratiche mosaiche. Essi avrebbero, dunque, potuto pensare, se su questo punto non fossero stati persuasi del loro dovere di fedeltà al Signore, di conferire l'ordinazione alle donne. Nel mondo ellenistico parecchi culti di divinità pagane erano affidati a sacerdotesse. I Greci,infatti, non condividevano le concezioni dei Giudei: benché alcuni filosofi abbiano professato l'inferiorità della donna, gli storici sottolineano, tuttavia, l'esistenza di un certo movimento per la promozione femminile durante il periodo imperiale. Di fatto, constatiamo dal libro degli Atti degli Apostoli e dalle Lettere di San Paolo che alcune donne collaborano con l'Apostolo per il Vangelo (cf Rm 16,3-12; Fil 4,3); egli ne enumera i nomi con compiacimento nelle formule finali di saluto delle sue Lettere. Talune esercitano spesso un influsso di non lieve importanza sulle conversioni: Priscilla, Lidia ed altre; Priscilla soprattutto, la quale si è assunta l'impegno di completare la formazione di Apollo (cf At 18,26); Febe che è a servizio della Chiesa di Cenere (cf Rm 16,1). Tutti questi fatti manifestano nella Chiesa apostolica una notevole evoluzione nei confronti dei costumi del giudaismo. Ciononostante, non è stata, in nessun momento, posta la questione di conferire l'Ordinazione a queste donne.

16. Nelle Lettere paoline autorevoli esegeti hanno notato una differenza tra due formule, usate dall'Apostolo: egli scrive indistintamente « miei collaboratori » (Rm 16,3; Ftl 4,2-3) a proposito degli uomini e delle donne, che in un modo o nell'altro l'aiutano nel suo apostolato; ma riserva il titolo di « cooperatori di Dio » (1 Cor 3,9; cf 1 Ts 3,2) ad Apollo, a Timoteo e a se stesso, Paolo, così designati perché sono direttamente consacrati al ministero apostolico, alla predicazione della Parola di Dio. Nonostante il loro ruolo così importante al momento della Resurrezione, la collaborazione delle donne non giunge, per San Paolo, fino all'esercizio dell'annuncio ufficiale e pubblico del messaggio, che resta nella linea esclusiva della missione apostolica.

Per il testo completo vedi INTER INSIGNIORES

E stratto dal Commento della Congregazione della dottrina della Fede sulla dichiarazione Inter Insigniores:

 

54. È vero che la mentalità giudaica non accordava grande valore alla testimonianza delle donne, come dimostra il diritto ebraico. Ma si deve notare tuttavia che il libro degli Atti e le Lettere di San Paolo sottolineano il ruolo esercitato da alcune dorme nell'evangelizzazione e nella formazione personale dei convertiti.

55. Ora gli Apostoli sono stati indotti a prendere una decisione rivoluzionaria, allorché han dovuto superare il cerchio di una comunità di giudei e affrontare l'evangelizzazione dei Gentili: la rottura con le osservanze mosaiche non avvenne senza provocare lacerazioni: Paolo non si fece scrupolo di prendere uno dei suoi collaboratori, Tito, tra i convertiti dal paganesimo (Ga 2, 3).

56. Se si deve cercare l'espressione più vistosa del cambiamento che impose il Vangelo alle mentalità dei PRITI cristiani, la si troverà giustamente nella Lettera ai Galati: « Quanti siete stati battezzati in Cristo, di Cristo vi siete rivestiti. Non c' e più nè giudeo né gentile, non c'e piu né schiavo, né libero, non c'è più né maschio né femmina, voi siete uno solo in Cristo Gesù» (Ga 3, 27-28).

57. Tuttavia gli Apostoli non affidarono il ministero propriamente apostolico a donne, sebbene la civiltà ellenistica non avesse, nei riguardi di esse, gli stessi pregiudizi del giudaismo; quindi, si tratta di ministero di un altro ordine, come del resto lascia forse intravedere il vocabolario Paolino, in cui sembra si affermi la differenza tra synergoi mou e Theou synergoi(41).

Note 41. I. DE LA POTTERIE, Titres missionnaires du chrétien dans le Nouveau Testament. (Relazione della XXXI settimana di Missiologia), , 1966, Paris, Desclée de Brouwer, 1966, pp. 29-46 ; cf. pp. 44-45.)

58. Bisogna ripetere che i testi del Nuovo Testamento non danno sempre neppure su punti tanto importanti quali i Sacramenti - tutta la luce che si desidererebbe trovarvi. Se non si vuole ammette- re il valore delle tradizioni non scritte, a volte è difficile trovare nel la Scrittura indicazioni molto esplicite della volontà, di Cristo. Ma di fronte all'atteggiamento di Gesù e alla prassi degli Apostoli, quali si riscontrano nei Vangeli, negli Atti e nelle Lettere, la Chiesa non si è ritenuta autorizzata ad ammettere donne all'ordinazione sacerdotale.

Vedi il commento ufficiale di INTER INSIGNORES (testo in francese).

Molto links all'interno delle pagine sono in via di traduzione. Possono essere lette nella versione originale in inglese o in francese.

Per vedere il tema dell'ordinazione delle donne,
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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.