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tradizione dinamica

Nella Chiesa , la vera Tradizione è dinamica e si arricchisce di continuo

Interpretazione corretta della Tradizione
* tradizione scritturale
* tradizione ‘dinamica’
* tradizione ‘latente’
* tradizione ‘matura’

“Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio.”

Dei Verbum, Costituzione dogmatica ” n° 8, in Vaticano II - I dodici documenti conciliari . Ed. Fides, 2a edizione , Parigi e Montréal 1967, p. 106. Qui il capitolo completo

La vera Tradizione non è affatto statica Essa si sviluppa, non nel senso che va a differenziarsi sostanzialmente dall'ispirazione iniziale ricevuta da Gesù e dagli apostoli, ma piuttosto perchè numerose delle sue implicazioni latenti vengono a poco a poco comprese con l'aiuto delle Spirito Santo.

“ In ciò che riguarda la sostanza, la fede non si sviluppa nel corso del tempo, poichè qualunque cosa è stata creduta in seguito , questa era già contenuta fin dall'inizio nella fede dei primi padri. Nondimeno, se si considerano le sue applicazioni, il numero degli articoli di fede si è accresciuto poichè noi, moderni, crediamo esplicitamente ciò che esse credevano implicitamente. "

San Tommaso d'Aquino (1225-1274), Summa Theologica, 2-2, 2,7

Noi percorreremo tre tappe :

La dottrina si sviluppa

Inter-pretazione corretta della Tradizione
* tradizione scritturale
* tradizione ‘dinamica’
* tradizione ‘latente’
* traditione ‘matura’

Dopo i primi tempi, la Chiesa ha compreso che la fede cristiana non è statica , anche se essa si fonda su un nocciolo intangibile di verità rivelate. Essa è soggetta ad un progresso costante. Il testo patristico classico riguardante questa sviluppo rimonta a San Vincenzo di Lérins (434) che ha insistito contemporaneamente sulla fedeltà a quanto ricevuto e su una comprensione più approfondita.

“ Ma, si dirà, la religione nella Chiesa di Cristo non è aperta ad alcun progresso ? Al contrario, deve esserci progresso, un progresso considerevole. Chi sarebbe così ostile all'umanità e a Dio da opporvisi? Tuttavia una riserva deve essere fatta : questi progresso deve costituire un reale progresso nella fede , e non un' alterazione : La caratteristica di questo progresso è che ciascun elemento si sviluppa restando se stesso , mentre la caratteristica dell'alterazione è che una cosa si trasforma in un'altra cosa. Di conseguenza lasciamo la riflessione , la conoscenza e la saggezza, così degli individui che della comunità e della Chiesa intera si amplifichino e progrediscano , secondo le età ed i secoli, ma a condizione che sia salvaguardata la loro particolare natura, vale a dire nel medesimo insegnamento, lo stesso senso e lo stesso pensiero.”

Vincenzo di Lérins, Commonitorium, c. 23. L'ultimo passo è stato citato durante il Concilio Vaticano II, durante la sessione III , c. 4 (Denzinger, 1800).

Il progresso " nello stesso senso e nello stesso pensiero " può semplicemente consistere nello sviluppo di un'idea che era già presente. Ad esempio il dogma di Nicea ( il Figlio " consustanziale " al padre, una parola che non si trova nella Scrittuira) chiarifica il contenuto di un'idea già menzionata esplicitamente nella Bibbia. La stessa cosa è vera per il dogma della presenza reale del Cristo nell'Eucaristia, per la quale il termine "transustanzazione " è stato dichiarato particolarmente adeguato . . Progresso " nello stesso senso e nello stesso pensiero ” può anche consistere nello sviluppo di aspetti latenti di un'idea accettata o di una realtà nella quale si crede. Il dogma dell'Immacolata Concezione ad esempio, e quello dell'Assunzione del corpo di Maria, Madre di Dio, potevano difficilmente essere presentati come la semplice esplicazione di un'affermazione chiara della Rivelazione, presente esplicitamente nella Scrittura. E pertanto questi dogmi sono stati fortemente legati alla Rivelazione grazie a quella che si chiama l'analogia di fede.

Oltre ai documenti scritti, la Chiesa possiede altre fonti. Essa ha l'esperienza della realtà cristiana che si svolge in permanenza nel suo seno , motivata e diretta dallo Spirito Santo , è quella che si chiama talvolta “l’Évangelo del cuore ”. La “Tradizione”, se la si comprende bene, è precisamente il luogo in cui si realizza la sintesi tra la trasmissione storica e l'esperienza presente che, unificate, generano, nel presente ed in preparazione dell'avvenire , una conoscenza approfondita della realtà cristiana che trascende il testo dei documenti del passato.La tradizione non è semplicemente memoria, è l'esperienza e la presenza attuale. Essa non è puramente conservatrice, ma in un certo senso, creativa. Dopo diciannove secoli d'esistenza, essa presenta un certo valore aggiunto in rapporto alle sue dichiarazioni iniziali, almeno nella misura in cui non possiamo dedurle dai documenti che sono a nostra disposizione. In ciò che concerne questi aspetti di arricchimento, la Tradizione di un passato più o meno lontano ha preparato la Tradizione d'oggi, ed essa a sua volta prepara la Tradizione di un avvenire più o meno distante. Giocando realmente il ruolo di canale, poichè non è inerte ma vivente, essa in certa misura è come una sorgente. Nutrendo il tessuto del corpo, il sangue è rigenerato nelle arterie che lo trasportano. La Tradizione è un'arteria vivente che riceve un surplus della vita che trasmette, proprio mentre la trasmette.

Maurice Blondel (1861 - 1949) lo spiega così :

• “La Tradizione non è solamente un sostituto orale dell'insegnamento scritto; essa ha la sua ragion d'essere anche in materia dove ha parlato la Scrittura ; è la progressiva comprensione delle ricchezze possedute fin dalle origini del cristianesimo, conservate e di cui si è tratto profitto in uno spirito cristiano, e trasformate grazie alla riflessione da qualcosa di vissuto implicitamente in qualcosa di conosciuto esplicitamente.”

• “La Tradizione porta alla superficie della coscienza degli elementi prima imprigionati nelle profondità della fede e della sua pratica, invece che espressi, spiegati e sottomessi alla ragione. Così questa forza che protegge e conserva è egualmente una forza che istruisce e fa progredire. Guardando amorevolmente verso il passato , là dove il tesoro è incastonato, la Tradizione progredisce verso l'avvenire, dove è la sua gloria e la sua vittoria. .”

• “Anche in seno alle sue scoperte, essa ha l'umile sentire di scoprire ciò che essa possiede già. Essa non ha alcun bisogno d'innovazione poichè possiede il suo Dio ed il suo tutto; ma il suo compito permanente è quello di fornirci un insegnamento rinnovato, poichè essa trasforma qualcosa di vissuto implicitamente in qualcosa di conosciuto esplicitamente.”

• “Chiunque vive e pensa in modo cristiano lavora nei fatti per la Tradizione, si tratti del santo che che perpetua la presenza di Gesù presso di noi, dello studioso che risalga alle origini della Rivelazione , o del filosofo intento ad aprire un cammino verso l'avvenire e che assicura la produzione permanente dello Spirito di rinnovamento. E questa attività,suddivisa tra membra diverse, contribuisce alla santità del corpo, sotto la direzione della sua testa, che, forte della coscienza di ricevere l'assistenza divina,coordina i suoi progressi e li incoraggia .”

Maurice Blondel, “Histoire et Dogme : les lacunes de l’exégèse moderne” in La Quinzaine 56 (gennaio-febbraior 1904), pp. 145-167, 349-373, 433-458.

Yves Congar parla dell'arricchimento della Tradizione in termini di "interesse che arricchisce il capitale" , un complemento nella conoscenza dell'amore di Dio, un 'arricchimento della fede.

“La Tradizione, nel suo percorso storico, è molto più sviluppo che memoria e conservazione. Di modo che,per così dire, essa, nel corso dei secoli, guadagna un interesse che va ad aumentare il suo capitale di partenza. Benchè viva in un'epoca successiva, ciò che ricevo è sempre l'eredità apostolica " la fede che è stata trasmessa ai santi in modo definitivo" (Giud,3), ma che è vissuta dentro e per la Chiesa, nella comunione dei santi. Essa ci è stata trasmessa, ma ci chiede anche, con tutti i santi " di comprendere quali sono la sua larghezza, la lunghezza, la sua altezza, la sua profondità e di conoscere l'amore del Cristo che oltrepassa ogni conoscenza affinchè siate colmati sino a ricevere tutta la pienezza di Dio" (Ef. 3, 18-19). Io posso vivere oggi la relazione religiosa, nella forma che gli ha dato Gesù Cristo una volta per tutte, ma anche nel modo con cui ci è stata presentata , ed in alcuni aspetti arricchita, per essere stata vissuta, meditata ed espressa dalle generazioni di credenti abilitati e vivificati dallo Spirito della Pentecoste “ The Meaning of Tradition , Hawthorne, New York 164, p. 114.

Alcune tra le migliori descrizioni dello sviluppo dinamico della Tradizione sono state scritte dal cardinale John Henry Newman. Ecco alcuni estratti del suo classico An essay on the Development of Christian Doctrine (Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana ) (1845), edizione pubblicata da Notre Dame Press, 1989.

• “Essendo ammesso che nel corso del 1800 vi sono state numerose ed importanti variazioni nella sua dottrina , esse, sottoposte ad esame, si riveleranno ... seguire una legge, ed in armonia e sotto una spinta definita, ed in analogia con le rivelazioni della scrittura, le quali ... costituiscono un argomento in loro favore , a testimonianza di una Provvidenza che si prende cura di tutto e di una grande Disegno” (pp. vii-viii).

• “Un principio costituisce il miglior test sia dell'eresia che della dottrina. Gli eretici sono esatti nei loro principi, ma cambiano le loro opinioni, vanno e vengono, in avanti e all'indietro;dottrine molto contrastanti possono servire d'esempio del medesimo principio.. . “ (pp. 181-182, part. 2, cap 5, sezione 2, n° 3).

• “Diventa necessario (...) specificare alcune caratteristiche che devono rispettare gli sviluppi che restano fedeli (...) la cui presenza serve da test per stabilire una discriminazione tra di essi e le corruzioni della fede (...) . Mi avventuro a indicare sette note (...) eccole : non c'è alcuna corruzione se ci si attiene ad uno e solo tipo, gli stessi principi, la stessa organizzazione; se gli inizi anticipano le fasi seguenti; se il fenomeno successivo protegge e conforta quello che lo precede; se ha un potere di assimilazione e di rinnovamento, ed una azione vigorosa dall'inizio alla fine .” (pp. 170-171, parte 2, cap 5, n° 2, 4).

La Tradizione dinamica è tutta la verità e tutto quello che si rapporta a Cristo, preservata da tutta la Chiesa

Cos'è la Tradizione ?

• E' avere il senso di ciò che siamo in quanto popolo di Dio, il senso che Dio ci ha rivelato, che scopriamo nella vita, il culto e l'insegnamento della comunità cristiana che è la Chiesa lungo i secoli e nel mondo.

• “Tutta la verità e la realtà comunicata dalle origini da Cristo e dagli apostoli e proposta dalla Chiesa intera nella pienezza della sua esistenza e della sua azione ” (Walter J. Burghardt, Christian Tradition,, New York, 1984).

• “La Tradizione normativa .... è una forza vivente le cui espressioni contingenti possono cambiare “ (Robert Taft, “The Frequency of the Eucharist througout History” Concilium 152 (1982), 21).

• “Per il Concilio Vaticano II, è qualcosa di dinamico, di non statico, una conoscenza scoperta attraverso la vita, il pensiero, le preghiere ed il culto della comunità cristiana. Essa è fatta di progresso, di arricchimento e di cambiamento. I cattolici non possono più accettare il detto di Vincenzo di Lérins nel 5° secolo secondo il quale : “ ciò che è cattolico è ciò che è stato creduto dovunque, sempre e da tutti .” (Commonitorium II : 3). Questo atteggiamento di spirito filosoficamente "sostanzialista" non è più accettabile oggi. Esso dava un'immagine della Chiesa immutabile e che non ammetteva altro che cambiamenti esteriori, accidentali nel corso della sua evoluzione nei tempi. La “Tradizione”, secondo questa concezione , è un tesoro segreto da cui si traggono delle proposizioni che vengono enunciate d'autorità .. Le cose non sono più viste in quest'ottica. (James Hennesey, “Searching for Tradition” , in Catholic Southwest, 1992). Leggete l’articolo completo .

La Chiesa è una realtà cangiante che prende forme differenti e colori diversi in funzione della domanda, variabile a seconda dei luoghi e dell'epoca , incluso, come ha indicato il grande teologo francese , il domenicano “l’unico contenuto della fede che si diversifica e si esprime nei diversi contesti culturali ”. Congar ha pure sottolineato che questo approccio storico per comprendere la Chiesa è stato messo in rilievo dal modo con cui il Concilio ha descritto la comunità cristiana come "popolo di Dio ” (Yves Congar, “L’histoire de l’Église, branche de la théologie”), Concilium 57 (1970), 87).

Perchè la Tradizione sia vera , essa deve essere "vissuta nella Chiesa" . In altri termini, essa ha bisogno di fondarsi sul sensus fidelium, un senso di fede naturale e spontaneo da parte dei fedeli .

Questo “sensus fidelium” è un criterio che permette di conoscere il valore di una dottrina che si elabora

Questa parte è estratta da “Tradition and authoritative reasoning : a nonfoundationalist perspective” di John E.Thiel , Theological Studies 56 (1995) pp. 627-651.Qui il testo completo .

Secondo il Concilio Vaticano II " L'assemblea dei fedeli che hanno ricevuto l'unzione del Santo non può sbagliare nella fede" . Questa convinzione infallibile si manifesta attraverso un " senso soprannaturale della fede comune a tutto il popolo, che .. fa comprendere il suo accordo universale nel campo della fede e della morale” (Lumen Gentium n° 12).

Il sensus fidei non è una convinzione autosufficiente che può essere isolata dalle altre dimensioni della vita e della pratica ecclesiale , ivi compreso il ruolo d'insegnamento della gerarchia. In effetti, il senso infallibile della fede è guidato dal magistero , che poggia il suo insegnamento per preservare la verità.

Tuttavia , allo stesso tempo, il senso della fede è la fede del " popolo di Dio" ,... dai vescovi fino all'ultimo dei fedeli laici ” (Lumen Gentium n° 12) e non può semplicemente ridursi all'insegnamento del suo magistero.

L’insegnamento del magistero che non ha ricevuto l'adesione di una gran parte dei fedeli e che non è stato tradotto nella pratica da essi offre un criterio sicuro , anche se incompleto , per giudicare quando una dottrina subisce uno sviluppo importante.

Questo criterio non è privo di ambiguità. I risultati delle ricerche sociologiche possono portare un aiuto nell'indicare quale insegnamento non è stato accettato dai fedeli ma i risultati dei sondaggi da soli non possono consentire di definire in quale misura tale insegnamento è stato accettato o no. Inoltre, resta la questione teologica di sapere come intendere il riferimento di Lumen Gentium alla " assemblea dei fedeli " che detiene l'infallibilità .

Questa frase si riferisce ai battezzati , ai praticanti , o piuttosto si riferisce a coloro che posseggono effettivamente il senso infallibile della fede , benchè sia difficile determinare le loro caratteristiche ed il loro numero?. Questa questione sottolinea le difficoltà insite che riguardano i criteri dell'accoglienza dottrinale. Benchè si possa fare appello ai dati socio-scientifici per misurare l'accettazione della dottrina nella Chiesa , si deve alla fine rimettersi al senso della fede medesimo per giudicare se la dottrina è stata recepita dai fedeli , che a loro volta valuteranno la legittimità di questa analisi. Evidentemente, definire fedeli infallibili coloro che accettano tutti gli insegnamenti del magistero sulla fede e sulla pratica equivale a confondere erroneamente l'infallibilità della Chiesa con l'obbedienza al magistero in ogni momento della storia , ed ignora anche la dinamica delle evoluzioni dottrinali ed il fatto che la Tradizione si evolve anche sensibilmente. Il criterio dell'accettazione , di conseguenza, resta ambiguo più per sua natura che per cattiva applicazione..

Questa ambiguità può essere un pò addolcita con l'aiuto di due criteri supplementari. Un secondo criterio per giudicare una importante evoluzione in atto è che il magistero invochi anche un argomento teologico nella presentazione del suo insegnamento.La pratica del magistero di difendere le sue tesi con l'aiuto di un argomento teologico o di presentare la sua tesi aiutandosi con tale argomento si ritrova ben presto nella Tradizione come nella lettera a Flaviano di papa Leone il Grande sulla persona del Cristo datata nel 5° secolo (FN7) oppure più di recente in una enciclica di Paolo VI (Humanae Vitae) e nella istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede (Inter Insigniores). Il ricorso del magistero a tale argomentazione per trasmettere un insegnamento autentico non è necessariamente una indicazione del suo carattere di non -infallibilità come testimonia il testo di Leone il Grande, che ebbe una grande influenza sul decreto di Calcedonia ( sulle due nature di Cristo) . Ma il ricorso ad un' argomentazione teologica nell'insegnamento del magistero è un criterio sicuro per stabilire che la dottrina insegnata è in uno stadio di sviluppo che suggerisce esso stesso il bisogno del supporto di un altro argomento.

Esistono tre motivi di questo bisogno a sostegno di una nuova argomentazione che possiamo chiamare rispettivamente la ragione circostanziale, la ragione logica e la ragione retorica. Innanzitutto , una argomentazione è ritenuta necessaria quando la tesi sostenuta si confronta con cambiamenti culturali per cui la semplice ripetizione della dottrina tradizionale non è più sufficiente. L'argomentazione serve dunque come mezzo per trovare un legame tra l'insegnamento tradizionale e situazioni, questioni e problemi radicalmente nuovi. In secondo luogo, una argomentazione è ritenuta necessaria poichè l'insegnamento che si vuol far passare richiede una applicazione particolare e convincentedei fondamenti della Tradizione , applicazione che rappresenta una evoluzione di una dottrina conseguente, benchè non faccia necessariamente meno testo .

La logica ( che qui obbedisce alle sue regole tradizionali ! ) si mette a servizio del magistero dimostrando il carattere razionale di questa applicazione , mostrando come la conclusione presentata nel suo insegnamento deriva la sua autorità da una premessa principale ( il credo fondamentale) modificata a giusto titolo dal suo termine secondario ( i cambiamenti culturali) (FN9). In terzo luogo, una argomentazione è ritenuta necessaria perchè l'unanimità nella Chiesa riguardo alla dottrina in questione fa difetto. L'argomentazione qui persegue l'obiettivo retorico , quello cioè di convincere.

Questi due primi criteri di una importante evoluzione, quando li si considera insieme ( insegnamento magisteriale che si ritiene essere largamente accettato dai fedeli e che presenta il suo insegnamento con l'aiuto di una argomentazione teologica) costituiscono una buona indicazione per individuare una dottrina che è evidentemente in piena evoluzione.

Un terzo criterio può essere considerato, inoltre, per individuare una evoluzione che è più che probabilmente considerevole. Questo criterio, complementare ai primi due , è che l'argomento teologico col cui aiuto l'insegnamento magisteriale è sostenuto e trasmesso non si rivela convincente per una grande parte dei teologi cattolici .Se, nel quadro di nuove circostanze, il magistero conforta o trasmette il suo insegnamento attraverso una applicazione delle convinzioni fondamentali al fine di persuadere i fedeli che tendono a rigettarlo , e l'argomentazione non convince una gran parte di coloro che , nella Chiesa, hanno familiarità con la Tradizione alla quale essa fa riferimento e che sono in grado di valutare la compatibilità dell'applicazione argomentata nelle circostanze presenti,allora più grande è la probabilità che una tale insegnamento stia evolvendosi fortemente.

In una tale eventualità, una evoluzione importante può essere incoraggiata grazie ai teologi che criticano l'insegnamento attuale, mostrando come e perchè l'argomentazione dottrinale avanzata non giustifica affatto l'insegnamento proposto o offrendo altre argomentazioni che propongono un'altra soluzione tenendo conto sia delle convinzioni tradizionali che delle convinzioni attuali di molti nella Chiesa.

Il principio applicato a INTER INSIGNIORES

Inter Insignores, che presenta una esposizione della pratica lungamente stabilita nella Chiesa di riservare l'ordinazione sacerdotale agli uomini...non sembra essere stata largamente accettata dai fedeli. Infatti, alcune indicazioni di tipo sociologico mostrano che l'accettabilità della ordinazione delle donne si è considerevolmente accresciuta presso i cattolici negli anni successivi alla pubblicazione di questo documento. Ad esempio ( e ciò è tipico dei paesi del Nord America e dell'Europa Occidentale) , un sondaggio Gallup del 1977 rivelò che il 41 % di cattolici americani erano a favore dell'ordinazione delle donne, statistica che è passata al 63 % nel 1993.

Il sondaggio Gallup del 1993 indica che il 33 % dei cattolici interrogati sono "fortemente d'accordo" e il 30% "moderatamente d'accordo" che sarebbe "una buona cosa che le donne fossero autorizzate a diventare sacerdoti" (The Gallup Poll : Public Opinion 1993 144). Nel 1944, un sondaggio organizzato da New York Times e CBS News stabilì che il 59% dei cattolici americani erano favorevoli alla ordinazione delle donne (The New York Times [1 giugno 1994] B8).

Come notato sopra , bisogna guardarsi dal ridurre il eensus fidei al risultato dei sondaggi e doppiamente guardarsi dal considerare le convinzioni dei cattolici di alcuni paesi come quelle della Chiesa intera. Rimane tuttavia che l'accrescimento del numero di coloro che sostengono l'ordinazione delle donne è sorprendente, e ciò basta per constatare che l'insegnamento della Chiesa in proposito non è stato largamente accettato dai fedeli. Le spiegazioni più probabili di questo aumento dei favorevoli all'ordinazione delle donne sono la presa di coscienza delle ingiustizie commesse nei loro riguardi nelle società tradizionali, la forza dei movimenti per i diritti delle donne e l'aumento dell'influenza delle donne nelle strutture sociali e nell'esercizio di responsabilità tradizionalmente riservate agli uomini. Inoltre, non si può sottostimare completamente l'influenza delle argomentazioni avanzate nel documento sulla mancanza di ricezione di tale documento accresciuta tra i fedeli durante questo periodo.

Noi troviamo nella Inter Insigniores le tre ragioni, circostanziale, logica e retorica per sostenere le argomentazioni nella promulgazione dell'insegnamento del magistero . L'ordinazione riservata esclusivamente agli uomini è, dopo tutto, una pratica che risale, sotto una certa forma, al primo secolo della Chiesa. Il bisogno di giustificare una tale pratica antica deriva da circostanze nuove e ci si appella a delle motivazioni per opporsi alla messa in causa della Tradizione. I primi paragrafi del documento descrivono le nuove circostanze come il riconoscimento contemporaneo dell'eguaglianza dei diritti delle donne, una più larga partecipazione delle donne nell'apostolato, l'ammissione al pastorato in alcune Chiese protestanti e gli argomenti avanzati dai teologi cattolici in favore dell'ordinazione delle donne al sacerdozio. Nella Inter Insigniores, l'appello alla logica è ritenuto necessario per adattare le convinzioni fondamentali alle nuove circostanze .

Vi sono in questo documento molti argomenti di minor peso che servono a rifiutare i motivi in favore dell'ordinazione delle donne fondati sulla Scrittura e sulla Tradizione. Il documento nota en passant che " l'influenza innegabile dei pregiudizi sfavorevoli alle donne " negli scritti dei Padri della Chiesa “non ha avuto alcuna influenza sulla loro azione pastorale ed ancora meno sulla loro direzione spirituale”. Più avanti, l'argomento concernente " le origini" fa osservare che " Gesù non ha chiamato alcuna donna a far parte dei Dodici" , sebbene " il suo atteggiamento nei riguardi delle donne contrasta singolarmente con quello del suo ambiente e segna una rottura volontaria e coraggiosa " con i costumi del suo tempo . Inoltre , gli apostoli non hanno considerato candidature femminili per completare i Dodici dopo la Pentecoste, benchè Maria occupasse un posto privilegiato nel loro gruppo. Nè Paolo ha ritenuto di conferire l' ordinazione alle donne.

Nel documento, per quanto importanti siano tali argomenti riguardanti "le origini" , che difendono la continuità della pratica ecclesiale e che contrastano gli argomenti opposti in favore del cambiamento , essi sono secondari in rapporto a quello che chiameremo " della rappresentazione ". Benchè Inter Insigniores indichi che il suo ragionamento " della rappresentazione" vuole " chiarire questa dottrina mediante l'analogia della fede" e non " apportarvi una argomentazione dimostrativa" ,la maniera con cui le sue premesse conducono alla conclusione sembra derivare dalla semplice deduzione.La premessa principale dell'argomentazione è "l'insegnamento costante della Chiesa" secondo il quale " il vescovo o il sacerdote , nell'esercizio del suo ministero, non agisce in nome proprio, in persona propria : egli rappresenta il Cristo che agisce per mezzo di lui ...” Nel suo ministero, dunque, il sacerdote , " agisce non solo per l'efficacia conferitagli da Cristo, ma agisce in persona Christi”. Questa premessa principale è rinforzata dalla premessa secondaria per la quale l'incarnazione del Verbo " è avvenuta secondo" il sesso maschile" , fatto questo che non implica affatto una superiorità dell'uomo sulla donna ma indica un'armonia nel piano della salvezza rivelata da Dio e simbolicamente importante per l'economia della Rivelazione .

Il ricorso alla logica giunge alla conclusione di questa dottrina per la quale le donne non possono essere sacerdoti perchè, essendo di sesso femminile, non possono agire come ministri in persona Christi poichè il Salvatore era di sesso maschile. Tale premessa secondaria guarda ai cambiamenti culturali contemporanei per i quali la sensibilità femminista non presupporrebbe più che una concezione metafisiche come persona coincida intrinsecamente col maschio o insisterebbero oltre sul fatto che tali concezione supera le prevenzioni sociali (o ecclesiali) solo quando la si intende in maniera sessualmente inclusiva. La retorica dell'argomentazione mostra che si è tenuto conto delle rivendicazioni di queste sensibilità e del bisogno di convincere coloro che pensano che non si può ammettere la posizione tradizionale -fino al punto che il documento anticipa e rifiuta i contro-argomenti concernenti l'importanza centrale che esso dà alla mascolinità di Cristo . Come abbiamo già visto nel caso della Humane Vitae,sono tanti i teologi che hanno trovato l'argomentazione della Inter Insigniores contestabile che dimostrare la sua debolezza diviene un compito superfluo.

I due insegnamenti , Humane Vitae e Inter Insigniores nel sembrare adeguarsi bene al nostro criterio indicano di una dottrina in forte evoluzione , innanzitutto perchè non sono state largamente accettati dai fedeli , ed ancora di più perchè essi presentano la dottrina con argomenti che non si sono rivelati convincenti per la maggior parte di coloro che a, nella Chiesa, si dedicano professionalmente al compito di esplicitare la fede.

Modi di valutare :

“I cambiamenti della dottrina della Chiesa che si sono realmente prodotti nel corso della storia mostrano che una tradizione può mantenersi saldamente fino a che dei progressi culturali o delle conoscenze profane obbligano la Chiesa a riconsiderare la questione sotto un nuovo punto di vista . Grazie ad un riesame della tradizione sotto una luce nuova la Chiesa è stata talvolta indotta a constatare che le ragioni che essa aveva per mantenere alcune posizioni non erano ragioni decisive. ”

“Nessuno potrà smentire il fatto che numerose ragioni avanzate nel passato per giustificare l'esclusione delle donne dal sacerdozio sono tali che ci si sentirebbe molto imbarazzati nel dover difenderle al giorno d'oggi .Non c'è dubbio che ragioni migliori di quelle sono state fornite nei recenti documenti della Santa Sede. Nel mio animo rimane la questione di sapere se sia un fatto certo che i vescovi cattolici siano così convinti da queste ragioni come sembra evidente al papa Giovanni Paolo II e che, esercitando il ruolo di giudici ed insegnanti della fede , essi siano davvero unanimi nell'insegnare che l'esclusione delle donne dal sacerdozio sia una verità rivelata alla quale tutti i cattolici sono tenuti ad aderire.”

Francis A. Sullivan, “Guideposts from Catholic tradition. Infaillibility doctrine invoked in statement against ordination by Congregation for the Doctrine of the Faith” (Guida alla Tradizione cattolica. La dottrina dell'infallibilità invocata nella dichiarazione contro l'ordinazione della Congregazione della Dottrina dell Fede "), America 173 (9 dicembre 1995) pp. 5-6. Prima del suo ritiro nel 1992, Sullivan è stato professore di ecclesiologia all'Università Gregoriana di Roma per 36 anni . E' autore di Magisterium : Teaching Authority in the Catholic Church (Paoline , 1983) e di Creative Fidelity : Weighting et Interpreting Church Documents (Paoline, 1996).

Conclusione

La Tradizione della Chiesa non è statica. Essa si sviluppa. Si arricchisce d'intuizioni nuove e di nuove esperienze spirituali La Tradizione rifiuta dunque le interpretazioni sbagliate e riscopre ciò che si trovava nascosto nel seno del tesoro della fede. Questa evoluzione della comprensione della verità è mossa dall'attività incessante dello Spirito Santo.

Cristo ha Escluso le Donne dal Sacerdozio?’ - titolo di un libro classico.
Trovate qui la traduzione italiana completa!

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