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La tradizione deve essere ‘matura’

La Tradizione deve essere ben ‘matura’

Interpretazione corretta della Tradizione
* tradizione scritturale
* tradizione ‘dinamica’
* tradizione ‘latente’
* tradizione ‘matura’

“Così Dio, il quale ha parlato in passato non cessa di parlare con la sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell'Evangelo risuona nella Chiesa e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col 3,16).

“Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la contemplazione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con la intelligenza data da una più profonda esperienza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità. Così la Chiesa nel corso dei secoli tende incessantemente alla pienezza della verità divina, finché in essa vengano a compimento le parole di Dio..”

Dei Verbum. “Constitution dogmatique sur la Révélation divine, n 8, in Vatican II - Les seize documents conciliaires, éd. Fides 1967, p. 106. Cliccate qui!.

Nell'esperienza che la Chiesa ha della sua tradizione, è apparso chiaro che sono potute sorgere delle incomprensioni e che sono stati pronunciati giudizi erronei. In alcuni periodi della storia della Chiesa , molti non hanno potuto comprendere la vera Tradizione o causa di errati ragionamenti o perchè concentrati in una realtà forviante.

Perchè appartenga alla vera Tradizione, una dottrina deve essere ‘matura’. Ciò vuol dire che coloro chi portavano la Tradizione hanno devuto conoscere bene il problema e le questioni che sono in gioco.

In “The Survival of Dogma” (“La sopravvivenza del dogma" ), Avery Dulles enuncia il seguente principio : ”Nessuna decisione del passato ha risolto un problema che non fosse stato posto in quel tempo “. Ad esempio, il fatto che Paolo, citato al Concilio di Trento, afferma che Adamo fosse un individuo particolare (vedi Romani 5, 12-21) non può essere utilizzato per rifiutare l'idea di poligenismo ,sorta dalla scienza moderna ; la questione allora non si poneva. Generalizzando , ”quando le condizioni di una qualsivoglia questione cambiano materialmente, ci si trova davanti ad una nuova problematica che non può trovare una risposta adeguata appellandosi alle autorità del passato “.

Come papa Pio XII ha dichiarato in Divino Afflante Spiritu (1943) : “Vi sono molte questioni, in particolare storiche ,che non sono state sufficientemente sviluppate o per lo meno non lo sono state del tutto poichè i commentatori dei secoli passati erano quasi del tutto privi delle informazioni necessarie per risolverle".

Illustreremo questo principio in quattro fasi :

La “vérità” come sorgente della Tradizione

Nella Costituzione dogmatica sulla Rivelazione del Vaticano II si afferma che il progresso in materia di comprensione della Tradizione avviene per diverse strade:

• attraverso la contemplazione e lo studio dei fedeli che meditano queste cose nel loro animo [= la ricerca della verità, a titolo privato, dei credenti] ;

• attraverso il senso della realtà spirituale che provano nel loro intimo [= il “sensus fidei”] ;

• attraverso la predicazione di coloro che hanno ricevuto, per mezzo della successione apostolica , una carisma assicurato dalla verità [= il potere di insegnare].

Il Concilio dichiara che, grazie alla combinazione di questi fattori, la Chiesa giungerà finalmente alla 'pienezza' della verità, affinchè finalmente le parole di Dio giungano al loro compimento.

Il principio importante è che, a fianco della sorgente principale " Scrittura e Tradizione" , esiste un'altra sorgente, vala a dire : la verità ci viene, nel corso del tempo, grazie ad altri mezzi.

Questo principio è stato conosciuto nel corso della storia della Chiesa sotto il nome di auctoritas dopo la Scrittura e la Tradizione . Si trova presso l' Ambrosiaster sotto questa forma : “Tutto ciò che è vero proviene dallo Spirito Santo, chiunque lo esprima”. Ne consegue che la verità deve essere presa sul serio qualunque sia la sorgente dalla quale proviene , e per quanto possa essere difficoltoso provare ciò che è vero. Una tale verità può essere trovata grazie a nuove scoperte scientifiche, attraverso l'esperienza spirituale dei non cristiani, con l'aiuto della saggezza dei filosofi, ecc. . (Vedi Yves Congar, “Tradition and Traditions”, Burn and Oates, Londra 1966, pp. 130-131).

Il principio dell'Ambrosiaster, che è abitualmente attribuito a Sant'Ambrosio , è stato citato di frequente :

Questo principio è stato espresso sotto un'altra forma: Lo Spirito Santo è riconosciuto come sorgente ed origine della vera conoscenza

Il Concilio Vaticano I (1869-1870) ha stabilito che non ci possono essere reali contraddizioni tra la verità rivelata e quella stabilita dalla ragione.

“Benchè la fede sia al di sopra della ragione, non possono esserci reale disaccordo tra la fede e la ragione; poichè lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede , ha impresso nello spirito umano la luce della ragione. Dio non può smentire se stesso, nè mai il vero contraddire il vero. Questa apparente contraddizione deriva principalmente quando dei dogmi di fede non sono stati compresi ed esposti seguendo lo spirito della Chiesa, o quando delle opinioni senza consistenza sono scambiati per giudizi della ragione .” Dei Filius, cap. 4, par. 3 ; Denz. (nuovo) 3017.

Il Concilio Vaticano II (1963-1965) ha sviluppato largamente le implicazioni.

• Ognuno ha il diritto ed il dovere di ricercare la verità." Ognuno ha il dovere, e di conseguenza il diritto, di cercare la verità in materia religiosa. Ma la verità deve essere ricercata secondo la maniera propria della persona umana e la sua natura sociale, cioè attraverso la libera ricerca, per mezzo dell'insegnamento e l'educazione, dello scambio e del dialogo con il quale gli uni espongono agli altri la verità che essi hanno trovato o pensano di aver trovato, affinchè si aiutino reciprocamente nella ricerca della verità .”Dichiarazione sulla liberta religiosa § 3.

• “Per accrescere tali scambi, la Chiesa, soprattutto ai nostri giorni in cui le cose evolvono così velocemente ed in cui i modi di pensare sono così vari , ha particolarmente bisogno dell'apporto di coloro che vivono nel mondo, che ne conoscono le diverse istituzioni, le diverse discipline, e ne sposano le forme mentali, che siano credenti o non credenti ."

“Tocca a tutto il Popolo di Dio, e soprattutto ai pastori ed ai teologi con l'aiuto dello Spirito Santo, di esaminare, discernere e interpretare i molteplici linguaggi del nostro tempo e di giudicare alla luce della parola divina, affinchè la verità rivelata possa essere meglio percepita , meglio compresa e presentata sotto una forma più adatta. .”
La Chiesa nel mondo del nostro tempo , § 44.

L'applicazione di questa idea nella Chiesa può avere effetti considerevoli. L'evoluzione economica delle banche aveva già obbligato la Chiesa a rileggere la Scrittura ed a reinterpretarla in ciò che è relativo all' "usura" . Le scoperte scientifiche relative alla base " genetica" dell'omosessualità getta una luce completamente nuova sulla moralità della pratica omosessuale. La presa di coscienza dei pregiudizi sociali e culturali che hanno influenzato il pensiero e la pratica della Chiesa nel corso dei secoli precedenti esige che si riesaminino gli ostacoli che si frappongono all'ordinazione delle donne. Lo studio di tali generi di esempi ci aiuta a comprendere ciò che significa il principio di una Tradizione "documentata ", " documentata" attraverso una riscoperta più ampia della verità e una sua comprensione più profonda.

L’esempio del prestito ad interesse

Fino al 1830, il Magistero ha vietato che si prendano interessi quando si presta del danaro. Riscuotere interessi era confuso con l'usura , secondo la "tradizione" che giustifica questo divieto. Ecco qualche esempio dell'insegnamento della Chiesa in materia:

* I Padri della Chiesa l' hanno condannato: : Anastasio (Expos in Ps. xiv), Basile il Grande (Hom in Ps. xiv), Gregorio Nazianzeno (Orat xiv, in Patrem tacentum), Épifanio (adv. Haeres, epilog. c. 24), Giovanni Crisostomo (Hom 41 in Genes), Teodoreto (Interpr. in Ps. xiv. 5 et liv. 11), Ilario di Poitiers (in Ps. xiv), Ambrosio (de Tobia liber unus), Gerolamo (in Ezech vi. 18), Agostino (de Baptismo contra Donatistas iv. 19), Leone il Grande(Epist. iii. 4), Cassiodoro (in Ps. xiv 10).

* I primi concili locali hanno vietato che il clero prendesse interessi : Nicea I (nel 325) ; Cartagine (nel 348), Laodicea (nel 343-381), ecc.

* I concili generali posteriori lo hanno vietato anche ai laici : il Penitenziale di Teodoro (nel 690), Concilio di Mayence (nel 813), di Reims (nel 813), di Chalons (en 813), d’Aix (nel 816).

* Pietro Lombardo, Tommaso d'Aquino, Bonaventura ed altri teologi medioevali hanno tutti condannato ogni forma di interesse . Tommaso d'Aquino lo fece trattandolo come una forma " innaturale" di riproduzione.

* Il Secondi Concilio Laterano (1139) prescrisse che nessuno che prendesse un interesse "fosse ammesso ai sacramenti" .e " nel caso che qualcuno insista in questo errore, la sepoltura ecclesistica gli verrà rifiutata "

* Numerosi papi hanno condannato questa pratica . Una condanna molto netta venne fatta da Benedetto XIV in Vix Pernevit nel 1745. Egli dichiarò: " Non si può giustificare il peccato d'usura sotto il pretesto che il guadagno non è nè importante nè eccessivo ; ma moderato o modesto; non può essere giustificato sotto il pretesto che il debitore è ricco; nè sotto il pretesto che in tal modo il danaro prestato non viene lasciato improduttivo ma utilizzato adeguatamente, sia per accrescere la sua fortuna, che per acquistare nuovi beni o per trattare affari. La legge che regola il prestito consiste fondamentalmente nella uguaglianza tra ciò che viene prestato e ciò che viene reso; una volta che questa uguaglianza è stata fissata, ogni altra condizione supplementare viola i termini del prestito .”

Quelli erano le ragioni di questa condanna ?

I Padri della Chiesa, i responsabili pastorali, i teologi ed i papi stabilirono una semplice equazione tra " prestito ad interesse" ed "usura ", la quale è condannata dalla Scrittura: Esodo 22, 25 ; Levitico 25, 36-37 ; Deutéronomio 23, 19-20, etc.

La Chiesa ha modificato il suo punto di vista sul prestito ad interesse allorquando ha compreso che il sistema bancario moderno, che nasce nel Medioevo, trattava il danaro in un modo nuovo.

All'epoca dell'Antico Testamento l' "usura" consisteva nell'esigere un beneficio per il prestito di un pezzo di pane o di un sacco di grano. Una tale pratica si risolveva nello spogliare il povero e meritava di essere condannata. Ma l'Antico Testamento permetteva ai proprietari terrieri di esigere un regolare versamento da parte di quelli che coltivavano i loro campi. Un pezzo di pane non è fertile. Un terreno è fertile. Coltivando un campo è giusto chiedere una parte del profitto ottenuto.

Nella società moderna, il capitale è "fertile". Esso richiede un profitto alla stessa maniera di un campo. Richiedere l'interesse da un capitale è di conseguenza in armonia con la giustizia cristiana .

Spiegazioni complementari ed una bibliografia in John Noonan : “The Amendment of Papal teaching by Theologians” (“La correzione dell'insegnamento pontificale da parte dei teologi ”), in Charles E. Curran, ed. “Contraception : Authority and Dissent” (“Contraccezione: Autorità e Dissidenza”), New York, Herder & Herder, 1969, pg. 41-75.

Conclusione :

• Inizialmente, la sedicente "tradizione" era mal documentata , poichè si fondava sulla mancanza di comprensione dell'economia moderna .

• Il numero di interventi relativi a tale " tradizione" così come la loro severità non sono fondamento della sua validità . Poco importa che i Padri della Chiesa, i teologi, i papi e molti concili abbiano emesso delle condanne ed in quali termini. Semplicemente non apparteneva alla vera Tradizione.

La condanna generale, nel passato, di tutta l'omosessualità

L’omosessualità è stata condannata dall'Antico come dal Nuovo Testamento

• La storia di Sodoma e Gomorra ha esercitato una profonda influenza sulle concezioni cristiane (Genesi 19, 1-19). La storia racconta che Dio distrusse queste due città per punirle delle loro pratiche omosessuali . (Vedo anche Giudici 19, 1-30 ; Levitico 18, 22 ; 20, 13-23).

• In Romani 1 , 26-27 e 1 Corinti 6, 9-11, Paolo condanna gli eccessi dell'impero greco-romano in materia di omosessualità .

Non bisogna dunque meravigliarsi se l'omosessualità è sempre stata considerata un 'peccato' nella 'tradizione' della Chiesa.

Vedete ad esempio Clemente d'Alessandria (Paedagogus 2, 20 ; 3, 3-5 ; Stromateis 4, 8) ; Giovanni Crisostomo (Omelia 4 ; Contro gli oppositori della vita monastica n 3) ; Tommaso d'Aquino (Summa Theologica 2 2ae, q. 154, a 12, r 2-4).

Il comportamento omosessuale è stato definito " un peccato contro natura" e considerato alla stessa stregua della "bestialità", cioè avere rapporti con un animale .Per lo stato, era un crimine, spesso punito con la morte.

Cosa ha cominciato a modificare il pensiero della Chiesa ?

I fatti . La ricerca sociologica ha rivelato che il 5/10 % della popolazione della maggior parte dei paesi ha una predisposizione omosessuale innata. Tre "cause" sono generalmente riconosciute: una caratteristica genetica in numerose persone; la conseguenza di uno squilibrio ormonale prima della nascita; una certa situazione verificatasi nell'infanzia ( incesto o pedofilia) e l'esperienza che lui ( o lei) ha dell'altro sesso.

Ma se Dio, il Creatore, ha reso alcune persone omosessuali per natura, noi non possiamo condannarle brutalmente, qualunque siano le nostre opinioni sugli atti che sarebbero legittimi per gli omosessuali .

La Dichiarazione su certe questioni concernenti la morale sessuale (1974) della Congregazione per la Dottrina della Fede segna un progresso in rapporto alle dichiarazioni Vaticane che l'hanno preceduta dal momento che riconosce che esiste " l'omosessualità innata o patologica ..che merita considerazione pastorale..". Ma il documento continua a condannare gli atti omosessuali come " intrinsecamente disordinati" e " condannati dalla Scrittura come vili " l (§ 8).

La riflessione nella Chiesa su questa questione non è terminata. Su questo argomento ,citeremo alcuni teologi moderni . Noterete che la maniera di esaminare l'argomento, rivisto e documentato, ci conduce a valutare diversamente la "tradizione" .

• “Dio, colui che ha creato tutto, ama e predilige tutte le sue creature senza eccezione. E la psicologia moderna ci indica che l'orientamento sessuale viene fissato all'età di cinque/sei anni . La maggior parte dei psicologi sono concordi che non è un affare di scelta personale,e che questo orientamento sia innato...Come dunque un Dio che è tutto amore potrebbe giungere a violare la divina natura e considerare gli omosessuali come dei "peccatori ?"

“I biblisti contemporanei ci indicano che l'idea di un orientamento omosessuale era sconosciuta dagli autori della Sacra Scrittura. E' evidente che costoro non erano al corrente delle ricerche Kinsey che stabiliscono l'esistenza di una linea ininterrotta che va dalla eterosessualità assoluta all'omosessualità esclusiva passando per la bisessualità , linea in un punto della quale ciascuno di noi deve situarsi. I numerosi passaggi che condannano l'omosessualità sono così spesso citati che certi eterosessuali non cessano di violare la loro "natura" ".
Suor Mary Ann Ford, teologa pastorale

• “Quando si leggono alla lettera, le Scritture non dicono nulla di positivo a proposito delle relazioni omosessuali. Tuttavia, la maggior parte dei cristiani non interpretano la Bibbia alla lettera ; essi tentano di capire le Scritture nel loro contesto storico e culturale al fine di vedere quale senso esse possono avere ai nostri giorni. Queste Scritture risalgono approssimativamente a 4000 anni o più quando non si sapeva nulla delle cause dell'omosessualità.Gli autori delle Scritture credevano che tutti fossero naturalmente eterosessuali di modo che consideravano le relazioni omosessuali contro natura."

“Poiche sappiamo oggi che l'omosessualità è naturale ed un dono di Dio allo stesso titolo dell'eterosessualità, noi capiamo che le condanne bibliche relative a questa forma di espressione sessuale erano condizionate dagli atteggiamenti e dalle idee relative a questa forma di espressione sessuale che erano proprie di persone che non beneficiavano, come noi, di secoli di conoscenze scientifiche ..”

“Sarebbe errato da parte nostra attenderci dagli autori biblici la mentalità e le conoscenze proprie del XXmo riguardanti l'eguaglianza dei sessi, delle razze e degli orientamenti sessuali o attribuirglieli. Dobbiamo essere in grado di distinguere le verità eterne che la Bibbia vuole trasmetterci dalla forme culturali e dagli atteggiamenti del tempo in cui sono espressi.”

“Dio ha creato alcuni che che sono attirati fisicamente e sentimentalmente dal loro sesso ed altri che sono attirati dal sesso opposto. Molti, se non la maggior parte, sono in grado di riconoscere gradi variabili di questi due tipi di attrazione. Tutti questi sentimenti sono naturali e vengono considerati come buoni e dono di Dio. Questi sentimenti e queste attrazioni non sono un peccato. La maggior parte dei teologi cattolici considera il comportamento omosessuale, così come quello eterosessuale, buono e santo agli occhi di Dio quando esso esprime un amore particolare ed unico di una persona verso un'altra . Le relazioni sessuali, tanto omosessuali che eterosessuali, diventano peccato se esse manipolano l'altro, sono immorali o senza amore. ”

Suor Jeannine Gramick, College Notre-Dame, Maryland

• Il cattolicesimo si è servito di quattro sorgenti principali per conoscere i principi ed elaborare le direttive sulle questioni morali come l'omosessualità : la Scrittura, la tradizione (teologi,documenti della Chiesa, insegnamento ufficiale ecc), la ragione e l'esperienza umana. Esse vengono utilizzate in relazione l'una con l'altra. Per i cattolici, la Scrittura è la sorgente principale e fondamentale che fa testo, ma essa non è la sola sorgente . ’ La testimonianza della Bibbia deve essere presa sul serio, ma non nel senso letterale. Un determinato testo della Scrittura deve essere interpretato nel contesto più largo della lingua originale e della cultura in cui fu composto , tenendo conto dei diversi registri d'interpretazione, e le applicazioni di tale testo alle realtà contemporanee si devono indicare alla luce del ruolo della comunità e di chi tra i responsabili è in grado di dare interpretazioni autorevoli. Le Scritture giudaiche e cristiane parlano effettivamente in modo negativo di alcune forme (generalmente tra uomini) di comportamenti sessuali ( e non dell'amore di persone dello stesso sesso), che vengono associati in particolare con l'adorazione degli idoli, la concupiscenza, la violenza, l'avvilimento, la prostituzione ecc. La questione di sapere se la Scrittura condanna tutte le forme di relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso in se stesse ed in quanto tali in qualsiasi epoca, in qualsiasi luogo e per qualsivoglia individuo è soggetto di discussione ed oggetto di un serio dibattito teologico e biblico."

“ Io non credo che Dio consideri l'omosessualità come un 'peccato' se, per omosessualità, si intende l'identità psicosessuale di omosessuali e lesbiche, quando essa rimane nel quadro di una evoluzione psicologica umana, sana, e che sembra tanto naturale ad alcuni quanto l'eterosessualità ad altri. Se per omosessualità si intende il legame intimo , affettivo costituito con una amicizia ed una relazione d'amore tra persone dello stesso sesso, io credo che, poichè Dio è amore, là dove c'è un amore autentico, là Dio è presente."

“Là dove Dio è presente, non può esserci peccato. Se l'omosessualità è l'espressione fisica, erotica di una unione e che genera piacere , vi è nell'omosessualità occasione di peccato ( come vi è nell'eterosessualità ) che dipende dalla interazione di tre fattori : 1) il comportamento fisico in se stesso e la percezione che si ha per la persona, 2) le intenzioni ed i motivi personali della persona coinvolta nell'atto, e 3) le conseguenze individuali e sociali , ossia le conseguenze di questo comportamento. Per molti , un comportamento sessuale che sfrutta l'altro , che utilizza la costrizione, la manipolazione, che è immorale , egoista e distruttivo della personalità è un peccato; Per tutti , un 'peccato' , è un atto commesso liberamente e contrario alle proprie convinzioni etiche o morali, sia che esse siano quelle proposte da una religione costituita sia quelle derivanti da un sistema di valori sviluppati individualmente.”

“Le espressioni di un amore responsabile e fedele in una relazione tra due persone dello stesso sesso che hanno veramente un orientamento omosessuale e che non hanno una vocazione al celibato, non possono essere giudicate con la Scrittura. La questione di sapere se tale forma di omosessualità viola i principi biblici o antropologici della sessualità - in particolare alla luce delle conoscenze scientifiche attuali e dell'esperienza dell'orientamento sessuale- è un problema che oggi deve essere affrontato dalle religioni e dai gruppi religiosi.”

Padre C. Robert Nugent, coeditore di “The Vatican and Homosexuality”, è diplomato al S. Charles College, di S. Charles Theologate; possiede un diploma di bibliotecario alla 'Università Villanova e una cattedra di teologia sacra alla Yale University Divinity School.

Conclusione :

• La condanna generale di tutta l'omosessualità come nel passato è stata oggi abbandonata dalla Chiesa.

• I testi biblici sono stati erroneamente interpretati nel momento in cui sono stati utilizzati per elaborare norme ritenute valide per ogni tempo , oltrepassando l’intenzione dei loro autori

• Il progresso nella interpretazione della Tradizione procede tanto di più quanto meglio comprendiamo la questione della omosessualità .

La questione dell'ordinazione delle donne

Quando esaminiamo la "tradizione" di non ordinare le donne al sacerdozio , le ragioni che sono alla base di questa "tradiizone" sono di importanza capitale. Se si scopre che queste ragioni non sono più valide, tutta la "tradizione" diventa sospetta poichè essa si rivela inadeguata ,poco meditata e documentata.

Ecco il parere di Elizabeth A. Johnson, C.S.J., docente di Teologia all'Università Fordham, presidente della Société Théologique Catholique d’Amérique e autrice di She Who Is (Essa chi è ) (Crossroad) :

“Per quel che riguarda il secondo, la storia è ricca di esempi di rottura con tradizioni incontestate in seguito alla pressione della sensibilità morale dei credenti, delle intuizioni del pensiero critico e delle ricerche approfondite di coloro che hanno il compito di insegnare, il tutto convergente in un contesto in evoluzione. Vi fu un tempo in cui ,secondo l'insegnamento ufficiale della Chiesa, era vietato alle coppie sposate di cercare il piacere nell'atto coniugale; il massacro degli infedeli era una strada che portava alla salvezza; il prestito ad interesse era condannato; la schiavitù consentita; la discriminazione contro i giudei legittima ; i biblisti non potevano ricorrere ai metodi della critica storica per leggere i testi della Scrittura. Come possiamo comprendere se l'insegnamento a proposito dell'interdizione delle donne aell'ordinazione non segua una evoluzione parallela ? Nel corso dei secoli , la ragione dichiarata per la quale le donne non venivano ordinate era quella per la quale le donne erano inferiori, o esseri umani "incompleti" (Tommaso d'Aquino) Oggi , questa ragione non è più invocata. E così altri argomenti avanzati .. .”

“Queste ragioni non tengono più, nemmeno se si tenta di difenderle. Secondo l'insegnamento cattolico l'intelligenza che permette di emettere un giudizio non è libera, a differenza della volontà . Noi non possiamo manifestare il nostro assenso se non a ciò che si presenta al nostro spirito come vero. : " La verità non si impone che con la forza della verità stessa che penetra lo spirito con potenza e con dolcezza" (Vaticano II, Dichiarazione sulla libertà religiosa , § 1). Se una pratica o un insegnamento ufficiale urta il nostro spirito poichè non è appropriato , come nel caso presente, noi abbiamo la responsabilità di cercare il perchè ed esporre le nostre ragioni . Questa opposizione non deve essere considerata come slealtà o ribellione ma pittosto come una forma di lealtà, un servizio reso.. .”

“Negli anni, un disaccordo responsabile ben informato è stato un dono per la Chiesa là dove lo spirito critico fondato sull'amore ha consentito una evoluzione. Secondo me, la recente dichiarazione non infallibile relativa alla pretesa infallibilità della tradizione riguardante l'esclusione delle donne dall'ordinazione richiede giustamente questo tipo di risposta .”

“Disputed questions : authority, priesthood, women” (“Questioni dibattute : l’autorità, il sacerdozio, le donne ”) in Commonweal 123 (26 gennaio 1996) pp. 8-10.

Suor Rose Hoover R.C., membro del Cenacolo di Metairie, in Louisiane, ha scritto:

“Per dei secoli, il sacerdozio riservato agli uomini è sembrato fornire un mezzo adeguato per la trasmissione del messaggio di Cristo e sotto questo aspetto potrebbe sembrare una tradizione al servizio della Tradizione. Ma al giorno d'oggi? Cosa avverrebbe se l'esclusione delle donne dall'ordinazione mettesse in pericolo la trasmissione della tradizione ? Io non mi preoccupo soltanto del problema concreto della mancanza di vocazioni . Cosa avverrebbe se la tradizione del sacerdozio esclusivamente riservato agli uomini fosse essa stessa in contraddizione con la Tradizione del Vangelo ? "

“Noi non possiamo lasciare che sia il punto di vista dei Padri della Chiesa, della Scolastica oppure quello dei teologi di inizio secolo a determinare come bisogna considerare la donna nella Chiesa ai nostri giorni . Dobbiamo tener conto di ciò che abbiamo appreso a proposito degli uomini e delle donne grazie alle scienze sociali e biologiche e grazie allo Spirito Santo. Tommaso d'Aquino ha dato prova di saggezza in molti punti , tuttavia è stato espressione dei suoi tempi. Nella sua Summa Thelogicae leggiamo che " poichè non è possibile per la donna significare una posizione eminente, visto che la donna è in stato di soggezione, ne deriva che essa non può ricevere il sacramento dell'Ordine ". Ciò che è peggio, è che questa soggezione della donna non è dovuta alle condizioni sociali . Trattando della questione di sapere se la schiavitù è un impedimento per l'Ordinazione, Tommaso d'Aquino scrive nella Summa che " i segni sacramentali hanno un senso in ragione della rappresentazione naturale . Una donna è soggetta per natura , mentre uno schiavo non lo è " . Tommaso d'Aquino pensa inoltre che nelle donne non c'è sufficiente forza di carattere per resistere alla concupiscenza ". Si può certo avere dei dubbi in quanto all'ordinazione di una creatura così poco dotata. Non possiamo giudicare Tommaso d'Aquino. Ma noi ne sappiamo più di lui.

“Sappiamo che la donna non è inferiore all'uomo ( Vedi la lettera apostolica di Giovanni Paolo II del 1988, Mulieris Dignitatem). Sappiamo che la donna non è per natura soggetta all'uomo . Le ragioni di Tommaso d'Aquino non possono essere più invocate per rifiutare l'ordinazione alle donne. Nè nessun'altra ragione fondata sulla inferiorità per statuto . Farlo sarebbe in contraddizione con ciò che sappiamo oggi essere la buona novella di Cristo "

Estratto da “Consider Tradition : the case for Women’s Ordination” (“Consideriamo la Tradizione: la questione dell'ordinazione delle donne”) in Commonweal 126 (26 gennaio 1999) pg. 17-20. L'articolo completo cliccate qui .

Conclusione

Nel passato, alcuni giudizi ed alcune decisioni dell'epoca erano fondati sull'ignoranza o su informazioni errate. La Tradizione, non può essere vera che dal momento in cui, grazie allo spirito critico, si sia liberata di tali aggiunte. Lo Spirito Santo aiuta la comunità dei credenti a riesaminare le loro concezioni alla luce di informazioni nuove che si sono rese a noi disponibili nel corso del tempo, di modo che il contenuto delle Tradizione possa essere rivalutato e rimanga pertinente quando le circostanze mutano.

Cristo ha Escluso le Donne dal Sacerdozio?’ - titolo di un libro classico.
Trovate qui la traduzione italiana completa!

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