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Interpretazione corretta della
Tradizione

* tradizione scritturale
* tradizione
dinamica
* tradizione latente
* tradizione matura
Così Dio, il quale ha parlato in passato non cessa di parlare con
la sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la
viva voce dell'Evangelo risuona nella Chiesa e per mezzo di questa nel mondo,
introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola
di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col 3,16).
Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con
l'assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle
cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei
credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la
intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali,
sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno
ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso
dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina,
finché in essa vengano a compimento le parole di Dio..
Dei Verbum. Constitution dogmatique sur la
Révélation divine, n 8, in Vatican II - Les seize
documents conciliaires, éd. Fides 1967, p. 106.
Cliccate qui!.
Nell'esperienza che la Chiesa ha della sua tradizione,
è apparso chiaro che sono potute sorgere delle incomprensioni e che sono
stati pronunciati giudizi erronei. In alcuni periodi della storia della Chiesa
, molti non hanno potuto comprendere la vera Tradizione o causa di errati
ragionamenti o perchè concentrati in una realtà
forviante.
Perchè appartenga alla vera Tradizione, una
dottrina deve essere matura. Ciò vuol dire che coloro chi
portavano la Tradizione hanno devuto conoscere bene il problema e le questioni
che sono in gioco.
In
The Survival of Dogma (La sopravvivenza del dogma" ), Avery
Dulles enuncia il seguente principio : Nessuna decisione del passato
ha risolto un problema che non fosse stato posto in quel tempo . Ad
esempio, il fatto che Paolo, citato al Concilio di Trento, afferma che Adamo
fosse un individuo particolare (vedi Romani 5, 12-21) non può essere
utilizzato per rifiutare l'idea di poligenismo ,sorta dalla scienza moderna ;
la questione allora non si poneva. Generalizzando , quando le
condizioni di una qualsivoglia questione cambiano materialmente, ci si trova
davanti ad una nuova problematica che non può trovare una risposta
adeguata appellandosi alle autorità del passato .
Come
papa Pio XII ha dichiarato in Divino Afflante Spiritu (1943) : Vi
sono molte questioni, in particolare storiche ,che non sono state
sufficientemente sviluppate o per lo meno non lo sono state del tutto
poichè i commentatori dei secoli passati erano quasi del tutto privi
delle informazioni necessarie per risolverle".
Illustreremo questo principio in quattro fasi :
La vérità come sorgente della
Tradizione
Nella
Costituzione dogmatica sulla Rivelazione del Vaticano II si afferma che il
progresso in materia di comprensione della Tradizione avviene per diverse
strade:
attraverso la contemplazione e lo studio dei fedeli che meditano queste
cose nel loro animo [= la ricerca della verità, a titolo privato, dei
credenti] ;
attraverso il senso della realtà spirituale che provano nel loro
intimo [= il sensus fidei] ;
attraverso la predicazione di coloro che hanno ricevuto, per mezzo della
successione apostolica , una carisma assicurato dalla verità [= il
potere di insegnare].
Il
Concilio dichiara che, grazie alla combinazione di questi fattori, la Chiesa
giungerà finalmente alla 'pienezza' della verità, affinchè
finalmente le parole di Dio giungano al loro compimento.
Il
principio importante è che, a fianco della sorgente principale "
Scrittura e Tradizione" , esiste un'altra sorgente, vala a dire : la
verità ci viene, nel corso del tempo, grazie ad altri mezzi.
Questo
principio è stato conosciuto nel corso della storia della Chiesa sotto
il nome di auctoritas dopo la Scrittura e la Tradizione . Si trova
presso l' Ambrosiaster sotto questa
forma : Tutto ciò che è vero proviene dallo Spirito
Santo, chiunque lo esprima. Ne consegue che la verità deve
essere presa sul serio qualunque sia la sorgente dalla quale proviene , e per
quanto possa essere difficoltoso provare ciò che è vero. Una tale
verità può essere trovata grazie a nuove scoperte scientifiche,
attraverso l'esperienza spirituale dei non cristiani, con l'aiuto della
saggezza dei filosofi, ecc. . (Vedi Yves Congar, Tradition and
Traditions, Burn and Oates, Londra 1966, pp. 130-131).
Il
principio dell'Ambrosiaster, che è abitualmente attribuito a
Sant'Ambrosio , è stato citato di frequente :
- Pietro Lombardo
(Coll. in Ep. 1 ad Cor. c. 12 ; PL, 191, 1650) ;
- Hervé de
Bourg-Dieu (In Epist. I ad Cor. c. 12 ; PL, 181, 939ff.) ;
- Pierre le
Chantre, Pierre de Tarentaise (Dilucidatio, Anvers éd., 1617,
215a) ;
- Jean de la
Rochelle, etc. (citato da Z. Alszeghy, Nova Creatura. La nozione della
grazia nei commentari Medievali di S. Paolo, Roma, 1956, p. 196)
;
- S.Alberto il
Grande (In I Sent. d. 2, 5) ;
- S. Tommaso
d'Aquino (In 2 Tim., c. 3, lect. 3 ; In Joan, c. 8, lect. 6 ; In 2 Cor., c.
12, lect. 1 ; Summa Theologica I-II, q. 108 ; q. 109, a. I) .
Questo principio è stato espresso sotto un'altra forma: Lo Spirito Santo
è riconosciuto come sorgente ed origine della vera conoscenza
- S. Isidoro,
Sent. I, 15, 4 (PL, 83, 569) ;
- Beatus, In
Apocalypsim, Lib. I (ea. H. A. Sanders, Roma, 1930, p. 44) ;
- Walafrid
Strabo, De Exordiis, pr. (PL, 144, 919 ; Monumenta Germaniae Historica,
Capp. II, p. 475) ;
- Papa Zaccaria ,
nel 743 (Regesta Pontificum Romanorum, ed. Jaffé, Leipzig 1885,
2270) ;
- Papa Zosimo,
citato da Prospero, Contra Collatorem, 5 (PL 5 1, 228A) ;
- Abelardo,
Theologia (PL, 178, 1221c.), etc., etc.
Il
Concilio Vaticano I (1869-1870) ha stabilito che non ci possono essere reali
contraddizioni tra la verità rivelata e quella stabilita dalla ragione.
Benchè la fede sia al di sopra della ragione, non possono esserci
reale disaccordo tra la fede e la ragione; poichè lo stesso Dio che
rivela i misteri e comunica la fede , ha impresso nello spirito umano la luce
della ragione. Dio non può smentire se stesso, nè mai il vero
contraddire il vero. Questa apparente contraddizione deriva principalmente
quando dei dogmi di fede non sono stati compresi ed esposti seguendo lo spirito
della Chiesa, o quando delle opinioni senza consistenza sono scambiati per
giudizi della ragione . Dei Filius, cap. 4, par. 3 ; Denz. (nuovo)
3017.
Il
Concilio Vaticano II (1963-1965) ha sviluppato largamente le
implicazioni.
Ognuno ha il diritto ed il dovere di ricercare la verità." Ognuno
ha il dovere, e di conseguenza il diritto, di cercare la verità in
materia religiosa. Ma la verità deve essere ricercata secondo la maniera
propria della persona umana e la sua natura sociale, cioè attraverso la
libera ricerca, per mezzo dell'insegnamento e l'educazione, dello scambio e del
dialogo con il quale gli uni espongono agli altri la verità che essi
hanno trovato o pensano di aver trovato, affinchè si aiutino
reciprocamente nella ricerca della verità .Dichiarazione sulla
liberta religiosa § 3.
Per accrescere tali scambi, la Chiesa, soprattutto ai nostri
giorni in cui le cose evolvono così velocemente ed in cui i modi di
pensare sono così vari , ha particolarmente bisogno dell'apporto di
coloro che vivono nel mondo, che ne conoscono le diverse istituzioni, le
diverse discipline, e ne sposano le forme mentali, che siano credenti o non
credenti ."
Tocca a tutto il Popolo di Dio, e soprattutto ai pastori ed ai teologi
con l'aiuto dello Spirito Santo, di esaminare, discernere e interpretare i
molteplici linguaggi del nostro tempo e di giudicare alla luce della parola
divina, affinchè la verità rivelata possa essere meglio percepita
, meglio compresa e presentata sotto una forma più adatta. .
La Chiesa nel mondo del nostro tempo , § 44.
L'applicazione di questa idea nella Chiesa può
avere effetti considerevoli. L'evoluzione economica delle banche aveva
già obbligato la Chiesa a rileggere la Scrittura ed a reinterpretarla in
ciò che è relativo all' "usura" . Le scoperte scientifiche
relative alla base " genetica" dell'omosessualità getta una luce
completamente nuova sulla moralità della pratica omosessuale. La presa
di coscienza dei pregiudizi sociali e culturali che hanno influenzato il
pensiero e la pratica della Chiesa nel corso dei secoli precedenti esige che si
riesaminino gli ostacoli che si frappongono all'ordinazione delle donne. Lo
studio di tali generi di esempi ci aiuta a comprendere ciò che significa
il principio di una Tradizione "documentata ", " documentata" attraverso una
riscoperta più ampia della verità e una sua comprensione
più profonda.
Lesempio del prestito ad interesse
Fino
al 1830, il Magistero ha vietato che si prendano interessi quando si presta del
danaro. Riscuotere interessi era confuso con l'usura , secondo la "tradizione"
che giustifica questo divieto. Ecco qualche esempio dell'insegnamento della
Chiesa in materia:
* I Padri della Chiesa l' hanno condannato:
: Anastasio (Expos in
Ps. xiv), Basile il Grande (Hom in Ps. xiv), Gregorio Nazianzeno
(Orat xiv, in Patrem tacentum), Épifanio (adv. Haeres, epilog.
c. 24), Giovanni Crisostomo (Hom 41 in Genes), Teodoreto
(Interpr. in Ps. xiv. 5 et liv. 11), Ilario di Poitiers (in Ps.
xiv), Ambrosio (de Tobia liber unus), Gerolamo (in Ezech vi.
18), Agostino (de Baptismo contra Donatistas iv. 19), Leone il
Grande(Epist. iii. 4), Cassiodoro (in Ps. xiv 10).
* I
primi concili locali hanno vietato che il clero prendesse interessi : Nicea I
(nel 325) ; Cartagine (nel 348), Laodicea (nel 343-381), ecc.
* I
concili generali posteriori lo hanno vietato anche ai laici : il Penitenziale
di Teodoro (nel 690), Concilio di Mayence (nel 813), di Reims (nel 813), di
Chalons (en 813), dAix (nel 816).
*
Pietro Lombardo, Tommaso d'Aquino, Bonaventura ed altri teologi medioevali
hanno tutti condannato ogni forma di interesse . Tommaso d'Aquino lo fece
trattandolo come una forma " innaturale" di riproduzione.
* Il
Secondi Concilio Laterano (1139) prescrisse che nessuno che prendesse un
interesse "fosse ammesso ai sacramenti" .e " nel caso che qualcuno insista in
questo errore, la sepoltura ecclesistica gli verrà rifiutata
"
*
Numerosi papi hanno condannato questa pratica . Una condanna molto netta venne
fatta da Benedetto XIV in Vix Pernevit nel 1745. Egli dichiarò: "
Non si può giustificare il peccato d'usura sotto il pretesto che il
guadagno non è nè importante nè eccessivo ; ma moderato o
modesto; non può essere giustificato sotto il pretesto che il debitore
è ricco; nè sotto il pretesto che in tal modo il danaro prestato
non viene lasciato improduttivo ma utilizzato adeguatamente, sia per accrescere
la sua fortuna, che per acquistare nuovi beni o per trattare affari. La legge
che regola il prestito consiste fondamentalmente nella uguaglianza tra
ciò che viene prestato e ciò che viene reso; una volta che questa
uguaglianza è stata fissata, ogni altra condizione supplementare viola i
termini del prestito .
Quelli erano le ragioni di questa condanna ?
I
Padri della Chiesa, i responsabili pastorali, i teologi ed i papi stabilirono
una semplice equazione tra " prestito ad interesse" ed "usura ", la quale
è condannata dalla Scrittura: Esodo 22, 25 ; Levitico 25, 36-37 ;
Deutéronomio 23, 19-20, etc.
La
Chiesa ha modificato il suo punto di vista sul prestito ad interesse
allorquando ha compreso che il sistema bancario moderno, che nasce nel
Medioevo, trattava il danaro in un modo nuovo.
All'epoca dell'Antico Testamento l' "usura" consisteva
nell'esigere un beneficio per il prestito di un pezzo di pane o di un sacco di
grano. Una tale pratica si risolveva nello spogliare il povero e meritava di
essere condannata. Ma l'Antico Testamento permetteva ai proprietari terrieri di
esigere un regolare versamento da parte di quelli che coltivavano i loro campi.
Un pezzo di pane non è fertile. Un terreno è fertile. Coltivando
un campo è giusto chiedere una parte del profitto ottenuto.
Nella
società moderna, il capitale è "fertile". Esso richiede un
profitto alla stessa maniera di un campo. Richiedere l'interesse da un capitale
è di conseguenza in armonia con la giustizia cristiana .
Spiegazioni complementari ed una bibliografia in John
Noonan : The Amendment of Papal teaching by Theologians (La
correzione dell'insegnamento pontificale da parte dei teologi ), in
Charles E. Curran, ed. Contraception : Authority and Dissent
(Contraccezione: Autorità e Dissidenza), New York, Herder
& Herder, 1969, pg. 41-75.
Conclusione :
Inizialmente, la sedicente "tradizione" era mal documentata ,
poichè si fondava sulla mancanza di comprensione dell'economia moderna .
Il numero di interventi relativi a tale " tradizione" così come
la loro severità non sono fondamento della sua validità . Poco
importa che i Padri della Chiesa, i teologi, i papi e molti concili abbiano
emesso delle condanne ed in quali termini. Semplicemente non apparteneva alla
vera Tradizione.
La condanna generale, nel passato, di tutta
l'omosessualità
Lomosessualità è stata condannata dall'Antico come dal
Nuovo Testamento
La storia di Sodoma e Gomorra ha esercitato una profonda influenza sulle
concezioni cristiane (Genesi 19, 1-19). La storia racconta che Dio distrusse
queste due città per punirle delle loro pratiche omosessuali . (Vedo
anche Giudici 19, 1-30 ; Levitico 18, 22 ; 20, 13-23).
In Romani 1 , 26-27 e 1 Corinti 6, 9-11, Paolo condanna gli eccessi
dell'impero greco-romano in materia di omosessualità .
Non
bisogna dunque meravigliarsi se l'omosessualità è sempre stata
considerata un 'peccato' nella 'tradizione' della Chiesa.
Vedete ad esempio Clemente d'Alessandria
(Paedagogus 2, 20 ; 3, 3-5 ; Stromateis 4, 8) ; Giovanni
Crisostomo (Omelia 4 ; Contro gli oppositori della vita monastica n 3) ;
Tommaso d'Aquino (Summa Theologica 2 2ae, q. 154, a 12, r 2-4).
Il
comportamento omosessuale è stato definito " un peccato contro natura" e
considerato alla stessa stregua della "bestialità", cioè avere
rapporti con un animale .Per lo stato, era un crimine, spesso punito con la
morte.
Cosa
ha cominciato a modificare il pensiero della Chiesa ?
I
fatti . La ricerca sociologica ha rivelato che il 5/10 % della popolazione
della maggior parte dei paesi ha una predisposizione omosessuale innata. Tre
"cause" sono generalmente riconosciute: una caratteristica genetica in numerose
persone; la conseguenza di uno squilibrio ormonale prima della nascita; una
certa situazione verificatasi nell'infanzia ( incesto o pedofilia) e
l'esperienza che lui ( o lei) ha dell'altro sesso.
Ma se
Dio, il Creatore, ha reso alcune persone omosessuali per natura, noi non
possiamo condannarle brutalmente, qualunque siano le nostre opinioni sugli atti
che sarebbero legittimi per gli omosessuali .
La
Dichiarazione su certe questioni concernenti la morale sessuale (1974)
della Congregazione per la Dottrina della Fede segna un progresso in rapporto
alle dichiarazioni Vaticane che l'hanno preceduta dal momento che riconosce che
esiste " l'omosessualità innata o patologica ..che merita considerazione
pastorale..". Ma il documento continua a condannare gli atti omosessuali come "
intrinsecamente disordinati" e " condannati dalla Scrittura come vili " l
(§ 8).
La
riflessione nella Chiesa su questa questione non è terminata. Su questo
argomento ,citeremo alcuni teologi moderni . Noterete che la maniera di
esaminare l'argomento, rivisto e documentato, ci conduce a valutare
diversamente la "tradizione" .
Dio, colui che ha creato tutto, ama e predilige tutte le sue
creature senza eccezione. E la psicologia moderna ci indica che l'orientamento
sessuale viene fissato all'età di cinque/sei anni . La maggior parte dei
psicologi sono concordi che non è un affare di scelta personale,e che
questo orientamento sia innato...Come dunque un Dio che è tutto amore
potrebbe giungere a violare la divina natura e considerare gli omosessuali come
dei "peccatori ?"
I biblisti contemporanei ci indicano che l'idea di un orientamento
omosessuale era sconosciuta dagli autori della Sacra Scrittura. E' evidente che
costoro non erano al corrente delle ricerche Kinsey che stabiliscono
l'esistenza di una linea ininterrotta che va dalla eterosessualità
assoluta all'omosessualità esclusiva passando per la bisessualità
, linea in un punto della quale ciascuno di noi deve situarsi. I numerosi
passaggi che condannano l'omosessualità sono così spesso citati
che certi eterosessuali non cessano di violare la loro "natura" ".
Suor Mary
Ann Ford, teologa pastorale
Quando si leggono alla lettera, le Scritture non dicono nulla di
positivo a proposito delle relazioni omosessuali. Tuttavia, la maggior parte
dei cristiani non interpretano la Bibbia alla lettera ; essi tentano di capire
le Scritture nel loro contesto storico e culturale al fine di vedere quale
senso esse possono avere ai nostri giorni. Queste Scritture risalgono
approssimativamente a 4000 anni o più quando non si sapeva nulla delle
cause dell'omosessualità.Gli autori delle Scritture credevano che tutti
fossero naturalmente eterosessuali di modo che consideravano le relazioni
omosessuali contro natura."
Poiche sappiamo oggi che l'omosessualità è naturale ed un
dono di Dio allo stesso titolo dell'eterosessualità, noi capiamo che le
condanne bibliche relative a questa forma di espressione sessuale erano
condizionate dagli atteggiamenti e dalle idee relative a questa forma di
espressione sessuale che erano proprie di persone che non beneficiavano, come
noi, di secoli di conoscenze scientifiche ..
Sarebbe errato da parte nostra attenderci dagli autori biblici la
mentalità e le conoscenze proprie del XXmo riguardanti l'eguaglianza dei
sessi, delle razze e degli orientamenti sessuali o attribuirglieli. Dobbiamo
essere in grado di distinguere le verità eterne che la Bibbia vuole
trasmetterci dalla forme culturali e dagli atteggiamenti del tempo in cui sono
espressi.
Dio ha creato alcuni che che sono attirati fisicamente e sentimentalmente
dal loro sesso ed altri che sono attirati dal sesso opposto. Molti, se non la
maggior parte, sono in grado di riconoscere gradi variabili di questi due tipi
di attrazione. Tutti questi sentimenti sono naturali e vengono considerati come
buoni e dono di Dio. Questi sentimenti e queste attrazioni non sono un peccato.
La maggior parte dei teologi cattolici considera il comportamento omosessuale,
così come quello eterosessuale, buono e santo agli occhi di Dio quando
esso esprime un amore particolare ed unico di una persona verso un'altra . Le
relazioni sessuali, tanto omosessuali che eterosessuali, diventano peccato se
esse manipolano l'altro, sono immorali o senza amore.
Suor Jeannine Gramick,
College Notre-Dame, Maryland
Il cattolicesimo si è servito di quattro sorgenti principali per
conoscere i principi ed elaborare le direttive sulle questioni morali come
l'omosessualità : la Scrittura, la tradizione (teologi,documenti della
Chiesa, insegnamento ufficiale ecc), la ragione e l'esperienza umana. Esse
vengono utilizzate in relazione l'una con l'altra. Per i cattolici, la
Scrittura è la sorgente principale e fondamentale che fa testo, ma essa
non è la sola sorgente . La testimonianza della Bibbia
deve essere presa sul serio, ma non nel senso letterale. Un determinato testo
della Scrittura deve essere interpretato nel contesto più largo della
lingua originale e della cultura in cui fu composto , tenendo conto dei diversi
registri d'interpretazione, e le applicazioni di tale testo alle realtà
contemporanee si devono indicare alla luce del ruolo della comunità e di
chi tra i responsabili è in grado di dare interpretazioni autorevoli. Le
Scritture giudaiche e cristiane parlano effettivamente in modo negativo di
alcune forme (generalmente tra uomini) di comportamenti sessuali ( e non
dell'amore di persone dello stesso sesso), che vengono associati in particolare
con l'adorazione degli idoli, la concupiscenza, la violenza, l'avvilimento, la
prostituzione ecc. La questione di sapere se la Scrittura condanna tutte le
forme di relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso in se stesse ed
in quanto tali in qualsiasi epoca, in qualsiasi luogo e per qualsivoglia
individuo è soggetto di discussione ed oggetto di un serio dibattito
teologico e biblico."
Io non credo che Dio consideri l'omosessualità come un 'peccato'
se, per omosessualità, si intende l'identità psicosessuale di
omosessuali e lesbiche, quando essa rimane nel quadro di una evoluzione
psicologica umana, sana, e che sembra tanto naturale ad alcuni quanto
l'eterosessualità ad altri. Se per omosessualità si intende il
legame intimo , affettivo costituito con una amicizia ed una relazione d'amore
tra persone dello stesso sesso, io credo che, poichè Dio è amore,
là dove c'è un amore autentico, là Dio è presente."
Là dove Dio è presente, non può esserci peccato. Se
l'omosessualità è l'espressione fisica, erotica di una unione e
che genera piacere , vi è nell'omosessualità occasione di peccato
( come vi è nell'eterosessualità ) che dipende dalla interazione
di tre fattori : 1) il comportamento fisico in se stesso e la percezione che si
ha per la persona, 2) le intenzioni ed i motivi personali della persona
coinvolta nell'atto, e 3) le conseguenze individuali e sociali , ossia le
conseguenze di questo comportamento. Per molti , un comportamento sessuale che
sfrutta l'altro , che utilizza la costrizione, la manipolazione, che è
immorale , egoista e distruttivo della personalità è un peccato;
Per tutti , un 'peccato' , è un atto commesso liberamente e contrario
alle proprie convinzioni etiche o morali, sia che esse siano quelle proposte da
una religione costituita sia quelle derivanti da un sistema di valori
sviluppati individualmente.
Le espressioni di un amore responsabile e fedele in una relazione tra due
persone dello stesso sesso che hanno veramente un orientamento omosessuale e
che non hanno una vocazione al celibato, non possono essere giudicate con la
Scrittura. La questione di sapere se tale forma di omosessualità viola i
principi biblici o antropologici della sessualità - in particolare alla
luce delle conoscenze scientifiche attuali e dell'esperienza dell'orientamento
sessuale- è un problema che oggi deve essere affrontato dalle religioni
e dai gruppi religiosi.
Padre C. Robert Nugent, coeditore di The
Vatican and Homosexuality, è diplomato al S. Charles College, di
S. Charles Theologate; possiede un diploma di bibliotecario alla
'Università Villanova e una cattedra di teologia sacra alla Yale
University Divinity School.
Conclusione :
La condanna generale di tutta l'omosessualità come nel passato
è stata oggi abbandonata dalla Chiesa.
I testi biblici sono stati erroneamente interpretati nel momento in cui
sono stati utilizzati per elaborare norme ritenute valide per ogni tempo ,
oltrepassando lintenzione dei loro
autori
Il progresso nella interpretazione della Tradizione procede tanto di
più quanto meglio comprendiamo la questione della omosessualità
.
La questione dell'ordinazione delle donne
Quando esaminiamo la "tradizione" di non ordinare le donne al sacerdozio , le
ragioni che sono alla base di questa "tradiizone" sono di importanza capitale.
Se si scopre che queste ragioni non sono più valide, tutta la
"tradizione" diventa sospetta poichè essa si rivela inadeguata ,poco
meditata e documentata.
Ecco
il parere di Elizabeth A. Johnson, C.S.J., docente di Teologia
all'Università Fordham, presidente della Société
Théologique Catholique dAmérique e autrice di She Who
Is (Essa chi è ) (Crossroad) :
Per quel che riguarda il secondo, la storia è ricca di esempi di
rottura con tradizioni incontestate in seguito alla pressione della
sensibilità morale dei credenti, delle intuizioni del pensiero critico e
delle ricerche approfondite di coloro che hanno il compito di insegnare, il
tutto convergente in un contesto in evoluzione. Vi fu un tempo in cui ,secondo
l'insegnamento ufficiale della Chiesa, era vietato alle coppie sposate di
cercare il piacere nell'atto coniugale; il massacro degli infedeli era una
strada che portava alla salvezza; il prestito ad interesse era condannato; la
schiavitù consentita; la discriminazione contro i giudei legittima ; i
biblisti non potevano ricorrere ai metodi della critica storica per leggere i
testi della Scrittura. Come possiamo comprendere se l'insegnamento a proposito
dell'interdizione delle donne aell'ordinazione non segua una evoluzione
parallela ? Nel corso dei secoli , la ragione dichiarata per la quale le donne
non venivano ordinate era quella per la quale le donne erano inferiori, o
esseri umani "incompleti" (Tommaso d'Aquino) Oggi , questa ragione non è
più invocata. E così altri argomenti avanzati ..
.
Queste ragioni non tengono più, nemmeno se si tenta di difenderle.
Secondo l'insegnamento cattolico l'intelligenza che permette di emettere un
giudizio non è libera, a differenza della volontà . Noi non
possiamo manifestare il nostro assenso se non a ciò che si presenta al
nostro spirito come vero. : " La verità non si impone che con la forza
della verità stessa che penetra lo spirito con potenza e con dolcezza"
(Vaticano II, Dichiarazione sulla libertà religiosa , § 1).
Se una pratica o un insegnamento ufficiale urta il nostro spirito poichè
non è appropriato , come nel caso presente, noi abbiamo la
responsabilità di cercare il perchè ed esporre le nostre ragioni
. Questa opposizione non deve essere considerata come slealtà o
ribellione ma pittosto come una forma di lealtà, un servizio reso..
.
Negli anni, un disaccordo responsabile ben informato è stato un
dono per la Chiesa là dove lo spirito critico fondato sull'amore ha
consentito una evoluzione. Secondo me, la recente dichiarazione non infallibile
relativa alla pretesa infallibilità della tradizione riguardante
l'esclusione delle donne dall'ordinazione richiede giustamente questo tipo di
risposta .
Disputed questions : authority, priesthood, women (Questioni
dibattute : lautorità, il sacerdozio, le donne ) in
Commonweal 123 (26 gennaio 1996) pp. 8-10.
Suor
Rose Hoover R.C., membro del Cenacolo di Metairie, in Louisiane, ha
scritto:
Per dei secoli, il sacerdozio riservato agli uomini è sembrato
fornire un mezzo adeguato per la trasmissione del messaggio di Cristo e sotto
questo aspetto potrebbe sembrare una tradizione al servizio della Tradizione.
Ma al giorno d'oggi? Cosa avverrebbe se l'esclusione delle donne
dall'ordinazione mettesse in pericolo la trasmissione della tradizione ? Io non
mi preoccupo soltanto del problema concreto della mancanza di vocazioni . Cosa
avverrebbe se la tradizione del sacerdozio esclusivamente riservato agli uomini
fosse essa stessa in contraddizione con la Tradizione del Vangelo ? "
Noi non possiamo lasciare che sia il punto di vista dei Padri della
Chiesa, della Scolastica oppure quello dei teologi di inizio secolo a
determinare come bisogna considerare la donna nella Chiesa ai nostri giorni .
Dobbiamo tener conto di ciò che abbiamo appreso a proposito degli uomini
e delle donne grazie alle scienze sociali e biologiche e grazie allo Spirito
Santo. Tommaso d'Aquino ha dato prova di saggezza in molti punti , tuttavia
è stato espressione dei suoi tempi. Nella sua Summa Thelogicae
leggiamo che " poichè non è possibile per la donna significare
una posizione eminente, visto che la donna è in stato di soggezione, ne
deriva che essa non può ricevere il sacramento dell'Ordine ". Ciò
che è peggio, è che questa soggezione della donna non è
dovuta alle condizioni sociali . Trattando della questione di sapere se la
schiavitù è un impedimento per l'Ordinazione, Tommaso d'Aquino
scrive nella Summa che " i segni sacramentali hanno un senso in ragione della
rappresentazione naturale . Una donna è soggetta per natura , mentre uno
schiavo non lo è " . Tommaso d'Aquino pensa inoltre che nelle donne non
c'è sufficiente forza di carattere per resistere alla concupiscenza ".
Si può certo avere dei dubbi in quanto all'ordinazione di una creatura
così poco dotata. Non possiamo giudicare Tommaso d'Aquino. Ma noi ne
sappiamo più di lui.
Sappiamo che la donna non è inferiore all'uomo ( Vedi la lettera
apostolica di Giovanni Paolo II del 1988, Mulieris Dignitatem). Sappiamo
che la donna non è per natura soggetta all'uomo . Le ragioni di Tommaso
d'Aquino non possono essere più invocate per rifiutare l'ordinazione
alle donne. Nè nessun'altra ragione fondata sulla inferiorità per
statuto . Farlo sarebbe in contraddizione con ciò che sappiamo oggi
essere la buona novella di Cristo "
Estratto da Consider Tradition : the case for
Womens Ordination (Consideriamo la Tradizione: la questione
dell'ordinazione delle donne) in Commonweal 126 (26 gennaio 1999)
pg. 17-20. L'articolo completo cliccate qui
.
Conclusione
Nel passato, alcuni giudizi ed alcune decisioni dell'epoca erano fondati
sull'ignoranza o su informazioni errate. La Tradizione, non può essere
vera che dal momento in cui, grazie allo spirito critico, si sia liberata di
tali aggiunte. Lo Spirito Santo aiuta la comunità dei credenti a
riesaminare le loro concezioni alla luce di informazioni nuove che si sono rese
a noi disponibili nel corso del tempo, di modo che il contenuto delle
Tradizione possa essere rivalutato e rimanga pertinente quando le circostanze
mutano.
Cristo ha Escluso
le Donne dal Sacerdozio? - titolo di un libro classico.
Trovate qui la traduzione italiana
completa!
Abbiamo molti documenti sul tema
dellordinazione delle donne diacono.
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Versione italiana di
www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.

Nè Eva,
nemmeno Maria
Lordinazione
sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica
Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G.
Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN:
88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.