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Diritti dell'uomo .
Quale il contributo dei cristiani ?

Maria-Teresa Lunen-Chenu

publicato in Diritti dell'Uomo. Il contributo cristiano, luglio 1998

[Atti delle Giornate di studio organizzate il 30-31 gennaio 1998 da Justice et Paix - France e dalla Facoltà di Scienze Sociali ed Economiche (FASSE) dell' Istituto Cattolico di Parigi in occasione del 50°anniversario della dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo 1948-1998. ]

I diritti dell'uomo: un non-diritto delle donne nella Chiesa

Più che molte altre cose, il modello relazionale tra i sessi - giacchè esso appartiene nello stesso tempo alla nostra vita privata e pubblica, alle nostre convinzioni profonde ed alle nostre strutture sociali - è un terreno di inteconnessione significativa tra la società civile e le società religiose, tra la cultura e la fede. Ora la questione dello statuto particolare che le religioni , ed in particolare la Chiesa cattolica romana, riservano alle donne nell'ultimo decennio ha assunto una crescente importanza nell'opinione pubblica.. Significativa dei cambiamenti della modernità, essa ha risonanza attraverso i media ben al di là delle sfere religiose. Essa ha dato luogo a dei dibattiti lungo tre linee di tensione:

Non richiameremo qui che la prima interconnessione -benchè tutte siano collegate. Il proposito non è quello di fare della questione delle donne una causa a sè, per quanto giustificata possa essere, ma di servirsi della eccezione di un non-diritto delle donne in una società particolare, la Chiesa cattolica, per interrogare il carattere etico di universalità dei diritti dell'Uomo.

Proporremo brevemente qualche punto di riferimento sul passato prima, e poi sulla sitazione attuale

A) Il Passato

Co incidenza

Ci si ricorderà innanzitutto della coincidenza che per dei secoli vi fu tra la legislazione della istituzione ecclesiastica e la legislazione della istituzione civile, entrambe largamente confuse; adeguamento talmente stretto che il diritto ecclesiastico poi canonico hanno potuto permettersi in qualche modo di 'teologizzare' le norme sociali in vigore. Così, gli interdetti che colpivano le donne nella Chiesa non si fondarono su altre argomentazioni che sul loro statuto di incapacità personale e di soggezione all'uomo: "Come si potrebbe affermare che essa ( la donna) è immagine di Dio essendo manifesto che essa è sottomessa al potere dell'uomo e non ha alcuna autorità ? Poichè la donna non può insegnare, nè testimoniare, se non attraverso un garante, nè rendere giustizia; nè tantomeno esercitare il potere ", afferma l’Ambrosiaster nel IV° secolo.

Eguaglianza e subordinazione

Il cristianesimo manifestò tuttavia una evoluzione profetica in rapporto alla società civile affermando l'eguaglianza dell'anima, Le christianisme manifestait pourtant une avancée prophétique par rapport à la société civile en affirmant l’égalité de l’âme, des raisons séminales, entre la femme et l’homme. Questo principio non poteva non introdurre una distorsione tra lo lo statuto di eguaglianza e quello di subordinazione della donna , tra quelli che Tommaso d'Aquino definiva l'ordine della grazia e l'ordine della natura .

Ma, comunemente, questa distorsione non dava origine a riflessione critica, l'inferiorità 'naturale' delle donne veniva considerata come del tutto evidente ed essa comportava in maniera tanto automatica la loro esclusione dalle funzioni sacerdotali che, alcuni secoli più tardi, come scrisse Suzanne Tunc, non fu neppure necessario precisarlo. Si può leggere nel Dizionario di diritto canonico (1953) del canonico Naz : “il battesimo conferisce la personalità giuridica dentro la Chiesa: dà dei diritti ed impone dei doveri legati alla qualità di cristiano ”. Malgrado ciò, la medesima opera, al termine Donne , riconosce: “Il diritto canonico mostra nei riguardi della donna una certa riserva...che sembra ispirata sia dalla considerazione della “ imbecilitas sexus”, sia dal ricordo del ruolo che la donna ha giocato nel peccato originale e dalla occasione di peccato che essa rappresenta ”. Ancora,nel suo Trattato di diritto canonico del 1954. Naz scriveva un paragrafo 328 sulla diminuzione di personalità: “I cristiani non sono tutti eguali, nè nell'uso dei loro diritti , nè riguardo ai loro doveri. Queste diversità di situazioni deriva dal sesso, dalla malattia.”

Il codice del 1917 poteva riservare l'ordinazione solo all'uomo (vir) senza che ciò sollevasse la minima obiezione, fatto che la nuova codificazione del 1983 (1) ripeterà come "cosa naturale". Finchè si potrà, nella Chiesa come nella società, certe esclusioni delle donne non necessitano di alcuna giustificazione.

Per altro, si potrebbero mostrare molte prove della superiorità del cristianesimo rispetto alla società civile nelle sue manifestazioni di rispetto verso le donne, sia nell'esigere il consenso personale della futura sposa, nel difendere io diritto delle ragazze alla verginità, oppure nel farsi carico della educazione e dell'istruzione delle giovani ben prima che ciò diventasse obbligatorio.

B) SITUAZIONE ATTUALE

Nuova parità tra i sessi

Che ne è oggi della corrispondenza dello status femminile nella società e nella Chiesa? Nella maggior parte delle società civili- con la notoria eccezione dei paesi dell'Islam- l'uguaglianza della dignità e dei diritti tra uomo e donna è un principio consacrato.Di esso è preso atto nell'articolo primo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ed è ripreso in numerose costituzioni nazionali.

E non si tratta soltanto di cambiamenti legislativi; essi sono connessi- a volte come causa e come effetto- con una evoluzione senza precedenti dei rapporti sociali. Una partecipazione sempre più larga , competente e riconosciuta delle donne in tutti i campi della società civile, come pure in certi settori dell'attività ecclesiale, va di pari passo oggi con ciò che il teologo Hervé Legrand caratterizza come un indebolimento progressivo dell'androcentrismo. Non si può ignorare un consenso caratterizzato della opinione pubblica per questi cambiamenti , come per i valori relativi alle nuove norme di parità tra i sessi. Le ultime conferenze delle Nazioni Unite sulle donne hanno nuovamente focalizzato l'attenzione sui progressi e sui ritardi in materia e fatta conoscere la critica che si sviluppa verso le società la cui regolamentazione e il cui atteggiamento generale verso le donne appaiono in contrasto con i Diritti dell'Uomo e contravvengono alle nuove disposizioni che tendono a sradicare ogni sessismo.

Riguardo a tali disposizioni, la Chiesa cattolica romana rappresenta, di fatto, una eccezione che può enunciarsi in questo modo: nella società civile, il sessismo, sebbene proibito dalla legge, rimane , qua e là, nei costumi mentre , nell'organizzazione ecclesiale cattolica , esso rimane di regola sia nei costumi che nella legge.

In queste condizioni ci si chiederà cosa può rimanere oggi per noi contemporanei della testimonianza che costituiva il profetismo cristiano? Una parte sempre più larga dell'opinione pubblica, all'esterno come all'interno della Chiesa, denuncia quello che appare oramai come una eccezione tanto più difficile da legittimare in quanto altre società religiose- in particolare l'Islam- si servono della stessa tipologia di giustificazioni' religiose' per imporre alle donne delle crudeli discriminazioni.

Nuove disposizioni in vigore: La Convenzione dell'ONU sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne

La Convenzione dell'ONU sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw) (2) nell'articolo uno , dà questa definizione:

L’espressione "discriminazioni contro le donne” comprende qualunque distinzione, esclusione o restrizione fondata sul sesso che ha per effetto o per scopo di diminuire il riconoscimento , il godimento o l'esercizio da parte delle donne, quale che sia il loro stato matrimoniale,dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale e civile o in ogni altro campo

Si legge all'articolo 5: Gli stati membri prenderanno tutte le misure necessarie per:

a)Modificare gli schemi ed i modelli di comportamento socio-culturale dell'uomo e della donna allo scopo di eliminare i pregiudizi e le pratiche di costume , o di ogni altro tipo, che siano fondati sull'idea dell'inferiorità o la superiorità dell'uno o dell'altro sesso o sul ruolo stereotipato degli uomini e delle donne .

E' una nuova definizione della lotta che che l' ONU intende condurre contro quello è oramai è chiamato sessismo; le religioni vi sono implicate attraverso la formula discreta " pratiche di costume o di ogni altro tipo".

In questo articolo, si trova il nodo delle ragioni di un atteggiamento diverso della Chiesa e della società laica nei confronti delle donne: la prima crede di affermare la ricchezza della parità definendo essa stessa le differenze proprie di ciascuno dei sessi e lo status e i ruoli reciproci, mentre la società civile che si ispira alle norme dell'ONU vuol dimostrare la ricchezza propriamente umana della parità , di modo che il gioco di reciprocità delle differenze possa stabilirsi liberamente a partire dai medesimi diritti, le medesime chances e responsabilità di ognuno dei sessi.

Nel 1995, il testo finale della piattaforma adottata dai governi alla Conferenza dell'ONU sulle donne. a Pechino, fornisce altre interessanti precisazioni:

Vi si legge:La religione , la spiritualità e la fede giocano un ruolo centrale nella vita di milioni di donne e di uomini...Il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione è inalienabile ed ogni individuo deve poterlo esercitare... E' necessario tuttavia riconoscere che ogni forma di estremismo può esercitare un effetto negativo sulle donne e condurre alla violenza ed alla discriminazione (art.24).

E: I governi dovrebbero...condannare la violenza contro le donne ed astenersi dall'invocare considerazioni di costume , di tradizione o di religione , e non sottrarsi all'obbligo di eliminare conformemente alla Dichiarazione sulla eliminazione di ogni discriminazione contro le donne...(art. 124).

Gli argomenti ufficiali per giustificare la non-ordinazione delle donne

Il rifiuto dell'ordinazione delle donne da parte della Chiesa cattolica non è la sola disposizione in vigore che limita la partecipazione delle donne battezzate all'insieme della vita della Chiesa, ma si ammetterà che essa dà origine o riassume gli altri interdetti. Non ci si vuole intrattenere qui da un punto di vista strettamente teologico ma di mostrare come gli argomenti della discussione interferiscono con le nuove disposizioni dei Diritti dell'Uomo.

L’argomentazione ufficiale , fornita da alcuni testi particolari (3), non si fonda più sui motivi tradizionali della incapacità personale o della incapacità giuridica delle donna. Tuttavia gli argomenti presentati come risolutivi- il valore esemplare della scelta dei dodici apostoli maschi e la portata simbolica dell'immagine maschile per agire in persona Christi - dipendono da una messa in gioco del rapporto tra la società e la Chiesa. Che si tratti del significato che si può accreditare ad un atto religioso in una data società oppure della interpretazione della portata simbolica nella vita attuale, questo rapporto sfugge alla sola competenza ed autorità della gerarchia cattolica. Si osserva che la concordanza semantica tra il fatto culturale ed il fatto religioso oggi non va più da sè e ciò spiega lo stupore, i rimproveri, perfino le accuse , talvolta senza le necessarie sfumature necessarie alla complessità del dibattito, intorno alla questione dello statuto delle donne nella Chiesa romana.

Se l'espressione " diritti delle donne nella Chiesa" non è pienamente soddisfacente, e se il ricorso alle norme dei Diritti dell'Uomo è un argomento insufficiente agli occhi della fede, bisogna riconoscere che la situazione di non-diritto delle donne, e la loro totale assenza dai luoghi di concertazione e di decisione, appaiono di più in più eccezionali ed illegittimi.

Bisogna infine ricordare che nel corso della Storia, le reazioni e le riflessioni che si sono fatte largo a partire da una situazione di non-diritto delle donne hanno spesso contribuito ad un approfondimento migliore dei diritti di tutti? Fu così, in Francia, dopo il divieto fatto alle donne di votare per più di un secolo e mezzo, malgrado la conquista di quello che pure si chiamava suffragio universale.

La Chiesa cattolica in contraddizione con i propri principi ?

La situazione particolare riservata alle donne dalla istituzione cattolica è resa ancora più complessa dal fatto che essa si è impegnata solennemente contro la discriminazione fondata sul sesso, riprendendo quasi parola per parola nel 1954 in un testo conciliare un passaggio fondamentale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo di cui sottolineava il fondamento teologico: Ogni forma di discriminazione che tocca i diritti fondamentali della persona, sia essa sociale o culturale, sia essa fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, la condizione sociale, la lingua o la religione, deve essere superata ed eliminata come contraria al disegno di Dio (Gaudium et Spes, art 29, 2). La portata di tali dichiarazioni è superiore al fatto che esse sono periodicamente riaffermate dal Papa o dai suoi rappresententi, dalla tribuna delle Nazioni Unite, come prova di sostegno alla causa dei Diritti dell'Uomo.

Infine, queste affermazioni vengono ancora rinforzate da altre che denunciano le manchevolezze nella società: In verità, è scoraggiante constatare che i diritti fondamentali della persona non sono dappertutto garantiti. E' così quando la donna è privata della possibilità di scegliere suo marito e le sue condizioni di vita. (id.)

Diritti Umani e messaggio cristiano

L’autorità cattolica si trova ormai in una situazione tre volte paradossale: in contraddizione con la causa dei diritti umani nella società civile, in disaccordo con altre chiese cristiane, in contraddizione con i suoi stessi principi. Or a la posta in gioco è di questo tenore: se essa vuol conservare l'eccezione di una diminuzione dei diritti per la metà dei suoi membri, di pari passo con una struttura androcentrica sempre più contestata ed indebolita, essa rischia , da una parte , di non poter contenere più la contestazione interna, e, dall'altra, di non poter portare un sostegno credibile alla causa dei Diritti dell'Uomo e dei relativi valori. Ciò che è cristiano potrebbe sopportare il rimprovero di ferire l'Uomo?

Per contro, impegnarsi sulla strada progressista del cambiamento potrebbe costituire una testimonianza eclatante che si iscriverebbe del tutto spontaneamente nella tradizione profetica del cristianesimo. Coscienti di riconoscersi realmente solidali col genere umano e la sua storia (Gaudium et Spes, 1), cristiane e cristiani potrebbero anche meravigliarsi di scoprire che questo rifiuto della schiavitù, del razzismo e del sessismo , che costituiscono tre grandi tappe dell'umanizzazione in rapporto ai Diritti dell'Uomo, risponde all'annuncio profetico che fece Paolo ai Galati (3,28). Annuncio solennemente ricordato al Concilio (Lumen Gentium, 32) e, più tardi, alle Nazioni Unite :: Non c' dunque diseguaglianza in Cristo o nella Chiesa a causa della razza o della nazione , della condizione sociale o del sesso " poichè non c'è giudeo nè gentile, non cè più schiavo o libero , non c'è nè uomo nè donna .. voi siete tutti uno in Gesù Cristo”.

(1) Canone 96 : Con il battesimo l'uomo (homo) è ammesso alla Chiesa del Cristo e diventa persona con i diritti ed i doveri che sono propri dei cristiani secondo le loro condizioni .Quest'ultimo riferimento alla condizione è un'aggiunta all'antico c.87. Si tratta di una condizione degli effetti differenti del battesimo secondo il sesso o piuttosto è ancora una allusione ad una differenza ontologica tra uomo e donna? Cf. anche canone 1024.

(2) Firmata e ratificata dalla grande maggioranza dei paesi membri dell'ONU a partire dal 1980. Durante il voto di approvazione, presso l'Assemblea Generale del dicembre 1979, alcuni dei rappresentanti dei paesi Islamici vi si opposero come contraria alla loro religione .

( 3) Cf Inter Insigniores, 1977, D.C n°1714 ; Mulieris dignitatem, 1988 ; Ordinatio sacerdotalis, 1994, D.C. n° 2096.

Molto links all'interno delle pagine sono in via di traduzione. Possono essere lette nella versione originale in inglese o in francese.

Per vedere il tema dell'ordinazione delle donne,
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Nè Eva, nemmeno Maria

L’ordinazione sacerdotale delle donne nella Chiesa cattolica

Autore: J. Wijngaards
Edizioni La Meridiana 2002,
via G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971
pagine: 232; ISBN: 88-87507-63-5; Prezzo: Euro 15,00.